A Head Full of Dreams: il nuovo caleidoscopico album dei Coldplay

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Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

NoteVerticali.it_Coldplay_cover_A_Head_Full_Of_DreamsAmore, speranza e ricordi sono i tre ingredienti che creano in questo album il giusto equilibrio tra i colori tenui e soffocati di un rapporto finito e quelli sgargianti e vivaci della vita di chi risorge dalla sofferenza. Un caleidoscopio di sensazioni, sound ricercato ed emozioni condivise.

Settimo disco in studio, A Head Full of Dreams è il nuovo album in casa Coldplay, uscito il 4 dicembre 2015. A distanza di nemmeno un anno da Ghost Stories, la band britannica ha ancora molto da offrire ai loro fan. Il front man Chris Martin, in seguito alla fine del suo legame decennale con l’attrice Gwyneth Paltrow, ha come sentito il bisogno fisico di esprimere tutte le sue emozioni a riguardo. Questo lo ha portato ad una produzione senza sosta di testi, in un proliferare di idee e sensazioni che dovevano essere condivise. Così nasce l’idea. Una testa piena di sogni, come recita il titolo stesso dell’album, è la stessa che caratterizza l’intero album, ricco di sentimenti e sensazioni condivisibili da chiunque nella sua vita abbia amato, abbia sofferto per amore e speri ancora che l’amore possa salvarlo.

Sono undici (più una bonus track) i brani che servono a Chris per raccontarsi e raccontare la sua scalata verso l’accettazione di un grade amore ormai alla fine. Questo lavoro vanta la collaborazione di nomi di rilievo, come Beyoncé, Noel Gallager (ex Oasis), Tove Lo, la pianista Kathia Buniatishuill e Marry Clayton. Il disco, registrato tra Malibu, Los Angeles e Londra è stato prodotto dai norvegesi Stargate e con la collaborazione di Rik Simpson.

NoteVerticali.it_Coldplay_1Il percorso intrapreso è chiaro. Si parte infatti dalla title track, in cui Martin e i suoi musicisti ci immergono in un sound che si discosta dall’ormai celebre pop-rock che ha reso famosa la band, se pur loro stessi non si definiscano rock, e ci immergono in un colorato mondo di sogni dove l’importante è Be what you want. Non importa cosa gli altri pensano che tu debba fare, non curarti dell’aspettativa altrui, la tua testa deve riempirsi di sogni e colorare così la tua esistenza. Ed è così che in “Birds arriva il suggerimento più importante, quello di sentirsi sempre liberi e di “Close your eyes and see. We’ll be birds. Flying Free”. In questa vita, che ci deve vedere liberi, esistono però momenti in cui si deve fare  i conti con i sentimenti. In un testo orecchiabile e accompagnato dalla calda voce di Beyoncé (“Hymn for the week end”), Chris Martin ci racconta di quanto l’amore possa inebriare. Di come la vita può essere “bevuta” e l’amore diventare una droga. Tutto intorno cresce e l’amore diventa imprescindibile elemento di questa evoluzione. Ed è così che viene introdotta una ballad, un brano dal sospiro ampio, che ricorda vagamente le ballad anni’90 usate come colonna sonora nei teen drama, mentre il protagonista in lacrime osserva la sua anima gemella allontanarsi da lui nel bagliore del sole che tramonta. Un brano intimo, anche fin  troppo, che vede la collaborazione della stessa Gwyneth Paltrow, che accompagna con la sua voce delicata le parole del ormai ex marito. Le persone vanno e vengono. La vita cambia come cambia il vento, come l’acqua che non scorre mai uguale nello stesso fiume. Un epicureo concetto che ben si presta a descrivere una condizione così naturale come il cambiamento che sopravviene quando una vita di coppia viene divisa mentre la mancanza inizia a far capolino. Il consiglio che però entrambi vogliono dare è chiaro: “So if you love someone, you should let them know. The light that you left me, will everglow.”

Dopo la rottura e dopo la sofferenza che ne consegue, i Coldplay ci regalano un pezzo elettronico e quasi dance, inserita forse per smorzare la tensione emotiva suscitata precedentemente. In “Adventure of a lifetime” si racconta la storia di una rinascita in cui “I feel my heart beating, ‘couse you make me feel alive again”. Tove Lo nella collaborazione in “Fun, canta con Martin la razionalizzazione della fine di una relazione, nel momento in cui viene messo da parte il dolore e si inizia a ricordare ciò che di bello ci può essere stato. “Didn’t we have fun?” E forse, quello che viene percepita è la speranza che l’amore si trasformi in qualcos’altro, “Don’t say we’re done. Maybe we could again”.

NoteVerticali.it_Coldplay_2Stesso concetto viene riportato in un brano come “Amazing day, una ballata che inizialmente riporta agli anni ’60, nelle atmosfere dei locali con un juke-box che suona in sottofondo o mentre si sorseggia una bibita al drive-in, in cui si ricordano momenti semplici, di una “giornata fantastica”  passata seduti sul tetto e nominare le stelle che brillano nel cielo. Con “Up&Up“, un brano cantato con l’ausilio di un coro, e la chitarra suonata da Noel Gallager, la band britannica propone un inno all’amore e ad una pace interiore ritrovata in cui  “When you’re in pain. When you think you’ve had enough. Don’t ever give up. Belive in love”.

Tra le track anche l’incursione di un brano – “Kaleidoscope” – recitato da Coleman Barks, tratto da una poesia di Rumi dal titolo The Guest House, alla quale sembra che Chris Martin sia particolarmente legato, accompagnato una solo piano eseguito dalla pianista Khatia Buniatishull, seguito da un “Amazing Grace cantato da Barack Obama in occasione dei funerali del reverendo Pinckney a Charleston. Un altro brano inusuale rispetto al contesto è “Army of One“, una track dal sound elettropop che al terzo minuto e mezzo cambia completamente, trasformandosi e lasciando ampio spazio all’elettronica. L’album si chiude con un hidden track, “X Marks Spot“, che vede la voce di Chris Martin abbracciare l’uso del vocoder e allontanarsi quasi definitamente dal rock.

Un album intenso, che farà forse storcere il naso al fan più purista, che ama i Coldplay delle origini. Un album che però vuole raccontare una storia a prescindere da quale sia il genere musicale adottato per farlo. E quale miglior fortuna che essere un cantante in una band internazionale per dimostrare e condividere tutte le emozioni che pervadono l’esistenza, ed entrare così a far parte della colonna sonora della vita delle nuove generazioni, in lotta con i primi problemi di cuore? Questi brani entreranno a far parte dei loro ricordi e della playlist delle canzoni “strappacuore”.

La band ha annunciato l’inizio del loro tour mondiale nel 2016, ma al momento non sono previste tappe italiane. Li abbiamo visti esibirsi sul palco del Forum di Assago in occasione della finale di X-Factor Italia 2015, ma noi attendiamo speranzosi un cambio di programma: siamo sicuri che lo spettacolo sarebbe assicurato!