Bestiario animale: le storie surreali di Lucio Corsi

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

NoteVerticali.it_Lucio_Corsi_Bestiario_musicale_coverPiante e bestie recano i segni della salvezza come l’uomo quelli della perdizione. L’esplosione dell’incurabile ha vinto la specie. Lucio Corsi prova a riflettere su quanto la musica possa ancora descrivere ed emozionare gli uomini, utilizzando gli animali. Il cantautore toscano ha preparato un lavoro dal titolo “Bestiario Musicale”. Otto tracce che raccontano altrettante storie dove l’artista prova a mettersi, di volta in volta, nei panni di una volpe, un lupo o un istrice. Corsi descrive un paesaggio dove i protagonisti si raccontano e lo fa ispirandosi alla tradizione favolistica greca. Un concept album dove l’ascoltatore è chiamato a riflettere ed emozionarsi. La produzione di questo particolarissimo artista, fuori dagli schemi ordinari, si arricchisce di un ennesimo capitolo. Se nel processo creativo spostare il punto di vista rimane l’unica via per la rivoluzione, Bestiario ha il pregio di prendere una posizione. I bestiari erano dei cataloghi sulla classificazione delle diverse specie di animali, Corsi prova a mettere in musica e parole vicende sul potere delle “belve” mostrando la loro indole mansueta.

Tutti i poteri degli animali” – spiega il cantautore – “sono schiacciati dalla società che avanza e che promuove una vita totalmente diversa da quelle di prima”. Un viaggio personale volto a sensibilizzare e intrattenere gli estimatori di una musica libera e riflessiva, come quella di Lucio. L’idea di un bestiario è nata dall’esigenza di provare a cambiare il punto di vista: “Era un periodo, in cui scrivevo canzoni, ma non ero soddisfatto”. Da qui la scelta di un isolamento creativo in Toscana, dove il lavoro ha preso forma. “Ho scelto otto animali e sono andato a cercare storie e leggende legate a ognuno”, aggiunge l’artista. Un lavoro di ricerca e di riscoperta di alcune immagini che vanno perdendosi, ma, mai come oggi, sarebbe opportuno ritrovare. Non semplici pezzi di musica ma vere e proprie storie, con accompagnamento di note, che descrivono soprattutto emozioni. Corsi ha raccolto queste figure di animali contestualizzandoli nei loro paesaggi, raccontando le loro vicissitudini, umanizzandoli. Ha ridotto la forbice di distanza tra ciò che apparentemente potrebbe sembrare puro istinto, ma che visto da vicino è depositario di una abitudinarietà necessaria per poter definire anche un solo e semplice bosco. Testi anche dal carattere surreale, come la vicenda della lepre che “racconta di essere arrivata sulla luna prima dell’uomo” e piena libertà nella musica avvicinano Corsi ai grandissimi della musica italiana e internazionale che hanno avuto il coraggio di proporre e non imporre se stessi. Viene in mente la vecchia figura del “Racconta storie”, un lavoro perso nel tempo che ha fatto la felicità di tanti bambini ormai cresciuti. Dopotutto la fiaba rimane il luogo di tutte le ipotesi.

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Lucio Corsi, BESTIARIO MUSICALE, Picicca Dischi, 27 gennaio 2017.
1. La civetta
2. La lepre
3. La volpe
4. L’upupa
5. Il lupo
6. L’istrice
7. Il cinghiale
8. La lucertola