Chissà cosa dirà mio padre: Cixi ritorna per raccontarsi con una domanda

NoteVerticali.it_Cixi

Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

 

4 anni, 28kg in meno, qualche tattoo in più, ma la genuinità tipica delle giovani ragazze.

Eleonora Bosio in arte Cixi, è una delle tante reduci di X-Factor, di quelli che durante le live dello show sembrano avere quel qualcosa in più e sentendoli su quel palco pensi “Questa ragazza spaccherà” e invece nella realtà sono ragazze troppo giovani per trovare la propria strada nel mondo che ti massacra che è la musica.
Si, perché oggi come oggi, bisogna avere gli attributi per rincorrere questo sogno e non sempre a 16 anni si ha chiaro quello che si vuole, a meno di non lasciarsi inglobare dal subdolo gioco del mercato e perdere di vista la propria personalità. Cixi però non percorre la strada del successo per un anno e poi chi si è visto si è visto, ha deciso di ponderare, di abbandonare l’onda e imparare crescendo.
La cantante torinese ha deciso di intraprende un percorso, lungo e faticoso che l’ha portata fino a qui e a “Chissà cosa dirà mio padre” il suo primo album di inediti prodotto da Alex Bagnoli con Sono Music Italy. Uscito il 19 maggio è stato preceduto dal singolo “Una cosa sola”.
Un progetto lungo quattro anni, un album sentito, presentato dalla stessa cantante sulla sua pagina FB con un video che commuove e fa apprezzare la sensibilità di una giovane che crede in quello che fa che ha il talento e lo usa per raccontarsi. Perdite, amore, amicizie, un tripudio di sonorità pop, senza retorica, ma personale e senza fronzoli.
Con questo album Cixi non ci vuole impressionare, ma ci vuole raccontare quello che ha dentro, con una voce indiscutibilmente bella.
“Chissà cosa dirà mio padre” è un inno e un appello e un grido che tenta di superare le barriere composto da 11 tracce tutte scritte con la collaborazione della stessa cantante.
Tanti nuovi tatuaggi sono passati sotto la pelle, che prendono posto alle ferite lasciando al loro posto non cicatrici, ma segni e se con “Sosia”, il brano d’apertura, l’album sembra iniziare prendendo una piega “ggggiovane”, si entra nel vivo con “118” nel quale racconta ansimando e urlando di un fatto di violenza, testimonianza si una sensibilità che a 21 anni è solo che da ammirare. Non un’acchiappa views, anche se è proprio dai social che Cixi ha iniziato.
Restare come si è (Sei come sei), è un messaggio di libertà, seguito poi da piccoli racconti di vita quotidiana, quello di una giovane ragazza che sale sul treno come viene cantato in “Dave”. L’elettronica di alcuni brani come “Amiche e basta” lascia poi spazio a voce, a volte anche sussurrata, e piano come avviene in “Fantastico”.
Quello della cantante torinese è una boccata di aria fresca, non certo innovazione pura, ma d’altro canto innovazione non è sempre sinonimo di “originalità”. Tuttavia l’ossigeno puro che si respira ascoltando questo disco è raro da trovare, quando la maggior parte delle volte i lavori sono rivolti alla mera condivisione compulsiva e tanti saluti ai sentimenti genuini, quello che urla invece è :“Fantastico quando smetto di pensare, se libero la mia voglia di cantare, che infondo non mi lascia mai”.
Chissà cosa dirà mio padre”, ma soprattutto “Chissà cosa direte voi” si chiede Cixi. E voi cosa ne dite?

Cixi, Chissà cosa dirà mio padre, Sony, 2017.

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