di20, l’album maturo dalle sonorità elettro-pop di Francesca Michielin

Anche Francesca Michielin sarà della truppa sanremese

Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

Diventare, cambiare,crescere, evolversi. Questo il significato della “d”. Venti (20) invece sono gli anni della giovane cantautrice di Bassano del Grappa

NoteVerticali.it_FrancescaMichielin_di20Con Fedez è riuscita a mantenere vivido nella mente del pubblico il suo nome (grazie ai vendutissimi singoli Cigno Nero e Magnifico), senza rischiare quindi di essere risucchiata inevitabilmente nell’oblio dei dimenticati, delle meteore nate nei talent show, che vincono ma non riescono ad affermarsi. A sua discolpa sicuramente la giovanissima età. Vincere a sedici anni un talent ormai affermato come X-Factor, è una dura prova da affrontare. Il cambiamento è drastico. Da liceale che passa innosservata a idolo delle teen-ager, in questo contesto tutto può accadere nella “testa” di un artista (soprattutto a sedici anni). Ma Francesca Michielin questo lo sa o meglio lo ha capito. E ciò che sicuramente colpisce è la sua consapevolezza. Una consapevolezza che nasce da una profonda riflessione su se stessa. E questo album rispecchia in pieno questa riflessione.
A tre anni di distanza da Riflessi di me, album di esordio che l’aveva consacrata enfant prodige di X-Factor con il singolo Distratto, Francesca si ripropone al pubblico con una maturità quasi disarmante.
di20 (Sony Music) vuole raccontare della crescita, che una ragazza affronta nel passaggio dall’adolescenza ad un’età più matura. di20 vuole essere per la Michielin un album con la quale ripresentarsi al pubblico rinnovata, con una nuova visione del mondo, dei sentimenti (soprattutto dell’amore), con una consapevolezza di sé e della sua musica che va oltre la mera creazione di un lavoro discograficamente vendibile, ma che vuole altresì convincere il pubblico che lei sa fare buona musica.
NoteVerticali_Francesca-Michielin_1L’album non presenta alcuna collaborazione (se non quella di supporto nella scrittura dei testi da parte di Fortunato Zampaglione), per il resto è scritto, cantato e in certi casi anche suonato da Francesca. L’icosaedro (figura geometrica a venti facce, raffigurato anche nella copertina del singolo L’amore esiste, già disco di platino) rappresenta proprio questo, le sfaccettature e le diverse sfumature che fanno di questa giovane ragazza ormai una giovane donna. La Michielin non ha paura di osare sganciandosi dalle sonorità “elisaniane” che roteavano intorno al suo primo lavoro, anche se in certi tratti di Sons and daughters, non si può che risentirne le influenze.
Le undici tracce che compongono l’album si completano a vincenda, rendendo il lavoro nel complesso molto omogeneo all’orecchio. Due brani palesemente “autobiografici” come DiVento e 25 Febbraio (la prima e l’ultima traccia), con le loro sonorità delicate e la voce dolce della cantante, non fanno che trasmettere un senso di intimità ricercata e voluta. Ora la Michielin vuole “navigare senza vele”, non più essere guidata solo dal vento, ma vuole anche dominarlo. E non ha più paura, la solitudine non è un ostacolo anzi, “non conta molto essere forti, ma essere vivi, sì”.
Un tema preminente e a lei (a quanto se ne evince) molto caro, è la descrizione dell’evoluzione del sentimento d’amore. Un amore che non è solo quello che si può rivolgere ad un’altra persona, ma l’amore come concetto universale. L’amore viene descritto nei suoi aspetti positivi e negativi, l’amore non ha nome, non ha ragione, ma può cambiare. Può nascere anche dall’inaspettato, l’importante è viverlo senza timore. (L’amore esiste). L’amore può essere vissuto in solitudine, ma può essere anche condiviso (Un cuore in due), si creano delle storie che condividono un unico cuore, il che per una giovane ragazza non è mai facile da accettare. I rapporti diventano sempre più maturi e impegnati, dove è importante capire che per amare un’altra persona bisogna prima di tutto imparare ad amare se stessi. L’amore è anche forza e speranza (Io e te), una forza della natura che ha la capacità di unire due atomi.
Insomma la cantautrice canta e si esprime con chiarezza, vuole raccontarsi senza aver paura di esporsi troppo.
Anche la sonorità della sua musica è in divenire, forse ancora in cerca di una strada definitiva da percorrere, cercando (com’è giusto che sia per la sua giovane età) di sperimentare. L’elettronica fa capolino, tra una ballad e la voce delicata di alcuni brani. L’uso di strumenti come in vocoder, conferiscono ai brani ampio respiro, anche di livello più internazionale, soprattutto quando decide di cambiare la lingua passando all’inglese, come avviene nei due brani Amazing (già usato come colonna sonora nel film The Amazing Spider-Man. Il potere il Electro) e appunto Sons and daughters.
Ma questa elettronica non snatura la giovane cantautrice, anzi potrebbe ampliarne il consenso.
Il risultato in questo lavoro è genuino e non artificioso, rispecchia in pieno il cambiamento e il continuo divenire che caratterizza inevitabilmente la vita di ognuno di noi. La forza sta nel non fermarsi mai a subire le incombenze della vita, ma di viverla in tutte le sue sfaccettature, piacevoli o no che siano. E il fatto che un messaggio del genere venga estrapolato dall’album di una ragazza che si è appena affacciata nel mondo degli adulti, non fa che alzarne il valore umano. Nessuna pretesa, solo desiderio di esprimere e di evolversi. Questo fa ben sperare per la generazione futura di giovani “star”, che piuttosto che lasciarsi investire dall’onda mediatica e del successo, dovrebbe imparare a razionalizzare, non avere paura di fermarsi un attimo a pensare e imparare a conoscersi, prima di buttarsi nella mischia. Complimenti quindi a Francesca Michielin e in bocca al lupo per il suo “divenire”.

LONTANO – FRANCESCA MICHIELIN