Ernesto Orrico ragiona in chiave pop sulla rivoluzione made in Calabria

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

NoteVerticali.it_Ernesto Orrico_Hai detto rivoluzione_PopuciàA certe latitudini, il coraggio non basta. Cambiare le cose non è solo questione di forza. Ed è così che la parola ‘rivoluzione’ suona come fuori tempo, addirittura decontestualizzata da ciò che si respira e si sopporta. Ernesto Orrico, attore e regista calabrese, che conosciamo e apprezziamo per le incursioni che partono dal teatro e arrivano alla sperimentazione fonetica, ha provato a ragionare sul tema più volte, sempre con contributi originali e innovativi. Segnaliamo con piacere ora un brano, Hai detto rivoluzione?, con testo e voce suoi e musicato dai Popucià. Orrico, che nella canzone si definisce “neo-calabrese mai abbastanza italiano, meridionale sempre“, affronta con il suo consueto stile esercizi letterali che, in un mix tra italiano e dialetto, incrociano assonanze di senso e significato, e, al contempo, sanno di beffarda contraddizione.

Paura ni vù? E quanta ni vù
paura pura pura paura
ca nun si po’ taglià
ca nun si po’ cuntà
nun puazzu addimmannà nenti
mancu n’involuzione
hai detto rivoluzione?
No

e ra chiazza dicianu sempre
‘u pisci puzza sempre da capu
e ra chiazza dicianu sempre
‘u pisci puzza sempre da capu
ma quanti su si pisci?
E nua quanti simu?

Non manca il riferimento critico, velato ma individuabile (il palazzo della storica sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria è identificato come “l’Astronave”), verso il sistema politico, detentore di un potere che puzza di corruzione e che suscita indignazione più che condivisa. C’è da dire comunque che in questo la Calabria non è certo diversa dal resto del paese (si veda per esempio l’inchiesta “Mafia capitale”, gli scandali sui rimborsi gonfiati ai consigli regionali veneto e lombardo):

ho sentito l’odore degli uomini-merda
dagli scranni dell’astronave
inondare la terra il cielo e le città

Nell’insieme, quindi, il brano è pop di denuncia, vestito di atmosfera futurista (grazie anche al suono “rock industriale” di batteria, chitarra elettrica e sintetizzatori) e nello stile dadaista che ha caratterizzato già altre produzioni di Orrico (si pensi per esempio a “The Cult of Fluxus“, di cui abbiamo già scritto). Il pezzo, realizzato nel 2014, avrebbe dovuto far parte di un album della band Popucià che prevedeva altri brani di impostazione simile, tra cui uno scritto da Lorenzo Misuraca ed interpretato da Ninni Bruschetta ed un altro, tratto da un libro di Giovanni Tizian ed interpretato da Maria Marino. Un’iniziativa che non ha avuto seguito, e che ci auguriamo possa vedere la luce presto, perchè lo meriterebbe davvero. Per il momento godiamoci il video di “Hai detto rivoluzione?“, diretto da Alessandro Mastrantonio. Un piccolo capolavoro di fantasia e creatività che fa restare ancora più impresso in mente quel “provaci tu a vivere a sud” che fa venire voglia di rivoluzione. Ma sul serio.

 

HAI DETTO RIVOLUZIONE? – Popucià Band feat. Ernesto Orrico

      

HAI DETTO RIVOLUZIONE?

(Testo e voce: Ernesto Orrico, Musiche: Popucià)

Ho colpito nel centro
affrontato e testimoniato
infine sono stato affondato

neo-calabrese mai abbastanza italiano
meridionale sempre
sparlante sragionante scagionante
dal mio buco da qui

Ho sentito colpi crivellare
resti umani sulla strada
cervella sparpagliare

Paura ni vù? E quanta ni vù
paura pura pura paura
ca nun si po’ taglià
ca nun si po’ cuntà
nun puazzu addimmannà nenti
mancu n’involuzione
hai detto rivoluzione?
No

prova! provaci tu a sta ccà
cu’ su suli ccà squaglia ogni possibilità
prova! provaci tu a sta ccà
cu’ sa malatia ca ricoglia ogni verità

e ra chiazza dicianu sempre
‘u pisci puzza sempre da capu
e ra chiazza dicianu sempre
‘u pisci puzza sempre da capu
ma quanti su si pisci?
E nua quanti simu?

Ci volissa na rivoluzione!
Hai detto rivoluzione?
Sì sì e dittu rivoluzione
Seeeee!

Prova! provaci tu a vivere a sud
prova! provaci tu a stare sempre nel sole
prova! provaci tu a ridere sempre comunque
prova! provaci tu a stare nel male
hai detto mare?
No no ho detto MALE

‘u sa cchì ti dicu?
Ricogliati ara cupa
‘u sa cchì ti dicu?
Chiudatu si cannarozza
si cumu nu cani
ca nun na mai a muzzicato
e mai addì muzzicà!

ho sentito l’odore degli uomini-merda
dagli scranni dell’astronave
inondare la terra il cielo e le città
inondare la terra il cielo e le città

Poi in Calabria una mattina mi son svegliato
mi son svegliato e ho trovato l’invasato
nu mommarutu! nu mommarutu! nu mommarutu!

Urtato ho reagito
eclissato
ogni possibile passato

L’arancia insanguinata
non voleva essere strappata
la clementina timida
non andava più al mercato.