Greta Van Fleet: spazio ai pronipoti di Robert Plant

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Arriva “Anthem of the Peaceful Army”, disco d’esordio per la band dei fratelli Kiszka che omaggia l’hard rock dei Led Zeppelin

Di questi tempi, fare rock rappresenta un azzardo. Sì, perché molti credono che il rock sia morto, e che vi siano necessariamente altri mondi, altri generi, per farsi strada e poter catturare, in un’era sempre più densa di entropia musicale, le grazie di chi ascolta. Eppure c’è qualche mosca bianca. Lo abbiamo pensato quando ci siamo imbattuti nell’ascolto di Anthem of the Peaceful Army, disco d’esordio dei Greta Van Fleet. Ne siamo sicuri: l’ascolto del lavoro avrebbe fatto certamente esclamare al Woody Allen dormiglione risvegliatosi dopo un letargo di decenni: “Cazzo, ma questi sono i Led Zeppelin!”. Eppure non è così. La band, il cui nome non omaggia certo una cazzuta front-woman di origini olandesi, è composta dai fratelli Joshua Kiszka, Jacob Kiszka e Samuel Kiszka – ripettivamente voce, chitarra e basso – e dal batterista Daniel Wagner. Ragazzi poco più che ventenni infatuati da quel rock anni settanta che probabilmente da piccoli avranno ascoltato in famiglia al posto di ben più concilianti ninnenanne. O chissà. Poco importa. Fatto sta che questo “Anthem of the Peaceful Army” è un disco che spacca. Letteralmente.

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Quarantanove minuti adrenalina purissima, da Age of Man a Lover, Leaver (Taker, Believer). Tredici tracce suonate benissimo, che sprigionano energia da tutti i pori, e poco importa che facciano storcere il naso ai puristi che gridano all’oltraggio. D’accordo, il giovane Joshua non sarà Robert Plant, lo sappiamo benissimo, ma non ci scandalizziamo certo se lo omaggia cantando alla sua maniera. Quello che conta è che Anthem of the Peaceful Army sia un signor disco, dove le chitarre di Jacob e la batteria di Daniel picchiano che è una bellezza. Un lavoro che acquista una dimensione tutta propria in un universo nel quale il piattume della stragrande maggioranza di ciò che si sente spopola indiscusso. Il viaggio a cui si fa cenno proprio in Age of Man per i Greta è appena cominciato. Ci auguriamo che sia lungo.

I Greta Van Fleet sono attualmente in giro per l’Europa, tra Svezia, Danimarca, Gran Bretagna e Germania. Per fine anno saranno negli Usa, e poi a gennaio li attende il pubblico giapponese e quello australiano. A febbraio torneranno in Europa. E, udite udite, domenica 24 saranno a Milano, all’Alcatraz, per un live che ha già fatto registrare il sold out.

Lunga vita al rock e ai suoi figli, anzi pronipoti.

Greta Van Fleet, Anthem of the Peaceful Army, Republic Records, 2018.

Tracklist
1. Age of Man – 6:06
2. The Cold Wind – 3:16
3. When the Curtain Falls – 3:42
4. Watching Over – 4:28
5. Lover, Leaver – 3:34
6. You’re the One – 4:25
7. The New Day – 3:44
8. Mountain of the Sun – 4:30
9. Brave New World – 5:00
10. Anthem – 4:41
11. Lover, Leaver (Taker, Believer) – 6:01