Il codice della bellezza: il pop d’élite di Samuel che non si allontana dai Subsonica

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Una laurea in Scienze della Comunicazione e tanti sogni nel cassetto. Curiosa, amante dei viaggi, da sempre appassionata di musica e libri, ma soprattutto grande divoratrice di film e serie tv, preziosi compagni delle sue lunghe notti insonni.

Il codice della bellezza, primo e attesissimo progetto da solista di Samuel Romano, frontman dei Subsonica, è un album di quattordici brani inediti, scritti tra Torino, Roma e Palermo e prodotto a Los Angeles da Michele Canova. Spicca la collaborazione del collega Lorenzo Cherubini aka Jovanotti, che ha contribuito alla stesura di ben cinque canzoni all’interno del disco.
Dopo l’esordio da solista del socio Boosta, anche il cantautore torinese sceglie di prendersi una pausa dalla band con cui ha condiviso vent’anni di carriera, per dedicarsi alla realizzazione di un progetto solista che testimoni la sua maturità artistica e umana.

L’Amore è il tema dominante del disco, raccontato in tutte le sue sfaccettature: Samuel riesce ad esprimere contemporaneamente sofferenza, rabbia, speranza e positività attraverso testi diretti, asciutti e coinvolgenti, con meno virtuosismi linguistici rispetto al solito.
Le canzoni spaziano dal pop all’elettronica, territorio già ampiamente sperimentato con i Subsonica, ma stavolta viene dato spazio anche alle ballate romantiche, come La luna piena, canzone scritta interamente da Jovanotti e scelta da Walter Veltroni come colonna sonora del suo lungometraggio in uscita a maggio.
La copertina dell’album mostra un primo piano del volto dell’artista, ma la particolarità sta nel titolo caratterizzato da un codice criptato: un alfabeto di segni che l’artista usava da piccolo per non farsi comprendere dai professori a scuola.

Il disco è stato anticipato negli scorsi mesi dall’uscita di tre singoli: a settembre è stato pubblicato La risposta, prima traccia del disco e grande successo radiofonico. Un brano molto orecchiabile dalle sonorità elettro-pop, molto più commerciale dei pezzi a cui il cantautore torinese ci ha abituato con i Subsonica. Lo stesso Samuel ha parlato del brano come di un momento di rottura: “Porsi delle domande credo sia fondamentale per la naturale crescita di ogni uomo. Smettere di cercare risposte, smettere di aver curiosità, smettere di sentirsi come un bambino che impara a camminare è la fine di tutto. ‘La risposta’ racconta queste mie paure. Era giusto cominciare una nuova strada con questa canzone, perché è quella che maggiormente dipinge questi ultimi anni della mia vita musicale”.

Grande successo anche per il secondo singolo, Rabbia, lanciato il 2 dicembre. Una ballad elettronica che parla della difficoltà che a volte si vive in un rapporto di coppia nel cercare di comprendersi e della consapevolezza che a volte litigare è indispensabile per superare le differenze fisiche e mentali, accettarle e custodirle.

La terza tappa che ci avvicina al disco da solista è la pubblicazione, il 7 febbraio, del terzo singolo Vedrai , brano scelto da Samuel per la partecipazione al Festival di Sanremo, esperienza segnata da un decimo posto in classifica e da interessanti riscontri di pubblico e critica. Una canzone in cui convivono amore e speranza, in quanto l’amore è dipinto come un sentimento indispensabile per affrontare le crisi del presente e sperare per il futuro. Un brano molto moderno dal testo importante, in grado di restare impresso nella mente fin dal primo ascolto, grazie ad una melodia dal ritmo trascinante destinato a far ballare e cantare.

Impossibile non sentire il tocco di Lorenzo Jovanotti (definito dallo stesso Samuel come un “fratello maggiore musicale”) che ha collaborato a cinque dei quattordici pezzi contenuti nel disco, Più di tutto, La statua della mia libertà, Niente di particolare, La luna piena e Voleva un’anima, brano in cui i due duettano. La statua della mia libertà è sicuramente il pezzo in cui si sente maggiormente il suo influsso: una canzone molto allegra, dai toni ampiamente ritmati in stile reggaeton, che tratta invece di una tematica molto seria come quella dell’immigrazione.

A chiudere l’abum, la titletrack Il codice della bellezza, forse la migliore di tutto il disco. Una canzone perfettamente riuscita sia per quanto riguarda il testo che l’esibizione vocale, che richiama mondi decisamente più elettronici alla Depeche Mode.

Ascoltando Il codice della bellezza ci troviamo di fronte a canzoni molto orecchiabili, ma dalla produzione di altissimo livello, potremmo definirlo un pop d’élite. Il risultato è un disco moderno, perfettamente riuscito sia dal punto di vista lirico che musicale, che però non splende per originalità: mentre Boosta nel suo album da solista si è allontano dalle sonorità dei Subsonica, Samuel va sul sicuro e ci propone uno stile molto simile a quello a cui la band ci ha abituato per lungo tempo.

Samuel – Il codice della bellezza – Album Trailer  

 

NoteVerticali.it_Samuel_il_codice_della_bellezza_coverSamuel – Il codice della bellezza  – TRACKLIST

  1. LA RISPOSTA
  2. VEDRAI
  3. RABBIA
  4. IL TRENO
  5. PIÙ DI TUTTO
  6. DEA
  7. LA STATUA DELLA MIA LIBERTÀ
  8. COME UNA CENERENTOLA
  9. QUALCOSA
  10. NIENTE DI PARTICOLARE
  11. VOLEVA UN’ANIMA (FEAT. LORENZO JOVANOTTI CHERUBINI)
  12. LA LUNA PIENA
  13. PASSAGGIO AD UN’AMICA
  14. IL CODICE DELLA BELLEZZA