Il politicamente scorretto di De Gregori e Dylan

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Nuovo video per il cantautore romano, secondo estratto dal disco “Amore e furto” in cui reinterpreta alla grandissima brani di mr. Zimmermann  NoteVerticali.it_Francesco_De_Gregori_Mondo_politico_Bob_DylanE’ l’unico a portata di mano, ed è quello nel quale ci tocca abitare. E’ il “Mondo Politico” secondo Francesco De Gregori, secondo estratto da “Amore e Furto“, il disco che raccoglie riscritture di brani di Bod Dylan e che sta riscuotendo il meritato successo di pubblico e critica.

“Mondo politico” è un brano forte e tirato, sia musicalmente che concettualmente. Il Principe, e con lui Dylan, non le manda certo a dire:

Viviamo in un mondo politico,
l’amore non ha che fare,
gli uomini assassinano gli uomini
e questo è il tempo e il crimine anonimo

viviamo in un mondo politico,
gli angeli cantano in coro,
senti come suonano l’Ave Maria,
le nuvole toccano il suolo…

Il brano originale è “Political world“, del 1989 (tratto da “Oh mercy“), canzone il cui testo descrive già un’umanità per la quale non si conosce redenzione. Una denuncia forte e vibrante per una società fatta di ‘homo homini lupus‘ che De Gregori raccoglie e fa propria, secondo uno stile che sembra essere quello di “Cose“, “Va’ in Africa, Celestino” e, soprattutto, “Finestre rotte“. Un mondo reietto, popolato da spiriti senza pudore né compassione, che hanno conosciuto forse la ragione ma oggi la rinnegano a man bassa:

Viviamo in un mondo politico,
la saggezza sta fuori dal tempio,
si disfa sul marciapiede,
non è d’aiuto, non è d’esempio…

Viviamo in un mondo politico,
la pietà scaraventata a mare,
la vita è un riflesso,
la morte una maschera,
ogni banca una cattedrale…

Il disfacimento dei valori, sembra dirci De Gregori – e, prima di lui Dylan – è quando il sacro si confonde col profano: è ciò che accade in questo mondo, senza pietà e, quel che è peggio, abitato da chi non vuole lasciare alcuna eredità:

Viviamo in un mondo politico
il coraggio è passato di moda
nessuno vuole figli
il domani è paura
la casa rimane vuota

Viviamo in un mondo politico
l’unico a portata di mano
è bene ordinato
non ha responsabili
tocca crederci, ci crediamo

Viviamo in un mondo politico
nelle città dove ci tocca stare
sopraffatti dalla paura
ma ci sei nato non te ne puoi andare

La solitudine è il prezzo che ciascuno di noi paga in questo mondo. Un universo governato dalla fretta ma imbalsamato nell’immobilismo del piattume a tutti i costi:

Viviamo in un mondo politico
analizzati da mattina a sera
siamo la corda che basta per impiccarci
nel cortile della galera

Viviamo in un mondo politico
appena svegli ci trasciniamo
cerchiamo l’uscita più comoda
poi restiamo dove stiamo

La canzone non ha però un inciso, e questo forse è il suo limite più grande. E’ comunque un pezzo di rilievo, con un video che alterna un filmato di De Gregori alla chitarra con spezzoni che includono scene di bombardamenti aerei. E’ il triste richiamo alla realtà di tutti i giorni, rimbalzata attraverso la tv che amplifica il senso di precarietà e di equilibrio instabile che ci attraversa tutti:

Viviamo in un mondo politico
benvenuta non è la pace
che se ne vada a bruciarsi viva
nell’esplosione di una fornace

Viviamo in un mondo politico
tutto appartiene a qualcuno
tra tentazione e giudizio
gli uomini gridano ma non risponde nessuno

FRANCESCO DE GREGORI – MONDO POLITICO