Il rap leggero e divertente di Kiss Kiss Bang Bang, secondo album di Baby K.

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Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

NoteVerticali.it_Baby-K_Kiss Kiss Bang Bang_coverPrimo in classifica e più venduto singolo su iTunes, Roma-Bangkok è il brano che ha preceduto l’uscita del nuovo album della rapper romana di origini inglesi-singaporiane, Baby K, Kiss Kiss Bang Bang.

Ma il successo non ha interessato solo il singolo brano. Dopo la prima settimana dall’uscita dell’album, questo risulta essere il più venduto secondo la FIMI. A due anni dall’esordio con l’album Una seria, prodotto da Tiziano Ferro e Michele Canova, Baby K ritorna più grintosa che mai. Kiss Kiss Bang Bang è un album ricco di brani composto da ben 14 tracce, in cui tutte hanno una storia da raccontare.

Prodotto da Takogi e Ketra, l’album è una raccolta di brani che unisce il rap alla melodia e contrappone la musica ai testi.

Sono proprio la dualità e la contrapposizione i punti che tutti i brani hanno in comune. Musica dance, soft, ballabile, che accompagnerebbero molto facilmente le ore spensierate dei giovani ragazzi odierni.

È facile infatti immaginare un giovinetto per le strade di ritorno da una giornata a scuola, che con cuffie alla testa e passo ondeggiante intonano le note di queste orecchiabili canzoni.

Alcuni brani si prestano più di altri invece ad esseere ascoltati in  compagnia, magari durante una gita fuori porta, quando il viaggio in auto si fa pesante. Se tra le trak salvate in chiavetta viene pescata Dindi, allora si che parte il delirio. Tre innocenti amiche potrebbero trasformarsi nelle protagoniste di un nuovo video musicale stile Serebro in Mama Love, a canticchiare giovali usando una biro come microfono, non curanti del caos metropolitano attorno a loro.

NoteVerticali.it_Baby-K_1Ecco cosa trasmette Baby K con questi brani, una totale non curanza dell’opinione altrui, espressa con sottili provocazioni al sistema. Troviamo raccontato il clichè del ragazzo hipster conosciuto su Twitter, della ragazza che in barba alle etichette più costose preferisce vestirsi da Zara, che tanto è meglio la quantità che la qualità. Con Anna Wintour, primo estratto dell’album, la cantante invece vuole sottolineare la posizione impegnativa delle donne in carriera che “essere una diva è un lavoro a tempo pieno”, riprendendo l’esempio di una delle donne più influenti della moda internazionale, il “diavolo che veste Prada”.  Insomma Baby K non vuole prendersi sul serio e usa la sua disarmante tanto vincente ironia per parlare di temi leggeri, che però investono la vita quotidiana di tutti gli esseri viventi dell’ultima generazioni di ragazzi, che quindi non possono che apprezzare e far balzare in testa alle classifiche un album che vuole proprio rappresentare questo: la dualità tra il bello e il brutto.

Le collaborazioni in questo secondo lavoro della cantate sono diverse.

Troviamo infatti un duetto con Madh, il secondo arrivato dell’ultima edizione di X-Factor che ha visto vincitore invece Lorenzo Fragola, nel brano Fakeness. In Licenza di uccidere invece la collaborazione è con il rapper torinese Fred de Palma e il dj Dj2P. In Chiudo gli occhi e salto invece è Federica Abbate a contribuire, mentre com’è noto ai molti, visto che è stato uno dei tormentoni dell’estate 2015, Roma-Bangkok vede il ritorno sulla scena musicale di un’altra reduce non vincente di X-Factor, Giusy Ferreri. Questi agenti esterni non disturbano la linearità, ma risultano abilmente integrati e integrativi.

NoteVerticali.it_Baby-K_2Un album che si presta più all’ascolto da parte dei giovani e degli amanti di un determinato genere, ma che ironizza sugli stessi e quindi lo rende fruibile ad una vasta gamma di ascoltatori. Grinta e originalità sono tratti distintivi di Baby K e sicuramente con questo lavoro non ha deluso le aspettative dei sui fan, che di contro hanno risposto con entusiasmo facendo esordire l’album nel migliore dei modi.