Not Even Happiness: la voce calda e assorta di Julie Byrne

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Federico Mattioni, rapportando la vita e i sensi al cinema, sta tentando di costruire un impero del piacere per mezzo della fruizione e della diffusione delle immagini, delle parole, dei concetti. Adora il Cinema, la Musica e la Letteratura, a tal punto da decidere d'immergervi dentro anche l'anima, canalizzando l'energia da trasformare in fuoco, lo stesso ardere che profonde da tempo immemore nelle ammalianti entità femminili.

Il cantautorato femminile degli ultimi tempi è caratterizzato da voci trasognate e dita carezzevoli con composizioni prettamente acustiche, a delineare una linea di congiunzione con suggestioni di natura celtica, pensando e ripensando i percorsi di confine tra Sinead O’Connor, Cat Power e la recentissima rivelazione Julien Baker. Voce calda e assorta, con “Not Even Happiness” (Basin Rock)  Julie Byrne in alcuni frangenti dà l’impressione di essersi fatta rapire dal vento, come nella esemplare Morning Dove.

 

JULIE BYRNE – SLEEPWALKER

 

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JULIE BYRNE – NOT EVEN HAPPINESS

(Trackilst)

  1. Follow My Voice
  2. Sleepwalker
  3. Melting Grid
  4. Natural Blue
  5. Interlude
  6. Morning Dove
  7. All the Land Glimmered Beneath
  8. Sea as It Glides
  9. I Live Now as a Singer