Kim Ree Heena: musica elettronica e bellezza interiore

Noteverticali.iit_Kim_Ree_Heena

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Dal rock alla sperimentazione elettronica. Da Alessio Calivi a Kim Ree Heena. Suoni digitali che segnano la trasformazione artistica del musicista originario di Taurianova (RC), che esplora l’universo della comunicazione interpersonale attraverso una via apparentemente incoerente, ovvero quella dell’introspezione. Il suo ultimo ep omonimo è un viaggio alla ricerca delle sensazioni più recondite, riflessioni in forma di musica che evocano immagini e suoni di altri mondi, universi paralleli nei quali proiettare paure nascoste per ottenere in cambio speranze di luce. Abbiamo incontrato Alessio/Kim nel corso di una pausa tra una esibizione e l’altra nel tour che lo sta vedendo protagonista in giro per l’Italia, che alterna con performance live proficue e originali, come quelle realizzate con Paolo Vivaldi, affermato autore di colonne sonore (tra cui quella di “Non essere cattivo“, film di Claudio Caligari candidato agli Oscar 2016).

Parliamo del tuo ultimo disco. Un lavoro non facile, che invita alla riflessione, alla crescita, alla speranza. Raccontacene la genesi…
Vero, per niente facile. Sicuramente non facile per quanto riguarda la questione tecnica, la realizzazione in studio e tutti i processi che ne derivano. Molti dei suoni che ho utilizzato rievocano il mio passato post rock e alternative. Poi il fatto di aver sostituito la maggior parte degli strumenti acustici, che usavo in precedenza, beh ha sicuramente cambiato la forma della mia musica, verso quella che considero una evoluzione. Per il resto, in tutto quello che scrivo, che sia musica o testi, cerco di smuovere qualche riflessione. Poi il tipo di riflessione può essere intesa da ognuno a proprio modo.

Come rinascere (Kim)” è la traccia apripista, e anche il primo singolo. Da dove scaturisce questa esigenza di rinascere, e cosa è rimasto di Alessio Calivi in Kim Ree Heena?
Dal punto di vista musicale, rinascere è evolversi. Dal punto di vista personale, come uomo, l’evolversi è ancora più importante. Ampliare la propria conoscenza e coscienza, ripartire dalle cose importanti, provare a capire dov’è quella classica buca nella vita che ti fa cadere e cercare di evitarla. Con i suoni di Kim Ree Heena cerco sempre, in primis, di farmi trasportare, esplorando ciò che ho dentro. D’altronde, noi umani non siamo poi tutti così diversi. E questa ricerca c’era, anche più cruda e diretta, nel sound e nei testi dei lavori realizzati come Alessio Calivi.

COME RINASCERE (Kim) – Kim Ree Heena

“Giorni” è il brano che personalmente mi ha conquistato sin dal primo ascolto. E’ scaturito da un’esperienza autobiografica?
Quasi tutto quello che scrivo è autobiografico. Bisogna sempre aspettare, avere le idee chiare prima di fare delle scelte complicate nella vita. Non lasciarsi trasportare da troppe emozioni e dalle apparenze, che spesso confondono. Quindi “Giorni” è semplicemente un richiamo alla pazienza, alla riflessione, alla calma, per quanto difficile sia mantenersi così in questa vita.

GIORNI – Kim Ree Heena (Estratto esibizione live durante “Cosa succede in città”, programma di Edera Webtv del 14 dicembre 2018)

Prima di credere a una disfatta, prova ad eludere ogni apparenza” è la frase che più mi è rimasta impressa del brano. Credere a una disfatta è senz’altro più facile, ma decisamente più pericoloso. Ma perché è così difficile eludere le apparenze?
Perché oggi l’apparenza è il top. La base su cui concedersi e fidarsi degli esseri umani. Poco conta la sensibilità o altre caratteristiche che possano davvero scaturire interesse nelle persone.
Eludere è una conseguenza naturale, viste le tante delusioni e i calci nel culo che di solito una persona è costretta a subire oggi. Tanto alla fine conta il drink in un qualsiasi bistrot figo di una qualsiasi città, sballarsi e il giorno dopo ricominciare come se nulla fosse. Per fortuna non per tutti è così, o non è solo questo, ed io non sono sicuramente uno stinco di santo né tanto meno mi interessa salvare anime e mondo. Solo riflettere.

Passiamo a “Theories about Heena”. Troppo spesso si parla di teorie, di pensieri, di idee, quasi a voler suggellare che la realtà che viviamo non ci appaghi, non ci soddisfi. Se qualcuno ti regalasse una lampada geniodotata, cosa chiederesti all’Aladino di turno?
Beh, Mi fai un domandone! Purtroppo il mio altruismo ha una forma di per sé complessa e paradossalmente chiusa. Credo quindi che userei questa lampada per me stesso. Per una pace interiore, per dare un senso a questa vita e per godere delle cose davvero appaganti sulla terra, tipo… un pezzetto di terra in Islanda? Ovviamente è un mio (esclusivo) punto di vista.

Kerid (A crater in the Heart)”, brano che trovo musicalmente eccellente per gli stimoli armonici che emana, è ispirata al lago craterico islandese. Come mai questa scelta? Quali sono i crateri che risiedono nel cuore e come relazionarsi con essi?
Si, “Kerid” racchiude un po’ di quella pace di cui ti parlavo prima. La bellezza di Kerid (il cratere), a mio parere, rappresenta quell’abisso meraviglioso che può essere la natura ed i suoni che essa produce. Bisognerebbe quindi relazionarsi di più con il mondo, con la terra, per godere almeno in parte della bellezza interiore che può trasmetterci.

La tua attività artistica va di pari passo con la dimensione live. Una strada percorsa e sperimentata con successo ormai da anni. Quali sono gli stimoli più importanti che raccogli ogni volta che sei su un palco davanti a tante persone che ascoltano la tua musica?
Sì, dal vivo Kim ha un impatto molto più diretto. I visual aiutano in tutto ciò. Spesso quando mi esibisco mi perdo dentro all’esibizione, e vedere che la gente riesce a cogliere questo e si perde in questo viaggio assieme a me è il massimo. Io cerco di trasmettere il più possibile le mie sensazioni, ed il fatto di essere capito, e addirittura seguito, è la cosa che mi appaga di più. Il rapporto sinergico con il pubblico durante i live è fondamentale per me.

Quali sono i nuovi progetti che hai nel cassetto? Vuoi parlarcene?
Beh, spero di uscire presto con un nuovo lavoro di Kim, ma non nascondo che mi piacerebbe anche collaborare con altri artisti, creare qualcosa di diverso da quello che già faccio. La musica mi piace anche per questo, perché ti permette di variare, mutare. In fondo la vita è un cumulo di esperienze e quella musicale più è varia, più mi attira.