Luca Barbarossa nuovo cantore della Roma autentica

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Siciliana DOC, laureata in Comunicazione, non riesce a staccarsi da Roma nonostante tutte le contraddizioni e i problemi. Ama l'arte in tutte le forme espressive e adora leggere. E' alla ricerca di un po' di equilibrio

Dopo Sanremo, il cantautore capitolino porta in tour il suo nuovo lavoro discografico

Il nuovo disco di Luca Barbarossa, Roma è de tutti, è un lavoro artigianale, nato spontaneamente dal desiderio di rivisitare il repertorio della musica popolare e folk romana e “rivalutare le proprie radici e la propria cultura musicale”. Da qui anche la scelta di scrivere e cantare le canzoni in dialetto romanesco, come il brano Passame er sale, brano vincitore del Premio Lunezia per il miglior testo al Festival di Sanremo 2018.

Barbarossa spiega: “Il dialetto è la lingua dell’intimità, delle nostre radici. Scrivere in dialetto è diverso, le cose vengono fuori con più facilità, le canzoni sono meno ragionate, vengono da dentro, dalla pancia. Quando scrivi in dialetto non rappresenti solo te stesso ma una cultura millenaria, con tanti riferimenti. (…)  Il dialetto è una lingua che apre agli altri e in questo caso il romanesco è un valore aggiunto di inclusione. La pigrizia verbale, che è la cifra della parlata romana, mi permette di portare il pubblico nel mio privato e farlo accomodare a casa mia. È questo il senso di Roma è de tutti.”

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Il cantautore racconta di Roma e delle sue storie quotidiane, con ironia e spirito critico evidenzia pregi e difetti di una città meravigliosa che negli ultimi tempi è stata deturpata e ferita: “E’ stata ferita la dignità di noi romani e io sono convinto che siamo meglio di come ci siamo fatti rappresentare e di come noi stessi ci siamo rappresentati.  Però dobbiamo cominciare a dimostrarlo, perché i giochi sono finiti, non ci sono più scuse. Credo che Roma debba passare alla sua seconda fase: non vivere più della sua storia, ma vivere del suo futuro, creando eccellenze in tutti i settori”.

Dai brani traspare anche l’essenza di Roma e dei romani, quelle piccole sfaccettature e caratteristiche del carattere di chi è nato a Roma e di chi romano, in un modo o in un altro, è diventato e si sente. Come nei divertenti La Pennica e La Dieta.

L’album contiene anche l’inedito Via da Roma, nato da un pensiero condiviso con il regista Luigi Magni (scomparso nel 2013), sulla finta possibilità e desiderio di lasciare Roma. In realtà, non si riesce mai ad abbandonare un sogno. Inoltre è da sottolineare la partecipazioni di Fiorella Mannoia con cui Barbarossa duetta proprio in Roma è de tutti e di Alessandro Mannarino (in Madur), e a riguardo l’artista dice: “Mannarino ha fatto un lavoro straordinario, (cantando in romanesco) ha attualizzato questo linguaggio e io sono estremamente grato ad Alessandro perché ha veramente sdoganato una certa romanità e l’ha portata ad un livello di poesia altissima. Alessandro Mannarino illumina quelle ragioni esistenziali che tendiamo a non vedere”.

Il tour di Luca Barbarossa partirà il 16 Marzo da Bari e dopo le varie tappe tra Belluno, Milano, Torino, Firenze e Bologna, si concluderà il 29 Giugno all’Auditorium Parco della Musica, sotto il cielo di Roma.

Roma è de tutti, di chi c’è nato e di chi ce viene,
de chi in saccoccia non c’ha uno scudo e di chi sta bene.

Roma è na madre che co’ uno sguardo già te capisce,
si sei sincero, col core in pace, nun te tradisce…

Luca Barbarossa, Roma è de tutti, Margutta 86, 2018.