Morrissey: “World Peace Is None Of Your Business”, invettiva e ironia per affrontare il presente

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

NoteVerticali.it_MorisseyCi sono ritorni che sanno di tristezza, che lasciano il retrogusto della malinconica presa di coscienza di un passato che non potrà più tornare, e che danno spazio al rimpianto. Viceversa, ci sono ritorni che hanno il giusto sapore, non quello dell’effimera illusione di un tempo immobile, ma quello che fa ritrovare un vecchio amico nelle stesse posizioni in cui lo avevamo lasciato, con la consapevolezza che, nonostante gli anni, la coerenza non abbia offuscato la propria stimolante linfa vitale. Il ritorno di Morissey appartiene, per sua e nostra fortuna, alla seconda specie di ritorni. Dopo cinque anni di silenzio, un’autobiografia appassionata e disinibita, poi qualche sparuta presenza qua e là, giusto per prendere confidenza con il ‘mondo’, e infine la chicca: un nuovo disco di inediti, ‘World Peace Is None Of Your Business’, il decimo della sua carriera solista, a cinque anni da ‘Years of Refusal’. Dodici tracce, che diventano diciotto nella versione deluxe, per un lavoro certamente non facile, dove però è evidente quanto il peso delle parole sia fondamentale per comprendere appieno un disco del genere. Un disco che prova a decifrare il presente, un presente dove i conflitti sono all’ordine del giorno, e dove una realtà arida e violenta sembra mortificare le speranze di una vita migliore. Qui, la parola “pace” non può trovare posto, non può respirare in un contesto nel quale gli uomini si azzannano tra loro, come bestie feroci, senza rispetto per la dignità di creature che ognuno merita di ricevere. Ironia e invettiva sembrano trovare il giusto equilibrio già a partire dalla title-track (guarda il video) dove l’aria decadente delle chitarre viaggia di pari passo con il beffardo refrain “Oh oh you poor little fool”. Il povero destinatario è il ‘working class hero’ di lennoniana memoria, colui che, in un mondo dove la parola ‘pace’ non ha cittadinanza, deve pensare soltanto a lavorare duro e a pagare le tasse (“Work hard and sweetly pay your taxes”) senza chiedere nè chiedersi nulla. Se richiami alla beat generation sono presenti in ‘Neal Cassady Drops Dead, dove Morissey omaggia le proprie passioni di sempre, in “I am not a Man – oltre sette minuti! – cavalca l’onda della propria unicità, arrivando ad autodefinirsi ‘non umano’ se questa è l’umanità (“I’d never kill or eat an animal / And I never would destroy this planet I’m on“).

NoteVerticali.it_Morissey_Istanbul” è invece, a nostro parere, la canzone più triste e disperata del disco, perchè trasmette solitudine pur rievocando l’atmosfera di confusione di una città così vivace come la capitale turca. Intento perseguito dallo stesso artista inglese, che, a dire del produttore Joe Chiccarelli, ha voluto rievocare anche musicalmente queste sensazioni, con l’uso della “cigar-box guitar”, tipico strumento in uso ai braccianti afroamericani del XIX secolo con il quale si diffuse il cosiddetto delta blues, mescolata ai suoni campionati raccolti da un registratore posizionato proprio nelle strade di Istanbul.

L’animalismo, un antico cavallo di battaglia di Morissey, rivive in “The bullfighter dies“, dove il nostro fa il tifo per il toro a scapito del torero, e dove, probabilmente in virtù della collaborazione con Gustavo Manzur (che suona batteria e percussioni), i richiami alla musica latina emergono forti. A dire il vero, una deriva latineggiante è presente anche in altri brani, da “Kick the Bride Down the Aisle” a “Earth Is The Loneliest Planet” (uno dei singoli usciti in digital download prima dell’album), un flamenco in cui la chitarra classica di Boz Boorer la fa da padrone. La cosa forse farà storcere il naso ai puristi del rock, ma non a chi ama e segue Morrisey e gli perdona anche queste scorribande.
Chi desidera l’impronta degli Smiths può rifugiarsi in “Kiss me a lot“, la cui semplicità nel ritornello è disarmante: per un attimo sembra di essere davvero tornati agli anni ’80…

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WORLD PEACE IS NONE OF YOUR BUSINESS – Morissey

  1. World Peace Is None of Your Business – 4:21 GUARDA IL VIDEO
  2. Neal Cassady Drops Dead – 4:02
  3. I’m Not a Man – 7:50
  4. Istanbul – 4:40
  5. Earth is the Loneliest Planet – 3:38
  6. Staircase at the University – 5:30
  7. The Bullfighter Dies – 2:05
  8. Kiss Me a Lot – 4:03
  9. Smiler with Knife – 5:13
  10. Kick the Bride Down the Aisle – 5:18
  11. Mountjoy – 5:08
  12. Oboe Concerto – 4:07
Deluxe edition bonus tracks
  1. Scandinavia – 3:34
  2. One of Our Own – 3:33
  3. Drag the River – 4:40
  4. Forgive Someone – 3:10
  5. Julie in the Weeds – 3:59
  6. Art-Hounds – 5:06