On, il ruggente album pop che segna il ritorno in inglese di Elisa

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Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

L’artista di Monfalcone pubblica un disco ricco di spunti, nel quale fa capolino anche l’elettronica e si avvale della collaborazione di firme autorevoli, da Giuliano Sangiorgi a Jack Savoretti  

NoteVerticali_Elisa_On_coverMolti fan di vecchia data dell’artista di Monfalcone, aspettavano con ansia questo nuovo inedito lavoro, tutto cantato in inglese – o quasi – e tutto scritto dalla cantautrice, ad eccezione di un unico brano. Elisa è tornata. Dopo il lancio dell’album effettuato ad inizio anno con il brano No Hero, che ha riscosso non poco successo radiofonico, è uscito On, il nono album in studio della cantautrice. In copertina un gattino. Un docile e fragile gattino su sfondo degradè. Una scelta un po’ cheap, che a primo acchito non trasmette chissà quale gran messaggio. Elisa però spiega che il gatto è un simbolo di fragilità, che al momento giusto ruggisce e tira fuori le unghie ed è questo che On tenta di fare.

Molti brani infatti rielaborano questo concetto, partendo lentamente, quasi sussurrati per poi esplodere in sonorità esclusive e ritmate. L’album, per la prima volta prodotto da Curt Schneider, bassista storico della cantante, è stato costruito tra la Slovenia, l’Italia e l’America e vede la collaborazione nella costruzione dei testi di Keely Bumford, Allan D. Rich e Jud Friedman. Elisa ritorna e lo fa con le migliori intenzioni. Lasciata indietro l’esperienza fatta con L’anima vola, un disco intimo, cantato interamente in italiano, poco nel suo stile, che cerca di toccare le corde dell’anima, nel 2016 propone un album come On che cerca di riaccendere la fiamma quasi sopita del suo sound originario.

Accompagnata dal suo team, che vede alle tastiere Christian Rigano, alle chitarre Andrea Rigonat, al basso e programmazione Curt Schneider e al drum machine Victor Indrizzo, Elisa esplora le nuove sonorità della musica elettronica con incursioni di altri generi come la dance pop, il funky, il Motown. Un mix che per quanto riguarda l’artista non ha precedenti e che esprime la sua voglia di sorprendere e sperimentare e che segna un nuovo entusiasmante punto di partenza per la sua collaudata carriera.

NoteVerticali_Elisa_1A susseguirsi ci sono 13 brani inediti. La cantante, che debuttò a 19 anni con il bellissimo album d’esodio Pipes & Flowers e che vide la sua consacrazione nel panorama nazionale con Luce (Tramonti a Nord-Est), brano vincitore al Festival di Sanremo del 2001, celebra i suoi 20 anni di carriera con la voglia di rinnovarsi e lo fa esprimendosi con la lingua, l’inglese, che le è più affine.

La carrellata di brani si apre con una ballad come Bad Habits che viaggia sulla stessa onda sonora di No Hero, il singolo uscito il 15 gennaio e che ha anticipato l’intero album, ma all’improvviso ecco che arrivano brani inaspettati come Love me forever, che portano al progetto il soul Motown anni Cinquanta, che si abbina perfettamente al timbro vocale della cantante. Un brano scritto quando aveva 14 anni e che dona ritmo quasi da musical di vecchia data. Si toccano le note funky in brani come Peter Pan, mentre una certa dance pop anni Novanta fa capolino grazie ad incursioni come Ready Now e Rain over my Head.

Un bel contributo lo dà senz’altro la presenza di un brano come Waste your time on me, scritta da Jack Savoretti insieme a Pedro Vito e Sebastian Sterneberg, che si pone in contrasto con le canzoni che lo precedono e seguono in scaletta, rendendosi assolutamente riconoscibile. Un album che si presta moltissimo ad accompagnare tutti coloro che oltre che apprezzare una bella voce ma altresì hanno voglia di ballare e divertirsi grazie alla musica.

Un progetto del tutto inedito per una cantante come Elisa, che ha introdotto in Italia uno stile che valeva la pena di essere interiorizzato e che portava con sé la voglia di riflettere attraverso la musica e le parole. Ma questo cambiamento, che non dovrebbe essere denunciato a priori, è segno della volontà di Elisa di guardarsi intorno e voler essere parte del mondo, un diritto che ogni artista dovrebbe sfruttare, senza paura del giudizio dei “campanilisti” di genere.

Un album che nel suo complesso non sembra avere un filo conduttore specifico, in quanto unendo tutti questi stili, sicuramente cari all’artista, non è facile collocarlo in un progetto omogeneo e con un’idea ben precisa alle spalle. Certamente godibile, divertente e inaspettatamente il più pop che abbia mai prodotto.

NoteVerticali_Elisa_2Un risultato che è una gioia, almeno fino agli ultimi due brani in lista, quando Elisa decide di riunirsi ai suoi amici vecchi e nuovi, Giuliano Sangiorgi, acclamato front-man dei Negramaro, e la sua controparte musicale direttamente da Amici di Maria De Filippi, Emma Marrone. In entrambi i casi, i brani sono stati scritti in italiano, Bruciare per te e Sorrido già, ed in entrambi i casi il risultato non è soddisfacente. Dopo aver goduto delle sonorità inedite, dopo aver apprezzato la musicalità della lingua inglese, esserci divertiti ballando con Hold on for a minute (che tanto ricorda le colonne sonore usate alla fine dei film del brat pack americano degli anni Ottanta) Elisa è riuscita a chiudere con la monotonia ridondante di due artisti quali Sangiorgi e Marrone, che non sguazzano quasi mai oltre le acque basse e confortevoli e in esse, come sabbie mobile, chiunque capiti accanto viene risucchiato. E più si prova a muoversi per amalgamare meglio i due stili, più si affonda. Purtroppo questo momento non giova affatto all’album che fino alla track 11 dona sorrisi all’ascoltatore, che finalmente gioisce e non patisce la solita solfa italianpopolare propinata in tutte le salse, quand’ecco che boom le incursioni in italiano fanno nuovamente patire. Già la cantautrice goriziana, con la sua partecipazione attiva come coach al talent/reality di Amici, aveva scoraggiato molti dei suoi fan più tradizionalisti, che vederla così “vendersi” alla televisione, non lo hanno accettato, ma Elisa si è dimostrata invece una carta vincente, metaforicamente e letteralmente, visto che è stata lei con i The Kolors (band di cui non sentiamo più parlare dopo il grande oh oh oh oooh successo estivo della scorsa stagione) a vincere la scorsa edizione. Con On, Elisa dà segni di essere comunque e sempre ancora lei, un’artista che conosce il mondo che la circonda, che non teme sperimentare e uscire fuori dagli schemi, non ha paura di osare e di usare i sintetizzatori, che trova la sua identità senza dover necessariamente cantare al piano, ma che sfrutta la capacità di inserire la sua personale interpretazione dentro diversi generi con facilità disarmante.

Un bel lavoro, che fa sperare per il futuro, una bella spinta all’interruttore verso l’On e verso una nuova era ci si augura, che veda la cantautrice sempre più a suo agio con la sua arte e possa così regalarci altre piccole chicche musicali, in un panorama sempre più scarno di novità artistiche.

Elisa – On

  1. Bad Habits – 3:44
  2. Rain over My Head – 3:58
  3. Love Me Forever – 3:16
  4. Love as a Kinda War – 3:29
  5. Hold On for a Minute – 3:08
  6. Waste Your Time on Me (featuring Jack Savoretti) – 3:06
  7. With the Hurt – 4:24
  8. Catch the Light – 3:17
  9. Peter Pan – 3:19
  10. No Hero – 4:15
  11. Ready Now – 3:55
  12. Bruciare per te – 4:56
  13. Sorrido già (featuring Emma and Giuliano Sangiorgi) – 4:11

Elisa, On, Durata: 48’58”, Sugar Music, 2016