Pop-Up, il nuovo album di Luca Carboni che esalta il sentimento

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Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

NoteVerticali.it_LucaCarboni_1Luca Carboni sa come far passare la sua musica in radio producendo brani che inevitabilmente scalano le classifiche e diventano dei veri tormentoni. Era successo in passato, ma anche recentemente, grazie alla collaborazione con Fabri Fibra nel 2013 in Fisico e Politico, è riuscito nel suo intento.

A distanza di due anni, il cantautore bolognese si ripropone con un nuovo album di inediti. Undici le track presenti e Pop-Up il titolo che incornicia il tutto. Una scelta alquanto curiosa, perché riporta alla mente diversi significati e tra tutti sicuramente quello che attraverso il termine ‘Pop-Up’ definisce il libro per bambini che noi tutti ricordiamo, con le raffigurazioni in 3D che tanto ci facevano sognare. Un gioco di parole che per il cantante di “Farfallina” riporta ad un tuffo nel passato che conferma anche la sua volontà di percorrere strade diverse, ma che rimembrano sonorità familiari. Gli anni ’80 con la loro elettronica e l’uso dei sintetizzatori, ad esempio, a scapito invece della ‘pulizia’ della musica leggera più tradizionale. Per raggiungere questo risultato, l’artista si avvale dell’aiuto alla produzione di Michele Canova, la cui impronta elettro-pop consente al lavoro di aggiungere nuove e importanti contaminazioni musicali.

Ma Carboni non ricerca solo la differenziazione musicale dal passato: qualcosa di più introspettivo viene inserito infatti all’interno del concept. Filo conduttore resta il concetto di amore, filone cavalcato già in passato da Carboni, anche se oggi maturato attraverso una nuova fase della sua vita. A 53 anni, lo troviamo maturo e, forse, più consapevole e pronto ad affrontare la tematica sotto una nuova lente. L’album è stato introdotto dal singolo Luca lo stesso, un brano orecchiabile e, come prevedibile, radiofonicamente perfetto. Un singolo di presentazione nel quale Carboni inizia a porsi i primi quesiti, gli stessi ai quali cercherà di dare una risposta nel corso delle altre tracce che compongono l’opera.

Luca CarboniA cosa serve l’amore?”: la domanda è tra le più enigmatiche, soprattutto quando si racconta il sentimento più nobile in tutti i suoi aspetti, quelli nostalgici che fanno male (Bologna è una regola), con riflessioni personali che attraversano anche ricordi come quelli cantati in Milano. Ma, come anche lui stesso afferma, “la vita è bellissima anche se ci tira giù”. Le canzoni d’amore non vengono presentate con i soliti cliché, ma sotto punti di vista diversi, come avviene in La nostra strada, un pezzo con sonorità anni ’80, ma che racconta di come possa essere diverso il cammino se percorso con una persona al nostro fianco. In Chiedo scusa, Carboni si rivolge invece direttamente alle emozioni, ai sentimenti, all’amore, alla coscienza, alla gioia, alla verità. Interlocutori ostici da affrontare, ai quali però lui, da uomo comune, chiede scusa per la superficialità con la quale tutti i giorni ci si approccia. Un testo introspettivo, che lega perfettamente con un’altra track dal tema difficile, quello religioso, ove l’artista esprime la sua riflessione chiedendosi: Dio cosa penserà di noi? “Sarà solo lassù? Chissà se si meraviglierà di noi?” (Dio in cosa crede). Il leit-motiv sembra quindi essere questo accostamento di temi profondi e impegnativi da sorreggere, legati a musiche leggere e d’intrattenimento. Un escamotage che funziona e permettere di rendere fruibile ai tanti, testi che se associati a sonorità angoscianti potrebbero annoiare, sovvertendo alla “regola” del radiofonicamente perfetto. Carboni parla anche del tempo che scorre, che è forse magari solo un pensiero (Epico) e decide in questo caso di farlo usando un tono più solenne, che possa fondersi maggiormente con il tema trattato.

NoteVerticali.it_LucaCarboni_4Abbiamo quidi attraversato città, fatto viaggi nel tempo, calcando la mano su note che sanno di elettro-pop anni Ottanta, ma il finale è dolce e rassicurante. Con Invincibili, Carboni canta la forza dell’amore, canta l’eterna lotta con l’odio che soccombe inesorabilmente. Non per sempre, forse si addormenta momentaneamente, ma il fatto certo è che l’amore è più potente, e questa diventa una vera e propria dichiarazione di intenti, senza se e senza ma.

Un ascolto piacevolmente sorprendente, per un artista “navigato” quale è Luca Carboni, che in un disco come “Pop-Up” dimostra di avere ancora molta voglia di esprimersi e di dare ancora molto coinvolgendo positivamente i suoi ascoltatori più affezionati, ma anche chi, come la sottoscritta, lo ricorderà sempre come quello dal “fisico bestiale”.

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Luca Carboni, POP-UP, 2015, Sony Music.