Rebel Heart: stavolta Madonna non convince

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NoteVerticali.it_Madonna_Rebel Heart_coverAnticipato dal singolo “Living for love“, trasmesso dalle radio già dal 20 dicembre scorso, “Rebel Heart è il tredicesimo album in studio di Madonna, uscito il 6 marzo. Il singolo, nonché prima traccia dell’album, è un brano che dimostra l’influenza della produzione di Avicii, con sonorità quasi techno ma sempre e comunque pop. E’ un brano abbastanza riuscito soprattutto nella versione che Madonna propose ai Brit Awards, leggermente più movimentata. Molti però di quella serata ricordano soprattutto la rovinosa caduta di Miss Ciccone che stoicamente però continuò a cantare. La seconda traccia è Devil pray”, un brano strano, molto poco affine allo stile di Madonna. Le sonorità sono quasi accennate, e in alcuni tratti quasi prive di ritmo. Anche in questo caso l’impostazione elettronica della strumentazione fa molto e spersonalizza parecchio il pezzo. Il terzo brano dell’album è Ghosttown”, secondo singolo estratto pubblicato il 13 marzo. Si tratta forse di uno dei pochi pezzi realmente affini a quello che è lo stile di Madonna. Soprattutto la parte iniziale è molto intimista, quasi accennata, salvo poi esplodere nel ritornello nella solita melodia già sentita tra sonorità r’n’b e pop. Non è un brano che resta in testa, anzi è piuttosto monotono. La quarta traccia è Unapologetic bitch. Si tratta di un brano dalle sonorità reggae rese attraverso un ritmo incalzante e l’uso del bongo. A parte l’utilizzo di una strumentazione reale e non costruita in studio, anche questa quarta canzone non convince. E’ poco di impatto e la voce cantilenante di Madonna è al limite della sopportazione. Inoltre l’utilizzo di melodie così simili al panorama r’n’b mortifica un po’ quello che è stato da sempre lo stile originale di Madonna che dimostra di essersi non poco commercializzata. E’ forse proprio in questo brano che avvertiamo con prepotenza la presenza di Kanye West che, come è opportuno ricordare, è uno dei produttori dell’album.

NoteVerticali.it_Madonna_Rebel Heart_1Il quinto brano è Illuminatie se è possibile, si va solo peggiorando. Come sempre si avverte quello stile elettronico mischiato alle sonorità r’n’b che rende banale e ripetitivo l’intero album. Inoltre il tutto è condito con una imbarazzante parte rappata da Madonna la cui voce è monocorde. L’album procede con la sesta traccia Bitch I’m Madonna” in cui Miss Ciccone duetta con Nicki Minaj. Il pezzo è in bilico tra la dance e l’hip hop. Un mix letale. Il brano è completamente privo di senso logico con stili diversi che si accavallano di continuo senza alcuna connessione né armonia. Per non parlare delle dubbie doti vocali espresse all’interno del brano. Il tutto peggiora ulteriormente con il rap irritante della Minaj. In sostanza, un brano da dimenticare. Il settimo brano dell’album è Hold tightin cui trova conferma più o meno tutto quello che è stato precedentemente detto. Ritmi inconsistenti, voce assente e sonorità indefinite. L’ottava traccia è Joan of Arcche è forse il brano un po’ più accettabile, perchè strumentalmente e ritmicamente coerente. Non ci sono tracce di r’n’b ne forzature di altro tipo. E’ un pezzo pop senza troppe pretese, ma almeno orecchiabile. Con il nono brano ci troviamo di fronte ad un’altra temibile collaborazione, quella con Chanche the rapper e il pugile Mike Tyson. Nuovamente veniamo catapultati in un terribile universo fatto di coretti con voce metallica, sonorità r’n’b eccessive e dance music anni novanta. Almeno la voce di Madonna stavolta c’è, anche se in post-produzione è stata metallizzata.

NoteVerticali.it_Madonna_Rebel-Heart_2La decima traccia è Heartbreakcity”, un brano finalmente normale dove riusciamo anche a sentire un classico pianoforte e strumenti reali e definiti. Indubbiamente si tratta di una canzone d’amore, un bel brano finalmente. Niente di eccessivamente originale, ma almeno accettabile. Si nota anche la presenza di un coro reale e questo ci riempie indubbiamente di gioia. Purtroppo però l’entusiasmo dura poco e il baratro è vicino quando ascoltiamo l’undicesima traccia, Body shop”: ancora una volta ci troviamo di fronte ad una melodia indefinibile. L’unico conforto è sentir suonare una chitarra. Ritorna una voce flebile, accennata e per niente coinvolgente. Con il dodicesimo brano Holy watersiamo catapultati nuovamente nel tipico pezzo diviso tra pop e r’n’b con la prevalenza di quest’ultimo. Nulla di nuovo insomma rispetto a ciò che abbiamo precedentemente detto. Addirittura nel finale del pezzo, siamo totalmente travolti da una melodia tra il dance e la techno, sgradevole e senza alcun senso. Praticamente una catastrofe. La traccia successiva è Inside out”, brano orecchiabile ma non di certo un capolavoro. E’ semplicemente migliore rispetto ai precedenti perchè presenta sonorità leggermente più definite e soprattutto perchè la voce di Madonna è udibile e non accennata come in molti dei brani antecedenti.

NoteVerticali.it_Madonna_Rebel-Heart_3Il quattordicesimo brano è Wash all over mein cui abbiamo finalmente la percezione di trovarci quanto meno di fronte ad un pezzo costruito attraverso strumenti reali come il pianoforte iniziale e non solo con mezzi di post-produzione. In ogni modo, la linea sonora è sempre piuttosto inconsistente e incompleta. La strumentazione è minima ma questo non è un lato positivo, in quanto non vi è il supporto di una vocalità potente e coinvolgente. Il brano successivo è Best night”, dalle sonorità più tenui, in cui emerge sempre però l’influenza r’n’b che Madonna ha scelto per l’album. La sedicesima traccia è Veni, vidi, vicicon la collaborazione del rapper Nas. È un brano incomprensibile che alterna parti rap con parti pop accompagnate da una chitarra ben distinguibile. La voce di Madonna è come sempre monocorde e nella parte rappata quasi irritante. L’album procede con Sex”, diciassettesima traccia. Testo banale, quasi elementare, melodia come sempre alternata tra rap e pop e voce che ha la pretesa di essere sensuale ma che risulta soltanto monotona. A metà canzone non può di certo mancare il solito ritmo r’n’b che alla diciassettesima traccia inizia ad essere stucchevole. Il penultimo brano è Messiah”, indubbiamente più orecchiabile. Distinguiamo subito il pianoforte e la presenza di una strumentazione non ottenuta tramite mezzi elettronici bensì attraverso mezzi reali. Ci troviamo finalmente di fronte ad un brano privo di contaminazioni rap. Non per questo però possiamo dire di aver trovato la perla rara dell’album. L’ultimo brano è Rebel heartche dà il titolo all’album. E’ un pezzo pop, discreto. La presenza degli strumenti ci fa sentire quasi sollevati. Qui rap, hip hop ed r’n’b non ci sono e infatti è un brano diverso, forse l’unico che si distacca totalmente dall’impostazione dell’album.

NoteVerticali.it_Madonna_Rebel-Heart_4Purtroppo, nonostante la chiusura non catastrofica, non ce la sentiamo di dare a questo album una valutazione positiva perchè spesso, mentre lo ascoltavamo, ci sembrava quasi di trovarci di fronte ad un lento declino. Ogni traccia era peggiore dell’altra e siamo stati colti anche da una sorta di malinconia ripensando a brani come La isla bonita”, Vogueoppure Frozen”, che erano indubbiamente di tutt’altro livello. Crediamo che “Rebel Heart” sia un album che nemmeno i fans più accaniti apprezzeranno, perchè si distacca troppo dall’animo anticonformista di Madonna che invece sembra essersi piegata in questo caso alle logiche del mercato discografico. Nonostante non si tratti di un album di chissà quale livello, a pochi giorni dall’uscita “Rebel Heartè saldamente il più venduto in Italia, e questo conferma l’enorme seguito che la cantante ha nel nostro paese. I fans italiani di Madonna avranno modo di ammirarla in concerto il 21 e il 22 Novembre 2015 al Pala Alpitour di Torino.

Madonna – Rebel Heart (Boy toy, live nation, interscope). Genere: Pop. Tipo album: Studio. Pubblicazione: 6 Marzo 2015. Dischi: 1 – Tracce: 19.