Resonances: l’album dal tocco indie-rock dell’esordiente cantautore Dap

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Il cantautore romano Andrea D’Apolito, in arte Dap, fa il suo esordio con il suo primo suggestivo album  

NoteVerticali.it_Dap_Resonances_coverDap (Andrea D’Apolito), trentenne cantante e polistrumentista, si era già fatto conoscere e apprezzare dal pubblico negli anni passati. Avvicinatosi al multiforme mondo della musica a soli 6 anni, ha imparato a suonare egregiamente il pianoforte e la chitarra, compone musica e testi in inglese e, come se non bastasse, li interpreta con un piglio personale e di stampo nordeuropeo. Dopo l’adolescenza Andrea decide di specializzarsi nella sua passione frequentando il Saint Louis College of Music, e da lì il percorso è stato tutto in salita.

Ha collaborato a progetti con altri artisti quali Livia Ferri, Barbara Eramo e nel 2013 ha partecipato con Katres a “Note e Fiamme”, il concerto live in acustico che ha avuto luogo a Rieti: qui l’artista ha presentato in anteprima alcuni dei brani del suo primo disco che, all’epoca, era ancora in fase di registrazione. Un viso già noto al pubblico dei palchi romani che ora, speriamo per lui, raggiungerà anche i cuori di altri ascoltatori italiani e non solo. Infatti, Andrea – ormai “quasi madrelingua”, come si era definito lui stesso di fronte alle telecamere di “Spaghetti Unplugged” – scrive e canta in lingua inglese. Una voce morbida, a tratti soave, che fa scomparire ogni traccia di accento nativo tra le note musicali.

Se i primi passi li ha dati da solista, con il tempo Dap si è circondato di amici e colleghi di fiducia che ora formano parte dell’energica band, composta dall’amico di vecchia data Toto Giornelli al basso, Claudio Toldonato che suona la chitarra elettrica e il batterista Antonio Marianella. E proprio lo scorso 11 ottobre, l’eclettico artista è stato ospite in uno dei più gettonati e frequentati locali della Roma notturna, che spesso dà spazio ai nuovi musicisti emergenti, L’Asino che vola, dove Andrea ha dilettato il fortunato pubblico con alcuni brani del suo nuovo album. Già in passato, infatti, l’artista aveva espresso la sua posizione a riguardo, sostenendo la necessità di dare impulso ai luoghi che danno spazio ai talenti non ancora conosciuti, affinché possano godere del successo che si meritano. Un punto spinoso, a sua detta, in un’Italia che dorme, dove opportuno sarebbe “tentare di educare il popolo italiano – che ne ha proprio bisogno – all’ascolto di nuove proposte musicali in un periodo, come questo, abbastanza pesante”.

NoteVerticali.it_Dap_Un album, insomma, dal sapore indie-folk, che abbraccia otto singoli ciascuno con il proprio sound e la propria storia da raccontare. Dietro ogni track, infatti, si celano storie personali, di dura crescita, filosofie d’amore e di vita.

Come in Stand back, dai versi poetici cantanti con una profonda voce che ricorda tanto quella di Eddie Vedder dei Pearl Jam; canzone che – come confessa il cantante – “vede i suoi natali durante 5 minuti di un’alba di settembre, sul terrazzo del mio condominio, con Roma che stanca dal risveglio mi sorrideva con le sue tonalità calde” come si vede nel video che riproponiamo qui:

DAP – STAND BACK