Robot Face: ammalia e diverte l’electro swing dei Caravan Palace

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

La band francese torna a tre anni di distanza da ‘Panic’ con un disco sofisticato, originale ed elegantemente retrò

NoteVerticali.it_Caravan_Palace_Robot_Face_coverSembra quasi l’opera di una benedetta macchina del tempo a materializzarsi nei primi secondi di ascolto di <I°_°I>, titolo che sta per “Robot Face“, che vede il ritorno dei Caravan Palace, allegra combriccola di eccellenti musicisti francesi che praticano con successo la filosofia dell’electro swing. Il nuovo lavoro, che arriva a tre anni da ‘Panic‘, conferma quanto già di buono la band ci aveva fatto sentire. Quel mix di contrabbasso, trombone, violino e clarinetto, ma anche pianoforte, che fa tanto Rive Gauche parigina anni ’20, si unisce al presente che ha il suono del sintetizzatori e della batteria elettronica, e finisce per mettere inevitabilmente di buonumore. E così, “Lone digger“, traccia di apertura del disco, trascina l’ascoltatore in un mondo a effetti speciali. La voce di Colotis Zoé è bravissima a fondere le proprie estensioni con un tappeto sonoro fatto di sample vintage che spinge automaticamente ad alzare il volume, e dove i ricami di clarinetto generano sorrisi e pensieri positivi, oltre probabilmente a far sì che l’invito a muoversi presente nel testo venga raccolto all’istante. Oltre alla cantante, sono della partita anche Charles Delaporte (basso), Arnaud Vial (chitarra), Hugues Payen (violino) e Antoine Toustou (trombone), che giocano con il synth con il supporto di Paul-Marie Barbier per i contributi al piano, tastiera e vibrafono.

Di ballare, si balla anche in “Mighty“, traccia in cui sono più marcate le influenze house, grazie alla collaborazione del dj JFTH, acronimo di “John from The Hill”, al secolo Jean Bonnetat. Più affettata è “Aftermath“, che come “Comics” paga a se stessa una certa assuefazione, e una conseguente minore incisività d’insieme. Preferiamo alla lunga gli episodi più movimentati come appunto “Lone digger” e “Mighty”, ma anche “Wonderland” e la successiva “Tattoos“, il cui obiettivo è sempre quello, ossia non far star seduto chi ascolta. Il segreto del successo di brani come questo probabilmente risiede nella semplicità d’insieme, che, grazie all’uso sapiente in fase di mixaggio, riesce a far combaciare alla perfezione intenzioni e risultato.

NoteVerticali.it_Caravan_Palace_1In “Midnight” sembra che lo spirito di Billie Holiday sia entrato nel lettore cd: la immaginiamo scendere una scalinata illuminata da pailettes mentre un sax volteggia sulle note di piano che introducono l’ingresso in sala. Poi parte l’elettronica, a cui però, c’è da dirlo, non perdoniamo l’eccessivo rounding su note già sentite, quindi inevitabilmente prevedibili. Ecco, forse questa è l’unica pecca del disco, che riprende in modo ciclico, e quindi ridondante, buone intuizioni, trasformandole tutte in tracce da ascoltare e consumare. Anche “Russian” è così, ma non perché sia qualitativamente inferiore alle altre, forse solo perché giunge dopo quasi mezz’ora di ascolto, e sembra non aggiungere nulla di nuovo al resto. Come “Human leather shoes for crocodile dandies” e “Lay down“. Peccato, perché brani come “Wonda“, inserita nella scaletta del disco nelle ultime posizioni, forse avrebbero meritato miglior fortuna.

In ultima analisi, “<I°_°I>” è un disco che merita senz’altro più di un ascolto, pur peccando di una certa ripetitività pagata al ricorso all’elettronica. E i Caravan Palace offrono un contributo interessante alla propria discografia, con un lavoro sofisticato, originale e modernamente retrò.

La band francese sarà in Italia per un’unica data l’11 Luglio al Magnolia di Milano.

CARAVAN PALACE, <I°_°I>, electro swing, Mvka Music, 2015.

CARAVAN PALACE – Lone Digger