Sabba e gli Incensurabili: la ribellione in musica vestita di ironia

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NoteVerticali.it_Sabba e gli Incensurabili_Sogno e son fesso_coverPur non trattandosi di un esordio, l’album Sogno e son fesso è un indice di qualità di quella musica ancora libera che, pure in un panorama discografico a rischio di saturazione, riesce a ritagliarsi uno spazio proprio, unico, palpabile nelle proprie caratteristiche, per certi versi definibile come “esclusivo”. Il nuovo lavoro di Sabba e gli Incensurabili, ovvero Salvatore “Sabba” Lampitelli (voce e chitarrista della band), Luca Costanzo, Alessandro Grossi, Alessandro Mormile e Alfonso Donadio, non è soltanto un segnale di come la musica italiana sia cambiando, ma è anche e soprattutto una collezione di brani variegati; di genere folk e blues, se volessimo limitarli all’interno di considerazioni preconfezionate; opere di cabaret, ancora, se andiamo a sentire quello che è il loro spirito ribelle, per nulla scontato, vivo, non soltanto sopra le righe, ma ben oltre la stessa concezione di un’impalcatura rigida.

Il filo che lega l’album all’ascoltatore è forse, però, ancora quello della realtà, presa con evidente ironia, raccontata con spirito irriverente. L’ironia è evidente e mirata spesso a colpire, senza pretese di distruggere, quella che è l’ipocrisia stessa della musica italiana, che da fonte artistica e potenzialmente illimitata, finisce spesso per cadere in una celebrità effimera, o in implosioni di artisti cosiddetti “impegnati”. Da qui la provocazione del brano Tre minuti di celebrità, dove Sabba canta addirittura la sua inclinazione di “buon politico”, rispetto a una scelta (o non-scelta) musicale imposta, che invalida la stessa concezione di arte che la musica dovrebbe portare con sé.

Un’ironia ancor più tagliente nel brano Le parole sono importanti, introdotto dall’omonima e celebre cantilena aggressiva di Nanni Moretti nel film Palombella Rossa. E le parole, per Sabba e Gli Incensurabili, sono importanti eccome, nonostante facciano di tutto per convincerci del contrario, cantando la fatalità impregnata di follia, come nel brano Valzer senza peso: un viaggio fuori dal mondo, un’astrazione da un realtà a cui forse ci si è già rassegnati.

NoteVerticali.it_Sabba e gli Incensurabili_2In conclusione, Sogno e son fesso è un lavoro discografico senz’altro d’effetto; una qualità che non si nega, per fortuna, la voglia di sperimentare, di lasciarsi andare a quell’io musicale che dovrebbe essere la cifra di ogni artista ma che, troppo spesso, viene sacrificato in nome di altro; forse, di un’eccessiva “importanza delle parole”.

Sabba e Gli Incensurabili non pretendono di avere “l’oracolo nella mano”, o forse sì, ma è qualcosa che non conta più in un contesto libero, in un mondo di “pazzi felici” come quello che scaturisce dalla loro musica.

Sabba e gli Incensurabili, Sogno e son fesso. (Full Heads/AudioGlobe). Genere: Folk/Blues. Tipo album: Studio. Brani: 10. Uscita: 19 Gennaio 2015.