Silver Eye: l’ultima magia in musica targata Goldfrapp

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Una laurea in Scienze della Comunicazione e tanti sogni nel cassetto. Curiosa, amante dei viaggi, da sempre appassionata di musica e libri, ma soprattutto grande divoratrice di film e serie tv, preziosi compagni delle sue lunghe notti insonni.

Settimo album per il duo inglese che non delude le attese

Silver Eye (Mute Records) è il settimo album dei Goldfrapp, duo inglese capitanato dalla fascinosa cantante Alison Goldfrapp e dal produttore Will Gregory. Potremmo definirlo un ritorno alle sonorità electro-clash e new wave tipiche dei loro primi lavori, che segue a quattro anni di distanza il precedente Tales of Us, più riflessivo e incentrato sui suoni acustici delle chitarre.
Il disco è stato registrato tra Dallas e Londra, con la collaborazione di John Congleton (ex frontman dei The Paper Chase), e del londinese Haxan Cloak (produttore anche dell’ultimo di Björk), e mixato da David Wrench (The XX, Caribou).
C’era grande attesa per l’uscita di questo album da parte dei fan, che come è spesso accaduto in passato, non sapevano cosa aspettarsi. La cosa che più affascina del duo londinese e che ha caratterizzato la loro carriera quasi ventennale è proprio la ricerca costante di nuove sonorità in ogni nuova pubblicazione e il fatto che non concedano punti di riferimento ai loro ascoltatori: «Non ci piace ripeterci», ha dichiarato la Goldfrapp alla stampa. «Alle volte prendiamo le distanze dalle cose che abbiamo già fatto. Ci piace la spontaneità che ci è data dal non sapere. È soltanto nel mezzo del processo che cominciamo a capire con cosa abbiamo a che fare».

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Le attese sono state spezzate dal singolo apripista Anymore: dopo pochi secondi di ascolto è chiaro, sia musicalmente che nel testo, il richiamo ai primi anni zero della loro produzione, ancor più marcato all’arrivo del ritornello. Nel videoclip, diretto dalla stessa Alison, emerge il tema amoroso del brano: dietro le parole “I can’t wait, I can’t wait anymore” si cela un desiderio passionale e travolgente.
Nelle dieci tracce di Silver Eye si ritrovano molti degli ingredienti dei precedenti lavori, in una sintesi perfetta di quelle che da sempre sono le due anime del gruppo inglese: una più elettronica e una più intimistica e profonda. I suoni del synth di Gregory si sposano alla perfezione con la voce soave e sensuale di Alison, che trascina l’ascoltatore in un viaggio onirico fatto di melodie e sentimenti contrastanti.
Fatta eccezione per Anymore e Systemagic (le più ritmate e commerciali dell’album), i brani più intensi e coinvolgenti sono quelli dal ritmo lento, come la malinconica Faux Suede Drifter, la minimale Zodiac Black, Beast That Never Was, le tonalità dark di Ocean, e Moon In Your Mouth, forse la più bella del disco.

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Per i Goldfrapp immagine e musica viaggiano di pari passo, infatti per la prima volta la cantante del gruppo cura anche la parte visuale, occupandosi del booklet e della bellissima copertina del disco: durante l’ascolto si ha la sensazione di vedere davvero i paesaggi spettrali di Fuerteventura, l’isola delle Canarie dove ha avuto luogo il photoshoot dell’album.
In conclusione, Silver eye è una sorpresa, ma non nel senso canonico del termine: è sorprendente vedere come due artisti del genere, sempre con la voglia di stupire e innovarsi, in questo caso abbiano prodotto un disco “standard”, il cui più grande difetto è proprio la mancanza di brani memorabili. In ogni caso, è un album valido che si fa ascoltare più che volentieri e che dimostra che i Goldfrapp sono ancora gli stessi outsider di successo delle origini.

GOLDFRAPP – Systemagic

GOLDFRAPP – SILVER EYE – Ascolta su Spotify

GOLDFRAPP – SILVER EYE (Mute Records) – Tracklist

01. Anymore
02. Systemagic
03. Tigerman
04. Become The One
05. Faux Suede Drifter
06. Zodiac Black
07. Beast That Never Was
08. Everything Is Never Enough
09. Moon In Your Mouth
10. Ocean