Teleman: Brilliant Sanity e il frizzante profumo di primavera

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Federico Mattioni, rapportando la vita e i sensi al cinema, sta tentando di costruire un impero del piacere per mezzo della fruizione e della diffusione delle immagini, delle parole, dei concetti. Adora il Cinema, la Musica e la Letteratura, a tal punto da decidere d'immergervi dentro anche l'anima, canalizzando l'energia da trasformare in fuoco, lo stesso ardere che profonde da tempo immemore nelle ammalianti entità femminili.

Spontaneità e ritmo in questo disco che consacra questa formazione inglese di primo livello il cui sound si rifà a quello delle band a cavallo tra i ‘ 70 e gli ’80

NoteVerticali.it_Teleman_Brilliant_sanity_coverL’Inghilterra è da sempre un coacervo di sintonie musicali fra le più disparate, in accordo con i sentori evolutivi a livello musicale del periodo di riferimento. I Teleman nascono a Londra nel 2012 ma il debutto con un LP arriva solo nel 2014, con “Breakfast”. Giunti al 2016, sono una formazione di alto livello, tranquillamente paragonabile, nell’ambito dell’indie-pop ai Phoenix o ai Vampire Weekend, più che altro quelli di “Modern Vampires of the City”.  Ma i punti di riferimento centrali nella produzione capitanata da Thomas Sanders (voce e chitarra) e formata dal fratello Johnny Sanders (sintetizzatori), Peter Cattermoul (basso) e Hiro Amamiya (batteria), sono le band di diamante dell’ambito new-wave ’70-’80, in particolar modo Talking Heads, Television, Devo.

Spontaneità nella ricerca dell’ispirazione, chitarra leggera, sezione ritmica sostenuta senza eccessi o tentativi di primeggiare. Se l’apertura Düsseldorf scopre territori ampiamente battuti, Fall in Time sembra una chicca d’altri tempi, spogliata di orpelli intellettualistici, che si muove leggiadramente su armonie e disarmonie in crescendo. Glory Hallelujah scopre un poco più i denti con una ballad energica e ottimista, sollevata su un suono più elettrico, al contrario delle melliflue Canvas Shoe e English Architecture.

NoteVerticali.it_TelemanIl synth e il tono vocale della canzone che dà il titolo all’album sa tanto di Devo, del loro lato più giocherellone e sfrontato, elemento che poi emergerà con maggiore peso in altri pezzi di questo “Brilliant Sanity”, tipo la successiva Superglue, probabilmente il miglior pezzo del disco, in coppia con la numero due. Melrose lucida le fila della nostalgia preparando il terreno a Drop Out, l’omaggio più evidente alla  genialità di David Byrne, tenendo bene a mente “More Songs About…” e “Fear of Music”. Sulle flosce e carezzevoli note di Devil In My Shoe si chiude questo frizzante, primaverile, piacevolissimo disco.

 

 

TELEMAN – DUSSELDORF

TELEMAN – BRILLIANT SANITY

  1. Düsseldorf
  2. Fall in Time
  3. Glory Hallelujah
  4. Brilliant Sanity
  5. Superglue
  6. Canvas Shoe
  7. Tangerine
  8. English Architecture
  9. Melrose
  10. Drop Out
  11. Devil in my Shoe