Trenches e la rabbia creativa degli Stolen Apple

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Senza la malinconia vivere sarebbe molto più difficile di così. Trenches, l’album d’esordio degli Stolen Apple, è anzitutto un tuffo nel passato. Una band che ha alle spalle anni di palco, dei professionisti in grado di ricordare e raccontare quei primi anni del secolo dove suonare significava anzitutto creatività. Il desiderio era ancora quello di mettere a frutto anni di lezioni e provare a dire qualcosa, divertendosi e intrattenendo il proprio pubblico con serate da raccontare negli anni a venire. Oggi purtroppo tutto si è perso. Qualsiasi atto creativo è stato corrotto e depredato dai social, per fortuna qualche moicano resiste ancora e gli Stolen sono un gruppo di questi.

Musicisti “Don Chisciotte” che combattono contro un’omologazione utilizzando il lavoro, i live e la qualità per far ascoltare la loro musica. Attraverso il loro album tornano vivide le emozioni di chitarre distorte e di quella rabbia positiva che è alla base di ogni processo creativo; impossibile da racchiudere in un genere se non in quello della musica emozionante. Un viaggio nel rock alternativo carico di un passato e di quella saggezza che solo artisti a tutto tondo portano in dotazione. Trenches è evocazione di speranze disilluse di un’adolescenza terminata senza avviso.  Le note degli Stolen creano una zona franca, una trincea nella quale l’ascoltatore possa ripararsi e vivere quelle sensazioni che sono ancora in lui, evocando un pensiero felice legato al passato o al presente. Dodici tracce che coprono tutte le declinazioni della musica indipendente. Red Line o Falling Grace sono cariche di suoni anni 90, Mistery train è un pezzo ipnotico a due chitarre che avvolge, senza risultare invasivo.  Ci sono anche contaminazioni con il pop come in More Skin, una canzone dalla faccia doppia che dichiara una cultura musicale propria della fine del secolo scorso dove il distorto sapeva coesistere con suoni più leggeri. In Daydreamer prende spazio la poesia e un intrigante suono di armonica che da corposità e regala uno spessore di particolare efficacia al pezzo.

Un viaggio a ritroso nella musica e un’evocazione che non può che far bene in tempi dove tutto sembra deciso a tavolino e dove la qualità è un elemento sempre più sacrificabile sull’altare della quantità. Gli Stolen Apple regalano un fortino, dove è dolcissimo nascondersi. La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.

Trenches, STOLEN APPLE, Rock Bottom Records, 2016.

 

STOLEN APPLE – FALLING GRACE

 

 

NoteVerticali.it_Stolen_Apple_Trenches_coverTrenches – Stolen Apple – Tracklist 

  1. Red Line –
  2. Green Dawn
  3. Fields of Stone –
  4. Pavement –
  5. Falling Grace
  6. Living on Saturday –
  7. Mystery Town
  8. Something in my Days
  9. More Skin –
  10. Daydream –
  11. Sold Out
  12. In the Twilight –