Walk Between Worlds: i Simple Minds uniscono passato e futuro

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Si intitola Walk Between Worlds (BMG) il 18° album in studio dei Simple Minds, opera che certifica la ripresa delle attività in casa Kerr/Burchill affiancati da vecchi e fidati sodali (Mel Gaynor alla batteria) e più recenti collaboratori (citiamo Ged Grimes al basso, Sarah Brown e Catherine AD ai cori). Il risultato è un disco dai suoni moderni e composizioni ben curate che ha il merito, dopo molto tempo, di riportare il gruppo scozzese all’attenzione del pubblico dopo la piacevole parentesi acustica dei live ed il precedente Big Music.

Come si evince dal titolo, concetto ribadito peraltro da Kerr nelle interviste, le 8 tracks presenti (11 nella edizione deluxe) testimoniano l’intento della band di unire il passato con il futuro, attingendo dalle esperienze accumulate (e composizioni rimaste nel cassetto), in quasi 40 anni di carriera. Il disco si apre con Magic, brano tipicamente SM, oltre che singolo che ben veleggia nelle classifiche, che non lascia dubbi su quale sarà la strada prescelta. L’atmosfera dell’album rimanda infatti al sound griffato Simple Minds dei periodi celebri (Alive & kicking su tutti, canzone peraltro volutamente citata in Sense of Discovery) con la voce di Kerr che si destreggia tra le sonorità rock dance a la Depeche Mode di The signal and the noise, brano di grande impatto degno delle migliori hit della band, divenendo poi più saggia ed evocativa in episodi più onirici come Utopia e In Dreams.

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Non manca una song midtempo come Barrowland star che celebra lo storico locale di Glasgow dove mossero le prime mosse tanti gruppi rock, tra i quali gli stessi SM che, in questo brano, rievocano le aspettative ed i sogni propri di ogni artista o band agli esordi. Per gli addetti ai lavori il brano non è una primizia, in quanto già edito come b-side nel 1995 e per diverse ragioni non pubblicato su album, ma che qui trova la sua collocazione giusta: notevole il solo di un Burchill insolitamente aggressivo che si ripeterà, con ritmiche compatte e timbriche scure, anche in Summer. Particolare attenzione merita la title track che, con la sua cadenza moderna ed un riff trascinante, si rivela uno degli episodi più freschi e riusciti del disco. A conti fatti, Walk Between Words è decisamente un buon album, che non farà strappare le vesti ad un fan della prima ora, ma che certamente segna il ritorno di un gruppo troppo spesso dimenticato (e dimenticatosi del proprio ruolo) nel panorama musicale. Da ascoltare e soprattutto vedere dal vivo.

WALK BETWEEN WORLDS – Simple Minds
1. Magic
2. Summer
3. Utopia
4. The Signal and the Noise
5. In Dreams
6. Barrowland Star
7. Walk Between Worlds
8. Sense of Discovery

Tracce bonus nell’edizione deluxe
9. Silent Kiss
10. Angel Underneath My Skin
11. Dirty Old Town (live) (registrato il 27 maggio 2017 al London Palladium, Londra)