Young in all the wrong ways: la freschezza pop di Sara Watkins

NoteVerticali.it_Sara_Watkins_1

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Terzo disco solista per l’artista statunitense, ex componente dei Nickel Creek: dieci tracce che spaziano dalla ribellione al sentimento 

NoteVerticali.it_Sara_Watkins_Young_in_all_the_wrong_ways_coverUn’artista sempre più alla ricerca del proprio spazio. Questa è Sara Watkins che, dopo un’esperienza pluriventennale nei Nickel Creek, prosegue ora il proprio percorso solista con “Young in all the wrong ways“, un disco che rappresenta per molti aspetti una conferma. A dispetto della copertina, che la ritrae quasi come se fosse un’adolescente ribelle, Sara è cresciuta, e tiene a farcelo sapere attraverso ballad che hanno una musicalità piacevole, sì, ma dove a emergere è soprattutto la grinta di una pop-singer non più in erba. Prendiamo la titletrack, attraversata da venature rock, che si accompagna a un video in cui la vediamo, da novella Diogene, allontanarsi da un mondo che evidentemente non le appartiene più, incarnato probabilmente da un amore troppo leggero, evidentemente, perché fosse quello definitivo, ed etichettato con parole che hanno il gusto dell’addio:

You were my future
But that’s in the past
You’ll get another and it might last
You remind me of the girl I was
When I was young in all the wrong ways

Ma che significa essere giovani nel modo sbagliato? Forse dare per scontata ogni cosa, non avere dubbi e quindi assurgere a certezza ogni convinzione. Niente di più errato, sembra dirci Sara, con look alla Arisa-style del debutto, per via di occhialoni che fanno tenerezza, ma che sembrano voler lasciar intendere anche che Sara vuole vederci chiaro, nella vita come nell’arte. Ecco allora “Move me“, piacevole primo singolo estratto dal disco, nel quale l’esortazione al movimento sembra essere quella verso una vita fatta di scelte concrete, senza immobilismi e facili artifici di comodo:

We mimic old decisions
And walk the same path
Just because we know where it will lead

NoteVerticali.it_Sara_Watkins_2Un’esistenza da vivere con gli occhi aperti, senza compromessi. Musicalmente parlando, il disco acquista freschezza non solo negli episodi più smarcatamente pop, quali quelli citati, nei quali è evidente l’omaggio non troppo velato a Sheryl Crow, ma anche in tracce da cui emerge una scelta stilistica più coraggiosa. Prendiamo per esempio “The love that got away“, in cui Sara, con una melodia decisamente più soft, animata da ukulele e piano, costruisce un brano semplice solo in apparenza, interpretato in modo praticamente perfetto:

All the people passing by
I wonder how they live their lives
And think of one outside of mine
I imagine and I envy all of their discoveries
Their simple, plain complexities    

Una Watkins malinconica, che sembra tutt’altra cosa rispetto all’anima ribelle della versione pop. Ma che mostra, e lo fa qui più che in ogni altra occasione, la propria maturità artistica. Come in “Invisible“, che sembra una dichiarazione d’intenti (So I’ll continue down this way though I can’t say where it will lead) e che consegna una Sara consapevole della propria volontà di andare avanti per la propria strada, anche se ciò dovesse mettere in discussione le certezze acquisite:

When we were young and truth was absolute
We stood side by side defending what we knew
Today we walk together, but one’s ahead and one’s behind
And if there’s an answer here then I am blind
Even you and I can’t see a right side this time   

NoteVerticali.it_Sara_Watkins_3Sono questi gli episodi più convincenti di un disco che, pur non trasudando particolare originalità, trasmette invece una certa freschezza, e, nell’insieme, merita una valutazione senz’altro positiva, e che cui regala altri episodi di piacevole ascolto, da “One last time” e “The Truth Won’t Set Us Free“, che raccontano un addio con melodie stranamente frizzanti, che richiamano, forse più di ogni altre, i trascorsi musicali dell’artista con i Nickel, a una esistenziale “Like New Year’s Day“, che regala la voglia di vivere da una prospettiva inaspettata, sullo sfondo di un violoncello che attraversa in modo discreto una melodia tutta acustica. Il finale è affidato invece a “Tenderhearted“, ballad dal respiro country che ci congeda da un lavoro ricco di spunti di interesse. E siamo sicuri che di Sara Watkins sentiremo ancora parlare a lungo.

SARA WATKINS –  Young in all the wrong ways, New West Records, 2016.