Ciao Capitano: addio a Robin Williams

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Che grande illusione il cinema. Ci fa credere che il volto di un attore che vediamo muoversi sicuro in scene che vorremmo vivere anche noi sia tutt’uno con la persona che incarna quel volto, e che quindi quella persona si muova sicuro sul palcoscenico più importante, quella vita fatta di discese ardite e di risalite, di cadute agli abissi e di risurrezioni dall’oblio della polvere artistica.
Per chi la vive, questa illusione è alla fine insieme una condanna e una liberazione. Liberazione perché scopri che il cattivo di tanti film in realtà è una persona dal cuore d’oro, che usa la sua maschera di figlio di puttana solo nelle storie di celluloide, alle prese con creature di celluloide, ma che nella esistenza che lo fa respirare, mangiare e dormire è in grado di sorridere, di intenerirsi, di amare. Ma è anche una condanna, perché capita anche che chi interpreti personaggi positivi, insieme icona e riferimento per tante persone, sia in realtà un individuo diverso da quei personaggi, una maschera triste che non riceve nulla da quelle maschere vitali che lo hanno reso famoso. Forse per Robin Williams è stato davvero così. Forse quella serie di personaggi che lo hanno fatto entrare nel cuore di milioni di persone, dal professor Keating de ‘L’attimo fuggente’ all’aviere-dj Adrian Kronauer di ‘Good Morning Vietnam’, dal dottore-clown in ‘Patch Adams’ allo psicologo Sean McGuire in ‘Will Hunting’, sono serviti a regalare un sorriso e una riflessione agli altri, ma non lo hanno salvato dalla solitudine che spinge verso la profondità dell’abisso. Forse l’istrionico padre che per amore dei figli diventa Mrs Doubtfire non gli ha strappato un sorriso nella sua ultima notte a Tiburon, quando troppo lontane erano le ipocrite sirene di plastica di Hollywood.
Forse, Robin, eri davvero una creatura di un altro pianeta, venuto giù come Mork dal pianeta Ork e destinato, prima o poi, a ripartire.
Ma, se è vero che al di là dei sogni, oltre l’abisso del grande salto, c’è un prato colorato dove perdersi, ci piace pensare alle grandi braccia di chi ti ha accolto con un bacio sulla fronte per aver regalato al mondo, con la tua maschera, sorrisi e riflessioni. Quello stesso mondo che, nella sua decadente entropia, oggi ti ricorda con una lacrima e un sorriso, si lascerà ancora conquistare dalla grande illusione e non ti dimenticherà, ne siamo certi.

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