2015: nomi e parole per un anno che se ne va

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Salutiamo un anno nel quale ci hanno accompagnato storie e personaggi, tra paura e voglia di speranza. Ricordiamo i protagonisti principali degli ultimi 12 mesi… 

A – Aylan: la sua foto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, ha fatto il giro del mondo. A tre anni una foto è sinonimo di sorriso, di festa, di vita. Nel suo caso, no. Ed è la macchia più grande di questo 2015, che non ha saputo difendere dalle guerre degli uomini le loro creature più fragili, i bambini.   

NoteVerticali.it_Palmira_Khaled_AsaadAl Asaad, Khaled: l’amore per i resti archeologici che era stato chiamato a custodire a Palmira, in Siria, lo ha portato a sacrificare la sua vita, dopo orrende torture, pur di non rivelare ai macellai dell’Isis il luogo in cui aveva nascosto i reperti più preziosi. E’ stato un faro per la civiltà che non potrà essere distrutta da alcuna barbarie, mai.

Amnesty International: Il voto Onu del 22 dicembre 2014 sulla moratoria delle esecuzioni capitali aveva fatto ben sperare circa l’abolizione della pena di morte. Non è stato così: anche nel 2015 i boia hanno continuato a macchiare i giorni dell’uomo.

NoteVerticali.it_Adele_-_25_(Official_Album_Cover)Adele: la giovane interprete di Tottenham è tornata sulla scena con un album, “25”, che, uscito a fine novembre, sta già scalando ogni record di vendite. Nelle sue canzoni, predomina il sentimento: ma non c’è solo la tristezza degli amori finiti, perché stavolta appare anche la gioia per l’arrivo di un figlio. Ma, soprattutto, svetta una voce senza tempo.   

B – Banche: Lo scandalo dei 4 istituti di credito falliti (Banca delle Marche, Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio di Chieti) ha rischiato di rovinare le feste di fine d’anno al ministro Maria Elena Boschi e a parte del PD legata al premier Renzi. Ha rovinato però quelle dei 140mila risparmiatori, che hanno visto i loro soldi (430 milioni di euro in totale) volatilizzati, con conseguenze che è facile immaginare. E ha spezzato una vita, quella del povero Luigino D’Angelo, pensionato di 68 anni morto suicida il 28 novembre scorso dopo aver perso oltre 100mila euro di risparmi. Qualunque giustizia non la ridarà indietro.

Berlusconi, Silvio: pensionato di lusso, nel 2015 ha visto il suo partito implodere su se stesso. Non è escluso che nel 2016, a ottant’anni, possa iscriversi al PD.

C – Capossela, Vinicio: con “Il paese dei coppoloni“, Capossela ha narrato un passato che non c’è più, dando voce alla comunità contadina, dove il senso di appartenenza dell’individuo è fondamentale. Utile a ricostruire la storia di ciascuno, il suo ruolo e le sue peculiarità. Ancestrale e arcaico, il romanzo profuma di passato e manifesta dignità e spirito di conservazione, che lo rendono unico e per questo prezioso.

Cristoforetti, Samantha: prima donna italiana nello spazio, l’11 giugno ha concluso la sua navigazione dopo 199 giorni in cui ha visto il mondo, e anche il suo paese, da una prospettiva unica e originale. Ci mancheranno i suoi scatti dallo spazio, e probabilmente a lei mancherà l’Italia vista dall’alto.

Casamonica: l’episodio del funerale più chiacchierato dell’anno è testimone della mediocrità di un paese allo sbando, senza controlli né regole, nel quale ci si accorge di una follia solo dopo che è stata compiuta, e dove decenza e squallore sembrano addirittura sinonimi.

D – Daniele, Pino: Il 2015 è iniziato con le sue canzoni nel Capodanno di Raiuno. Appena tre giorni, però, e il suo cuore ha cessato di battere lasciando tutti un po’ più tristi e soli. Ma quando un artista cessa di vivere, comunque non muore. E anche le canzoni di Pino saranno colonna sonora degli anni che verranno.

De Gregori, Francesco: abbiamo salutato il 2015 con lui che ha allietato la piazza di Cosenza, in una notte di Capodanno gelida diventata calorosissima. Poi lo abbiamo ritrovato pochi giorni dopo, per la colonna sonora di “Sei mai stata sulla Luna?, e ancora a settembre, per festeggiare i 40 anni di “Rimmel, e a ottobre, per omaggiare Bob Dylan con un disco che è una vera chicca musicale.

Delhi: Secondo la World Health Organization, è la città dall’aria più dannosa, con un tasso di ‘particolato’ di 153 µg/m3, quasi 15 volte superiore alla quantità limite consentita. Nel 2015 per inquinamento atmosferico sono morti 3,3 milioni di persone. Si stima che il numero possa raddoppiare entro il 2050. Intanto anche in Italia, con i valori di Milano e Roma in preoccupante aumento, si cerca di correre ai ripari. E il 12 dicembre, a Parigi, nel corso della XXI Conferenza sui cambiamenti climatici (COP21) delle Nazioni Unite, esponenti dei governi di 196 nazioni hanno siglato un accordo di patto globale sui cambiamenti climatici, che impegna tutti i paesi a ridurre le emissioni di gas serra. Pierangelo Bertoli cantava ‘Eppure il vento soffia ancora…‘. Speriamo.

Digital Divide: Anche il 2015 ha dimostrato che Internet non è ancora per tutti. Secondo il  rapporto della Commissione congiunta Unesco-Itu, il 57% della popolazione mondiale non ha accesso alla rete. Solo 3,2 miliardi di persone infatti (il 43% degli abitanti del pianeta) può navigare sul Web. E gli altri? Tagliati fuori, e non solo dalla tecnologia, a quanto pare, perchèp si tratta di persone che risiedono in paesi a bassissimo sviluppo, perlopiù appartenenti al continente africano, che certo hanno di che lamentarsi e non pensano magari al deficit tecnologico come problema principale. Eppure la tecnologia aiuta a migliorare le condizioni di vita, lo sappiamo. A ben vedere, il problema è anche un altro, se si pensa che le donne restano più penalizzate degli uomini, specie nei paesi in via di sviluppo, dove restano il 25% in meno rispetto alle persone dell’altro sesso.

E – Europa: nel 2015 il suo cuore ha trepidato per gli attentati terroristici progettati e pianificati a Bruxelles, sede dell’Unione Europea. Il vecchio continente è stato madre e matrigna per i tantissimi profughi che tra le sue braccia hanno cercato di trovare conforto e accoglienza. Di quest’anno ricorderemo il selfie della Merkel con i migranti siriani, lo stupido sgambetto della cameraman ungherese che ha fatto cadere un uomo e la sua bambina, ma soprattutto i volti scavati dalla disperazione e dalla speranza. E l’immagine di quella fila interminabile di persone che marcia verso la libertà.

Il padiglione degli Emirati Arabi a Expo 2015
Il padiglione degli Emirati Arabi a Expo 2015

Expo: doveva essere l’evento dell’anno, che avrebbe rilanciato l’Italia nel mondo. Attivo dal 1° maggio al 31 ottobre, ha ospitato 137 paesi, e 22 milioni e 200mila persone da tutto il mondo, e dato strada a polemiche in un certo senso prevedibili. A cominciare dallo slogan (“Nutrire il pianeta, energia per la vita“) e dagli intenti in premessa che inevitabilmente stridono con la natura dei principali sponsor, le multinazionali Coca-Cola e McDonald’s. Al di là di ciò, e oltre le proteste, culminate nelle manifestazioni da guerriglia urbana che hanno turbato Milano il 1° maggio, è stata un’occasione importante per il ‘made in Italy’.

Eneide di Kripton: un omaggio allo storico spettacolo di teatro d’avanguardia di Giancarlo Cauteruccio che fonde l’epica con il rock anni ’80 targato Litfiba, tornato in scena eccezionalmente dopo un trentennio. Dopo il debutto fiorentino, lo show ricco di effetti è stato il clou di una nuova avvincente stagione al Teatro Morelli di Cosenza: un cartellone fitto di proposte di qualità, merito ancora una volta di Scena Verticale, che anche per il 2015 ha portato nel capoluogo bruzio il meglio del teatro contemporaneo italiano.

F – Francesco (Papa): Un anno difficile, anche questo, ma che ce lo ha fatto apprezzare ancora di più, per l’impegno, la coerenza, la genuinità e la simpatia. Non sappiamo se realmente la Chiesa sia diventata più povera, come vorrebbe lui. Certo è che mai come in questi tempi la voce del pontefice è risuonata come quella più pura e vicina alle corde della gente, senza amplificazioni né maschere, né orpelli nè finzioni. E non solo per la difesa della vita e dell’ambiente, che fa parte della sua enciclica “Laudato si“, pubblicata a giugno. Anni fa nessuno avrebbe battuto ciglio di fronte a un Bertone qualsiasi. Oggi no. E questo è anche merito del pastore venuto dalla fine del mondo, che si trova a combattere con nemici anche e soprattutto a casa propria: il caso Vatileaks è a sir poco emblematico in questo senso.

Francia: colpita al cuore più volte, a gennaio e a novembre, ha saputo reagire con fierezza e determinazione al rischio di intolleranze e di discriminazioni. La paura, poi, non ha portato alla temuta vittoria dell’estrema destra di LePen alle elezioni di fine anno. E le strade di Parigi continuano a insegnarci integrazione e convivenza

NoteVerticali.it_Guerra_SiriaG – Guerra: dopo settant’anni, è tornata in Europa. Strana e beffarda, è vestita di paura ed è combattuta contro un nemico invisibile. Non ci sono elmetti, fronte, sentinelle né prima linea. E’ una guerra che istiga all’odio e al razzismo, e che sa persino di grottesco, sia perché è subita da chi pensa ingenuamente di essere protetto a casa propria, e sia perché è sorella forse più nobile di un conflitto combattuto e subito quotidianamente, da anni ormai, ad altre latitudini, in Medio Oriente come in Africa, nella polvere di strade che non fanno notizia e forse non meritano un’immagine sulla bacheca di un europeo. Una guerra che non conosce limiti né barriere. A ben vedere, come la libertà e la speranza.

H – Helpage.org: il rapporto annuale dell’osservatorio ha indicato in Svizzera, Norvegia e Svezia le nazioni in cui gli anziani vivono meglio. L’Italia, si è classificata al 37mo posto. Un piazzamento a dir poco disonorevole, per quello che l’Istat conferma essere uno dei paesi più vecchi al mondo (il rapporto tra la popolazione di 65 anni e oltre e quella con meno di 15 anni è pari a 157,7 su cento, inferiore, in Europa, solo a quello della Germania, 158,6).  

I – Italia: Oltre 62 milioni di abitanti, meno del totale degli sms inviato giornalmente sul territorio, con oltre 6,3 milioni di immigrati che quest’anno sono cresciuti di circa 370mila unità. Un debito pubblico di 2.286.997.700.000 euro che cresce di secondo in secondo. questa la fotografia di un paese che continua a girare a due velocità diverse, consolidando l’abisso tra Nord e Sud (solo per fare un esempio, costa di più viaggiare in aereo da Lamezia Terme a Milano che non da Milano a New York!), e che si muove senza apparente logica nella piena inconsapevolezza della propria storia e del proprio patrimonio artistico e culturale.

NoteVerticali.it_Vladislav Pavlovich KolesnikovK – Vladislav Pavlovich Kolesnikov: ragazzo di 18 anni, è morto suicida il 29 dicembre a Žigulëvsk, piccola cittadina russa. Vlad era un ragazzo estroverso, ma è stato isolato da amici e familiari per aver osato manifestare con una innocente maglietta il suo parere in merito alla Crimea, esponendosi in modo plateale contro la politica di Putin. Accusato di disturbo della personalità per la propria omosessualità, Vlad aveva più volte conosciuto il carcere di Podolsk, in cui ha regolarmente subito violenze e percosse, tutte rimaste impunite. Purtroppo, Vlad non è l’unica vittima innocente di un sistema dittatoriale che piace talmente tanto ai potenti del mondo, ma che certo non ama chi la pensa in maniera diversa.

L – Lavoro: Secondo l’ultima rilevazione Istat, nel 2015 gli occupati in Italia sono 22 milioni 443 mila, in crescita dello 0,3% rispetto allo scorso anno. Il tasso di occupazione maschile è pari al 65,9%, e resta invariato su base annua, mentre quello femminile si attesta al 46,8%, e decresce dello 0,2%. I meno fortunati, i disoccupati, si contano in 2.927.000, e rispetto al 2014 c’è un calo del 12,3%. Numeri che fanno sperare in una ripresa, ma che non giustificano le esaltazioni del governo. C’è ancora da fare, e tantissimo.

M – Migranti: 950mila, quelli arrivati via mare quest’anno in Europa, secondo i dati della Fondazione Imu. E 149mila quelli accolti in Italia, provenienti da Eritrea, Nigeria e Somalia, e meno del 2014 (quando erano stati 153.745). Per ognuno, un futuro tutto da scrivere.

Mattarella, Sergio: Un anno da presidente, per il politico timido e riservato, dall’aspetto impacciato ma dal profilo coerente. Testimone di impegno e rigore, si è distinto per messaggi ricchi di esortazioni e sproni. Non è molto, ma è ancora all’inizio.

MoviMento Cinque Stelle: Resta l’eterna incompiuta della politica italiana, il ‘vorrei ma non posso’ che anche nel 2015 non ha avuto l’occasione di mettersi alla prova del governo del Paese, se non collezionando, alla stregua delle altre forze politiche, casi di malapolitica a livello locale uniti ad altri casi di buongoverno. Il 2015 passerà alla cronaca, oltre che per gli 11 tra  abbandoni ed espulsioni (!) che hanno ridotto la truppa parlamentare a 126 elementi, anche per un passo indietro di Grillo e Casaleggio a vantaggio dei vari Di Battista, Di Maio e Fico, che hanno acquistato maggiore visibilità pubblica su tv e giornali, segno che l’anatema mediatico si è trasformato, per ragioni di opportunità, in qualcos’altro.

N – Naufragi: divenuti purtroppo ordinari, in un Mediterraneo sempre più cimitero per tantissimi poveri sfortunati che trovano la morte in mare. Come gli oltre 800 del 18 aprile, nel canale di Sicilia. Non dimentichiamo.

‘Ndrangheta: Anche per il 2015 la relazione annuale dell’antimafia ne ha confermato l’attuale posizione di predominio nel Nord Italia rispetto ad altre associazioni criminali. Per non parlare del Sud, dove la partita è ampiamente vinta (con buona pace della mafia, che è diventata pop, come canta Colapesce in ‘Maledetti italiani’), e del resto del mondo, dove mantiene un ruolo dominante nel traffico di cocaina. Ma ci sono voci fuori dal coro, come quella di Lea Garofalo, che ha sacrificato se stessa pur di non cedere all’omertà del silenzio. Quest’anno, Lea è stata ricordata in un bel film di Marco Tullio Giordana che Raiuno ha deciso di mandare in onda in prima serata.

Non essere cattivo: Il caso cinematografico dell’anno. Film di Claudio Caligari, distribuito postumo per l’improvvisa scomparsa del regista, ha rappresentato l’Italia nella corsa agli Oscar, non riuscendo però a superare l’ostacolo dell’ultima selezione. Resta una pellicola controversa e non facile, pasoliniana, che racconta la periferia tra degrado, follia e un briciolo di speranza. Plauso a Valerio Mastandrea per aver creduto fino in fondo nel progetto tanto da curarne la produzione, e agli attori Alessandro Borghi e Luca Marinelli.

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O – Ognuno Potrebbe: è il titolo del romanzo con cui Michele Serra traccia una nuova impietosa analisi della società di oggi, tra cosa siamo diventati e cosa abbiamo perduto. Colpevole chiamato più volte in causa è lo smartphone, che Serra battezza intelligentemente ‘egofono’: per colpa sua la comunicazione interpersonale ha cessato di essere reale, cedendo il passo alla finzione dei social.

P –  Povertà: Il 28,4% degli italiani è a rischio povertà. Detta così può non significare niente, ma la normalità con la quale le persone rovistano nei cassonetti della spazzatura vicino casa è un indicatore niente male di come siamo messi.

Pasolini: Il 2015 ha segnato il quarantennale della morte violenta dell’intellettuale di origine friulana. Celebrazioni in tutta Italia, a Matera una mostra-simbolo sul “Vangelo” inaugurata nel 2014 e proseguita anche quest’anno, e poi diversi omaggi, da Moni Ovadia a Roberto Herlitzka.

Q – Questione Meridionale: In un recente articolo (Corriere della Sera, 21 dicembre) Ernesto Galli Della Loggia ha riportato l’argomento all’attenzione mediatica. E’ obbligatoria una citazione dell’intervento: “Mi chiedo se al nostro presidente del Consiglio è mai capitato di trascorrere più di una notte in qualche città dell’Italia meridionale, se conosce appena un poco quella parte del Paese, se ha mai visto il terrificante panorama di Catanzaro o il centro antico di Palermo, se ha mai dato un’occhiata all’ininterrotta conurbazione napoletana che si stende da Pozzuoli a Castellammare. O magari per avere un esempio, ha provato a farsi fare una tac in un ospedale calabrese. L’addio al Mezzogiorno, prima che culturale è stato ideologico e politico“. Come dargli torto?

R – Renzi, Matteo: L’Italia sembra ormai preda dell’uomo solo al comando, che nel 2015 è rimasto saldamente premier senza essere stato eletto. Tra i colpi messi a segno in questi dodici mesi, l’elezione di Mattarella a capo dello stato, l’approvazione del Jobs Act, l’Italicum e il Pil che cresce (+0,8%, nulla di esaltante, ma tant’è). Tra gli autogol, l’elezione di De Luca alla presidenza della Regione Campania, alla faccia di una legge che ne impediva la candidatura, e poi la cosiddetta riforma della Buona Scuola, che ha creato parecchi mal di pancia e aumentato i viaggi da Sud a Nord per il consolidamento di un posto di lavoro. Dài e dài, ha finito per spazzar via gran parte dell’opposizione interna, e per trasformare definitivamente il PD nella nuova DC. Con buona pace dei gufi.    

S – Solesin, Valeria: Una perfetta sconosciuta fino alla sera più tragica, quel 13 novembre nel quale ha perso la vita perchè, come altre centinaia di ragazzi e ragazze, si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dalla sua famiglia, che ha voluto un funerale laico in piazza San Marco a Venezia alla presenza di tutte le autorità religiose, un esempio di come, anche nel dolore, la dignità possa ergersi come baluardo contro ogni violenza e ogni lutto.  

Siria: Anche quest’anno, forse ancor di più, il focolaio più violento e terribile di questo pazzo pazzo mondo. Ma anche quello mediaticamente più coperto, perché non dimentichiamoci che, oltre alla Siria, c’è la guerra anche altrove, come dimostrano le notizie che arrivano da Libia, Nigeria, Mali, Egitto, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan e Sud Sudan.

Sinistra: Forse a qualcuno sembrerà strano, ma esiste ancora. Pur rantolante, ma mai uccisa. Le premesse c’erano già dal 2014, e dallo scorso 7 novembre un gruppo unico – “Sinistra Italiana” appunto – raccoglie fuoriusciti da SEL, PD e MoVimento Cinque Stelle contando in Parlamento 31 componenti. Difficile capire cosa riusciranno a fare, e soprattutto se e in quanto tempo potranno candidarsi seriamente a fare gli Tsipras d’Italia, ma almeno il sol dell’avvenire non può dirsi tramontato per sempre.

Salvini, Matteo: A forza di felpe, ruspe e populismi vari si è guadagnato la palma di leader di un centrodestra tutto da ricostruire, con la benedizione perfino di Nonno Silvio. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo un paese che, in caso di vittoria (ipotesi quantomai remota al momento) non si accontenterà facilmente di slogan…

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T – Terrorismo: Da italiani un po’ provinciali, pensavamo che questa parola fosse seppellita ormai tra i remoti anfratti di una memoria mai sopita, ma lontana. Invece è ricomparsa prepotentemente e tristemente alla ribalta portando nelle nostre case la paura degli attentati, ma anche quella del diverso, forse più pericolosa e terribile della prima.  

 

Tennis: E’ stato lo sport dell’anno, almeno per i colori azzurri. Una finale femminile tutta italiana agli US Open, e chi lo avrebbe mai immaginato? Invece è successo, e dobbiamo rendere onore a Roberta Vinci, che l’ha giocata, e a Flavia Pennetta, che l’ha vinta.

NoteVerticali.it_Flavia PennettaTransgender: Nella sola New York vivono circa 25mila persone transessuali, e la discriminazione dovuta all’identità di genere è illegale dal 2002. Nel corso del 2015 sono state approvate nuove regole per evitare discriminazioni anche sul luogo di lavoro. Un esempio portato avanti una volta tanto da quella che più volte, e spesso a torto, è stata definita la patria dei diritti civili e della democrazia.     

U – Usa: Resta il paese dalle mille contraddizioni: qui la disoccupazione è al 5%, la democrazia una bellissima parola, ma si può morire per colpa di un’arma acquistata al supermercato o essere massacrati di botte da un poliziotto. E poi c’è la politica estera, un terreno nel quale Obama ha dimostrato di impantanarsi più volte, non tanto a causa delle lodi sperticate a Renzi (“Impressionato dalla tua energia sulle riforme, sei una voce guida per l’Europa“, sono sue parole nel corso dell’incontro avuto il 17 aprile a Washington con il premier italiano) ma soprattutto a causa della cattiva gestione delle questioni siriana e mediorientale e, più recentemente, per via del peso sempre più forte della Russia di Putin. Difficile dire cosa porterà il 2016: l’unica certezza è che a novembre la Casa Bianca avrà un nuovo inquilino. E Dio non voglia che abbia la chioma bizzarra di Donald Trump…

Unioni civili: una delle promesse mancate del governo Renzi, che anche per il 2015 ha continuato a lasciare nel limbo del possibile chi vuole regolarizzare un rapporto che esiste già nei fatti. Renderlo realtà nella Roma papalina non sarà facile. Ma c’è Bergoglio…Auguri.

V- Voto: il 12 dicembre per la prima volta, in Arabia Saudita, è stato esteso il diritto di voto alle donne. Non sempre, la ricchezza va di pari passo con la democrazia, anzi. La democrazia saudita, poi, non è propriamente così raccomandabile.

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Verdena: La loro follia rock ha colpito ancora. Il 2015 ha registrato due uscite discografiche di “Endkadenz”, opera rock ricca di suggestioni e armonie

W – Whiplash: Il film di Damien Chazelle con Miles Teller e J. K. Simmons è stata una delle migliori pellicole dell’anno. Un film rigoroso ed essenziale al tempo stesso, che racconta un rapporto conflittuale (tra allievo e maestro nel mondo apparentemente dorato della musica) senza scemare nel patetico, mostrando come, dietro alla leggerezza e all’eleganza dell’esecuzione professionale di un’orchestra, si nascondono lacrime e sangue, gli stessi che grondano in abbondanza da un frame all’altro del film.

Y – Youth: Il ritorno di Paolo Sorrentino alla regia cinematografica con un film filosofico, ricco di dialoghi in equilibrio tra leggerezza e profondità, e quel senso di decadenza misto all’impotenza di fermare il tempo, che invita ancora i personaggi a cavalcare l’onda del proprio presente per afferrarlo e dominarlo. In fondo, la giovinezza è e resta la capacità di sentirsi vivi, e di dimostrarlo a se stessi prima che al mondo.

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Z – Zagrebelsky, Gustavo: Nel 2015 ha pubblicato “Moscacieca” (Laterza), saggio in cui analizza la governabilità come idea prodroma al concetto di democrazia, lasciando aperta la strada a riflessioni che incuriosiscono e preoccupano allo stesso tempo. Ecco un passo estratto dal libro: “Una volta che le sorgenti sociali della governabilità si siano inaridite, la governabilità, intesa impropriamente come capacità di governo, da problema di democrazia politica si trasforma in questione di ingegneria costituzionale al servizio dell’efficienza dei mercati, i quali hanno bisogno di costituzioni reattive alla loro continua instabilità, di decisioni pronte, assolute e cieche, cioè di interventi esecutivi“.