#Cannes2019, vincitori e vinti

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Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

A Cannes è tempo di verdetti per il festival del cinema. La Palma d’oro va a Gisaengchung, del regista sudcoreano BOng Joon-Ho;una commedia corale che narra le vicende di due famiglie una molto ricca e l’altra molto povera. Atlantique del regista francese Mati Diop si aggiudica il Grand Prix . Il film, ambientato a Dakar,è la storia di un gruppo di operai Senegalesi. Considerato una sorta di seconda posizione, il Grand Prix è un premio molto ambito dai giovani registi e rappresenta un prestigioso passaggio per consolidare la propria carriera.

Come miglior attore è stato scelto Antonio Banderas per Dolor y Gloria di Pedro Almodovar. La giuria ha deciso di premiare la duttilità di quest’affermato professionista nel portare in scena il regista di successo alle prese con una “apparente” crisi creativa. E’ Emily Beecham la miglior attrice dell’edizione 2019. L’attrice, qui al suo primo ruolo importante, ha convinto critica e pubblico nel ruolo di una scienziata pronta a modificare geneticamente una pianta in grado di rendere le persone più felici. Ex equo il premio della giuria se lo aggiudicano Bacurau di Kleber Filho e Juliano Dornelles e LesMiserables del maliniano Ladj Ly.  Fantasy in salsa brasiliana il primo e polar etnico parigino  il secondo. Cesar Diaz vince la Camera d’oro, premio per il miglior esordio, con il film NuestrasMadres pellicola riflessiva sulle necessità di tutelare i rapporti umani. Il premio per la miglior regia se lo aggiudicano i fratelli Dardenne con il loro Jeune Ahmed, storia di un giovane mussulmano che dopo aver abbracciato la fede islamica progetta l’omicidio di un’insegnante. Scelte coraggiose della giuria che ha preferito non prendere in considerazione registi di prima fascia come Tarantino e Ken Loach , il cinema deve aprire ad altre latitudini andando a cercare pellicole interessanti in circuiti erroneamente tralasciati in un passato recente. Nessun riconoscimento per Marco Bellocchio, il regista de I pugni in tasca ha scelto un argomento scomodo. Il traditore racconta la storia di Tommaso Buscetta e dei maxiprocessi contro cosa nostra, lo fa con la precisione classica del regista e una buona interpretazione di tutto il cast. Un bilancio di questa edizione del festival non può che ritenersi positivo, un cinema vivo e sparpagliato per tutto il pianeta fa ben sperare per il futuro della settima arte.

CANNES 2019 – I premi

Palma d’Oro: Gisaengchung di Bong Joon-Ho
Grand PrixAtlantique di Mati Diop
Premio della giuria (ex-aequo): Les Misérables di Ladj LyBacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles
Miglior regia: Jean-Pierre e Luc Dardenne per Le JeuneAhmed
Miglior attore: Antonio Banderas in Dolor Y Gloria
Miglior attrice: Emily Beecham in Little Joe
Miglior sceneggiatura: Portrait de la jeune fille en feu di Céline Sciamma
Menzione speciale: It Must Be Heaven di Elia Suleiman
Camera d’oro: Nuestras Madres di César Díaz
Palma d’oro per un cortometraggio: The Distance BetweenUs and the Sky di Vasilis Kekatos
Menzione speciale della giuria per un cortometraggio: Monstruo Dios di Augustina San Martín