Cronache da Venezia 72: esordio in sordina per ‘Everest’, arriva Johnny Depp, ‘Francofonia’ commuove il pubblico

Elisa Sednaou, madrina di Venezia 72, all'arrivo in Laguna
Elisa Sednaou, madrina di Venezia 72, all'arrivo in Laguna
Elisa Sednaou, madrina di Venezia 72, all’arrivo in Laguna

La Laguna veneziana si è ufficialmente tinta dei colori del grande cinema mondiale. Una partenza un po’ ingolfata quella della settantaduesima edizione della Mostra del Cinema, considerata l’accoglienza  riservata al film d’apertura “Everest” di Baltasar Kormákur. Non si replica il successo spettato alle pellicole d’inaugurazione delle ultime due edizioni: “Gravity” nel 2013 e “Birdman”, lo scorso anno (Leone d’Oro mancato prima, Premio Oscar poi). A detta della critica, “Everest” è un classico blockbuster che non regala niente di nuovo sul fronte dell’intrattenimento made in Usa. Insomma, se le aspettative creano l’illusione, questa non è abbastanza per abbindolare i presenti in sala riguardo al risultato finale. Silenzio dopo la proiezione, il che è pure peggio di mille fischi. A risollevare la prima giornata ci pensa la sezione Orizzonti con il film messicano “Un Monstruo de mil cabezas”, dramma sociale del regista Rodrigo Plá.

Jackie Gyllenhall saluta i giornalisti in Laguna
Jackie Gyllenhall saluta i giornalisti in Laguna

Scaldati i motori, il secondo giorno è iniziato con la presentazione dei primi due film in concorso: “Looking for Grace” di Sue Brooks e “Beasts of No Nation” di Cary Fukunaga. Il primo, tiepidamente accolto dalla critica, è la storia di una ragazza ribelle in fuga da casa e del viaggio dei genitori per cercarla. Consensi decisamente positivi per il secondo. Il regista Fukunaga, padre di “True Detective” (prima stagione) regala un film di guerra ben costruito mostrando un dramma reale, quello dei bambini soldato africani. Altro intenso dramma, quello dei regista Thomas Mc Carthy con “Spothlight”. Tratto da una storia d’indagine reale, quella compiuta dal quotidiano americano “Boston Globe” sulle accuse d’abuso della Chiesa Cattolica, il film è stato presentato dal suo regista alla presenza di Mark Ruffalo e Stanley Tucci. Un film di denuncia con l’obiettivo di smuovere le coscienze e il Vaticano. Il secondo giorno è stato anche quello del primo film italiano fuori concorso, “Italian gangsters” di Renato de Maria. Presente nella sezione Orizzonti, il film si presenta come un ritratto dell’Italia criminale del secondo dopoguerra.

Non solo cinema, ma anche star, glamour e alta moda sul Lido. Tra le più splendenti, la madrina di questa edizione Elisa Sednaou, modella filantropa dal look sobrio, e Diane Krauger, giurata raffinata in Chanel. Notevole anche la presenza maschile che vede un Jake Gyllenhaal – tra i protagonisti di “Everest” – immortalato oltre che nelle consuete pose da red carpet, in alcune più disinvolte di giri in barca e piatti di spaghetti.  Parlando di star, oggi è stata la volta di Johnny Depp. Atteso per ore dai fan più accaniti, la star di “Black Mass”, pellicola fuori concorso di Scott Cooper, si è presentato in conferenza stampa con tanto di bottiglia di birra per schiarirsi la voce. Stravaganze a parte, il film, nel quale Depp interpreta il gangster James ‘Whitey’ Bulger a fianco della nuova reginetta d’America Dakota Johnson, è piaciuto.

Johnny Depp, uno dei divi di questa edizione del Festival
Johnny Depp, uno dei divi di questa edizione del Festival

Ritornando ai film in concorso, oggi è stata la volta di altri due titoli: “Marguerite” di Xavier Giannoli e l’attesissimo “Francofonia” di Aleksandr Sokurov. Con una storia mista di comicità e tragicità, quella di una cantante lirica inconsapevolmente stonata interpretata da Catherine Frot, Giannoli non delude e la stampa gli riserva un grande applauso finale. Sokurov dal canto suo si conferma maestro indiscusso, commuovendo il pubblico con l’ennesimo capolavoro. “Francofonia” è un film che parla dell’Europa del difficile rapporto con un passato che pesa e con l’arte. Un appello alla salvaguardia della cultura europea, Il film è senza dubbio tra i favoriti in lizza per il Leone d’Oro.