Dalle parti di Astrid, l’opera prima di Federico Mattioni

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All’indomani della presentazione del lavoro che segna il suo debutto cinematografico, abbiamo incontrato il giovane regista romano… 

NoteVerticali.it_Nika_Perrone_Astrid_Federico_Mattioni_1Spazio ai giovani cineasti. Arriva “Dalle parti di Astrid”, il lungometraggio d’esordio di Federico Mattioni. Laureatosi al Dams di Roma Tor Vergata, Federico può già vantare un buon repertorio di scritti e cortometraggi. Astrid segna però il suo vero primo grande traguardo. La storia è un doppio viaggio, fisico e interiore. Entrambi sono intrapresi dalla protagonista, la diciottenne Astrid, che abbandona la casa dei suoi per scoprire una Città eterna intrisa di un mistero che viene da molto lontano. In occasione della sua uscita abbiamo intervistato il giovane regista, che ci ha parlato del film e del suoi progetti futuri.

Quando nasce la tua passione per il cinema? 
Nasce nelle segrete del mistero dell’esistenza che è equivalente a quelle per il cinema. Il principio è innegabilmente l’infanzia che spiana la strada ad eventi e situazioni più e meno piacevoli. Io ho fatto tesoro, solo dopo un lungo percorso, delle più belle. Sono cresciuto in un ambiente che ha favorito la fantasia, grazie all’esposizione alla magnificenza della natura, ed è lì che la curiosità verso il cinema, suggerita per mezzo di riviste di settore o con film, perlopiù horror, ha preso forma illuminandomi il sentiero.

Il tuo primo lungometraggio “Dalle parti di Astrid” è un film fortemente intriso di mistero. Qual’è la cosa che più ti affascina di questo motivo? Ci sono dei nomi o titoli a cui puoi far risalire questo interesse?
Penso che una delle cose più eccitanti e necessarie sia quella di esplorare tale mistero per mezzo del linguaggio cinematografico, che è un linguaggio che può rivelare tante cose utili al nostro percorso di formazione vitale. Senza mistero non esisterebbero la curiosità e la voglia di esplorare. Da questo intimo e profondo desiderio nasce la storia di Astrid, di un personaggio che scappa o che rincorre, per cercare di trovare se stessa, a caccia della scoperta del significato della vita. Deve mangiare bocconi amari attraverso il ripasso degli attimi decisivi di una fase di vita, si prende dei rischi, come in ogni buon viaggio che si rispetti. Astrid proviene probabilmente dal mio inconscio e le influenze cinematografiche sono innumerevoli. Sicuramente deriva da un cinema che fa dei sensi un valore al quale mirare, scolpendo forme ipnotiche di visionarietà, per cercare di offrire al pubblico della poesia principalmente visuale. Malick, Lynch, Skolimowski, Piavoli, Refn, Nolan e Steve McQueen (il regista) sono sicuramente dei nomi che hanno enormemente influenzato il mio immaginario da cineasta.

Il distacco dall’ambiente familiare è il punto d’inizio della storia di Astrid. C’è qualcosa di autobiografico in esso?
Sicuramente il desiderio di distaccarsi dagli ideali borghesi per provare a raggiungere una propria dimensione. Lo fa attraverso un processo di scavo interiore che si muove nelle brame del film allo stesso modo del viaggio fisico. Il tema del viaggio mi ha sempre affascinato. Il road-movie è uno dei miei generi preferiti e adoro il cinema americano degli anni ’70. Questo mio film è un “on the road”  realizzato viaggiando sui mezzi pubblici, sostando da un luogo all’altro della città di Roma a caccia di nidi di verità, sulla base comunque di uno script preesistente. La linea retta e tutte le deviazioni erano state scritte in precedenza, bisognava solo colorarle di istantanee di verità.

NoteVerticali.it_Nika_Perrone_Astrid_Federico_Mattioni_2Cosa rappresenta per te la città di Roma?
La città dove vivo è piena di problemi ma anche molto bella, la voglia di fuga cozza con la voglia di continuare a lottare per emergere qui senza l’ossessione della fama che può essere dannosa invece, nella piena consapevolezza che questa non è la la città che sento appartenermi nella maniera più totale. La consapevolezza del raggiungimento di uno scopo nella vita può far fiorire una determinazione tale da sentirsi possibilisti riguardo qualsivoglia traguardo.

Qual è per te l’aspetto più importante di un film?
Un film è fondato su tutta una serie di aspetti importanti. La sua riuscita è il frutto del felice connubio di tutti quegli aspetti. Un aspetto fondamentale che deve emergere è però il fatto che il regista deve avere le idee chiare, cosicché la troupe e gli attori, riescano a lasciarsi trasportare dal  flusso creativo che dovrebbe caratterizzare il suo lavoro. Ma è anche vero che la troupe e gli attori devono fidarsi di lui e della storia che andrà a mettere in immagini e parole a priori, altrimenti verranno meno le basi. Dovrebbe essere scontato questo ma spesso così non è per tutta una serie di motivi che è complicato trattare in un’intervista. Decisivo è poi il montaggio, l’anima del film. Quando esso funziona perfettamente, apre alla magia, disinnescando i pericoli figli degli inevitabili imprevisti. E se si è bravi, quegli imprevisti diverranno materia lungimirante alle intuizioni che ci si aspetta da un regista che si rispetti, capace di mettere dialogo e chiarezza ai primi posti.

NoteVerticali.it_Federico_Mattioni_3Sei impegnato già in nuovi progetti?
Sì, non posso stare fermo. Sono in fase di pre-produzione di un nuovo film, da titolo “We love you”, che sarà realizzato probabilmente nel 2017 in una modalità simile a quella utilizzata per il primo, ma con una maggiore accuratezza in termini di scelte e pianificazione di tutte le componenti, a partire dai casting, direi fondamentali per la riuscita di un film. Gli attori li dobbiamo conoscere, non solo apprezzare per le loro eventuali qualità. Le persone che lavorano con te dovrebbero essere unite, tutte rivolte verso un unico scopo, quello del dare il meglio di sé e far brillare un film frutto di un’arte collettiva, ma che trova nei momenti intuitivamente intimi i suoi assoli decisivi. Contemporaneamente, la promozione di “Dalle parti di Astrid”, che occuperà gran parte del mio tempo in questo 2016, ci dirà molto anche sulla natura del futuro film, che s’incentrerà sulla possibilità di amare più donne nella vita e in un arco di tempo più che vicino. Qualcuno dirà essere un utopia, come sua madre, o il morboso fantasma di essa, e i componenti di una società che vuole farci credere all’esistenza di un’anima gemella. Ma ad affermarlo con fermezza è un certo Otis Verita, che vede, tocca, vive, contempla i suoi amori nella pienezza della sua, della loro essenza. Forse Otis sono io e non l’ho ancora capito. Quale miglior modo per afferrare la verità se non parlandone attraverso la forma d’arte più potente in assoluto?

 DALLE PARTI DI ASTRID (teaser) – Regia di Federico Mattioni

DALLE PARTI DI ASTRID (Italia 2016, Drammatico, 72′). Regia di Federico Mattioni. Con Nika Perrone, Jun Ichikawa, Sean James Sutton, Alberto Mosca, Cinzia Mirabella, Ezio Prosperi, Daniel De Rossi, Damiano Rossi, Michela Grimaldi, Cristina Cetoloni, Cinzia Susino, Marco Bomba. Produzione Mattionico Production & Salenzia Assocazione Culturale.