Due tazze di tè e quattro chiacchiere con Federica Brunini

NoteVerticali.it_Federica_Brunini_foto_daniela_di_rosa_1

Lavora con le immagini e le parole, si nutre di musica e di sapere, condivide le sue passioni ed il loro valore.

Volevo solo scrivere, leggere, viaggiare ma soprattutto raccontare storie di luoghi, persone, anime e suggestioni…” e regalarci sogni ed emozioni, vissuti anche attraverso i personaggi del suo ultimo lavoro letterario, Quattro tazze di tempesta.

NoteVerticali.it_Federica_Brunini_foto_daniela_di_rosa_3Lei è Federica Brunini, giornalista, scrittrice, sceneggiatrice e fotografa italiana. L’abbiamo raggiunta in un momento di pausa tra una data ed un’altra del tour promotion, per una intervista. Ecco cosa ci ha confidato:

Una domanda ricorrente rivolta a chi scrive è come nasce l’idea di questo libro? Ma mai come in questo caso la curiosità regna sovrana…
Domanda ricorrente, ma mai banale. Questo libro è nato in un momento di grande difficoltà personale,uno di quei momenti che stravolge tutte le certezze e tutte le opinioni che hai di te. Una vera tempesta, di quelle che non puoi affrontare da sola, o meglio da cui non puoi salvarti da sola. Hai bisogno di qualcuno che ti tenda la mano in mezzo ai flutti. Ecco, quella mano è arrivata dalle amiche. Dalle piccole cose quotidiane. Dai piccoli gesti. Dal poco o tanto tempo che ognuna di loro ha ritagliato per me.

Oggi il food&beverage va molto di moda, nascono festival street con la stessa velocità in cui si divorano i prodotti offerti. Nel suo libro si parla del tè, autentica bevanda orientale per eccellenza. Esso ha tradizioni molto antiche, per ottenere un buon infuso viene richiesta una preparazione nel rispetto dei tempi ed un assunzione direi cerimoniosa in armonia con tutto ciò che circonda. Dal III secolo in poi i cinesi lo offrivano alle future spose, come segno di unione, attraverso un vero e proprio rituale, uno dei gesti compiuti è quello di bere dalla stessa tazza, questo prendeva il significato di cambiamento, completezza e legame eterno. Il tè come collante tra amore e psiche? Perché no? Per me tè fa rima con intimità. Non c’è nulla di più intimo che sorseggiare una tazza di tè fumante. Per intimità intendo la capacità di entrare davvero in relazione con l’altro e con se stessi. Quindi sì, in questo senso e nel caso delle cerimonie di nozze cinesi, il tè può essere il collante tra amore e psiche,il simbolo per eccellenza della condivisione. Che richiede tempo e rituali lenti.

Amore per la vita, per le persone, per ogni stato d’animo racchiuso in un infuso di tè, quasi come un filtro d’amore per ogni amore. Lei ha una “ricetta” preferita?
Amo tante miscele diverse. Come Viola mi diverto a fare infusioni differenti, a scegliere i tè in base al mio umore o alla personalità di chi lo berrà. Quindi no, non ho una miscela preferita. Mi piacciono molto i tè speziati, pepati, addirittura affumicati. Considero il tè un alimento e non una bevanda. Quindi vado a caccia dei sapori.

Quando si affrontano temi importanti come l’affetto e l’amicizia si rischia di cadere nella retorica banale ma Lei affronta questi temi con una straordinaria naturalezza dipingendo ogni protagonista di un colore diverso creando un equilibrio fondamentale per la loro convivenza. Tra sogno e realtà pensa che oggi esista ancora una solidarietà al femminile? 
Esiste ma non si trova facilmente in ogni donna. Credo che la solidarietà al femminile possa davvero realizzarsi soltanto tra donne ugualmente consapevoli di sé, del proprio valore, del proprio percorso. Arrivi a comprendere davvero il valore della condivisione quando conosci bene te stessa, i tuoi pregi, i tuoi limiti, i tuoi fantasmi. Non prima.

Di che colore è l’autrice di questo libro e perché questa scelta?
Se ci riferiamo al tè, sono un tè verde, che non è ossidato né fermentato. Altrimenti sono rossa, proprio come i miei capelli!

Conoscere se stessi per riconoscersi negli altri, oppure, conoscere se stessi per conoscere gli altri? Direi che non si può conoscere gli altri se non si conosce se stessi e non si può conoscere se stessi se non nel confronto con gli altri. Insomma, le due strade sono in realtà una.

NoteVerticali.it_Federica_Brunini_foto_daniela_di_rosa_2Lei ha viaggiato molto, cosa le è rimasto più impresso nella mente? Un odore, una sensazione, un luogo…
Questa è decisamente la domanda più difficile! Mi sono rimasti impressi tutti gli odori, tutti i suoni, tutti i luoghi e tutti i passi di ogni viaggio. Di sicuro amo attraversare gli spazi aperti, senza confini: il mare, il deserto. E incontrare le persone: sono affamata di storie, a ogni latitudine.

Le protagoniste del suo libro hanno in comune quel senso d’inquietudine, la calma prima della tempesta, comune a molti di noi, soprattutto donne, sempre di corsa ma mai in affanno, sino a quando scatta un qualcosa che ci fa cambiare ritmo.
Da donna a donna,come si riconosce quel momento, come possiamo non farci cogliere impreparate ed affrontarlo al meglio? Non credo ci sia un modo per prepararsi alla tempesta. La tempesta arriva e basta, ti travolge. Non c’è tempo per mettere in pratica nessuna preparazione! Semmai bisogna prepararsi ad accoglierla. Ad accettarla. Ad arrendersi per scoprire chi saremo poi, una volta passata…

Lei ha un rituale che la mette in pace con il mondo?
Il mio segreto è il silenzio. Sono una persona socievole, ma ho bisogno dei miei spazi privati in cui rifugiarmi, lontano da tutto e tutti. Attraverso lo Yoga, che pratico anche come insegnante, ho scoperto il potere della meditazione. E oggi non posso farne a meno.

Uno dei personaggi è Chantal, insegnante di yoga in cerca del suo posto nel mondo: un atteggiamento propositivo verso un futuro migliore attraverso il rispetto di se stessi. Come si fa a non cadere nuovamente nelle tentazioni?
Oscar Wilde diceva che si può resistere a tutto, tranne che alle tentazioni. Non ne farei una questione di “tentazioni”. Semmai di tentativi per diventare la miglior versione possibile di se stessi.

C’è un argomento che le piacerebbe trattare in un prossimo libro ma non lo ha ancora fatto?
Sì, ma per ora è ancora dentro di me. Sta crescendo. Quando prenderà forma, lo metterò sulla carta.

NoteVerticali.it_Federica_Brunini_Quattro_tazze_di_tempestaPer lungo tempo, Viola vivrà con il rimorso per la morte di suo marito, sentimento che troverà pace solo quando deciderà che è giunto il momento di farsi trasportare verso nuovi sentimenti. Una scelta coraggiosa dettata dalla solitudine o dal disequilibrio interiore. Pensa che questo cambiamento sia dato anche dalla presenza delle sue amiche e dalle loro vite?
Le amiche sono un’ottima rete di sostegno e spesso uno specchio in cui guardarsi e conoscersi. Ma ognuno è responsabile di se stesso e della propria storia. Nessun altro può scriverla se non te stesso. Viola fa il suo passo, e lo fa nel momento in cui si sente pronta. Così come le amiche fanno ognuna il loro, ognuna a modo suo.

Come si vede tra 10 anni?
Spero di poter ancora scrivere, viaggiare, leggere, amare e fare Yoga con la stessa passione di oggi.

Una domanda che nessuno le ha ancora fatto ma che vorrebbe le facessero? 
Perché vivi a Gozo, su uno scoglio in mezzo al Mediterraneo? Ma è una storia troppo lunga per un’intervista.

Ci congeda con un sorriso ed in noi resta la consapevolezza che da lì a breve ci concederemo un’ulteriore pausa, in compagnia di una buona lettura sorseggiando quattro tazze di tè…

(Foto: Daniela Di Rosa)