Edoardo Leo: il mio film, un invito a ribellarsi ai soprusi di ogni giorno

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NoteVerticali.it_EdoardoLeo_1Edoardo Leo è tra le migliori presenze del nostro cinema. Attore, sceneggiatore, regista, ha attraversato diversi generi, compresi il teatro e la fiction televisiva, e attraverso il cinema si è fatto portavoce di uno stile tutto suo, incarnando personaggi comuni alle prese con la precarietà (pensiamo a Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, o a La mossa del pinguino di Claudio Amendola) o con disagi comunicativi (Ti ricordi di me? di Rolando Ravello,  Buongiorno papà, sua seconda prova da regista), ma in tutti i casi, molto vicini alla vita reale. Abbiamo incontrato Edoardo alla vigilia dell’uscita di Noi e la Giulia, sua ultima prova da regista in cui recita accanto a Luca Argentero, Claudio Amendola, Anna Foglietta, Stefano Fresi e Carlo Buccirosso.

Il suo film racconta, con i toni della commedia, una storia di riscatto. Un gruppo di precari che non ha più nulla da perdere decide di rimboccarsi le maniche e ripartire da zero. È un invito alle giovani generazioni a reinventarsi e a vincere la crisi con la propria buona volontà?

Si è così. Il cinema non deve lanciare messaggi, ma io credo che questa storia sia un inno alla resistenza. Un invito alla ribellione ai soprusi giornalieri che ci impediscono di vivere la nostra vita.

In questo film affronta il duplice compito di attore e regista. Una missione delicata, non c’è che dire. Da attore, il ruolo di regista è più facile o più difficile?

È il terzo film che faccio da attore e regista. Ho un gruppo di lavoro consolidato e ormai per me è diventato normale. Io mi diverto di più a complicarmi la vita.

NoteVerticali.it_NoielaGiulia_8Qual è stato il clima che si è respirato durante le riprese? Ci racconta un aneddoto? Quale attore le ha dato maggiori soddisfazioni?

Abbiamo vissuto esattamente come nel film. Tutti insieme. Girando il film in sequenza ci è sembrato di vivere la storia.

Il film è girato in Basilicata, una regione che in questi ultimi anni ha attratto diversi set cinematografici. Una regione che annovera Matera, scelta recentemente come capitale europea della cultura 2019. Considerando ‘Cristo si è fermato ad Eboli’ e l’atavico ritardo produttivo del Sud, potremmo dire che anche questa è una storia di riscatto…

Ho scelto la Basilicata come simbolo del sud. La regione ci ha aiutato a realizzare il film e poi il film era tutto ambientato in un casale e li ne ho trovato uno perfetto e bellissimo. Vedrete.

NoteVerticali.it_NoielaGiulia_EdoardoLeo_7Nella storia del film si ironizza sulla criminalità organizzata, dipinta con toni farseschi. È un modo per ridicolizzarla e indebolirla e per spingere gli spettatori a non avere paura e a non arrendersi?

Sì, ognuno la combatte a modo suo. Il mio compito di commediante è ridicolizzarla. Molti giornalisti di mafia mi hanno detto che demitizzare il camorrista e metterlo alla berlina serve. Una risata li seppellirà…

NoteVerticali.it è un magazine che si occupa, oltre che di cinema, anche di musica e letteratura. Quale canzone o disco e quale libro possono essere in tema con il suo film?

Il libro è il libro da cui è tratto il film “Giulia 1300 e altri miracoli” di Fabio Bartolomei. La musica c’entra tantissimo, ma è un colpo di scena che non posso raccontare. Dovete andare a vedere il film per capirlo.

Porterà il suo film nelle scuole?

Farò di tutto per portarlo nelle scuole, perché penso sia un film importante per i ragazzi. Sono stato contattato dall’associazione Addio pizzo, cosa che mi inorgoglisce molto.

Quali saranno i suoi prossimi progetti? Farà l’attore, il regista o entrambi?

Comincio a girare un nuovo film ma solo come attore insieme a Marco Giallini. Una commedia che si intitola “Loro chi?” ancora per la Warner Bros, con la regia doppia di Miccichè e Bonifacci.  E poi sto cominciando a scrivere il mio nuovo film da regista.

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