Eric Lartigau: incontro con il regista de “La famiglia Bélier”

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NoteVerticali.it_ERIC LARTIGAU_La famiglia Belier_4Nel corso di una breve roundtable, Eric Lartigau ha risposto approfonditamente ad alcune domande sul suo nuovo film La famiglia Bélierin uscita nelle sale italiane il 26 marzo. L’incontro è stato, nonostante la brevità, molto intenso, perché Eric è davvero ciò che non ti aspetti: un uomo disponibile, esaustivo, gentile e soprattutto un gran chiacchierone. I pochi minuti a nostra disposizione sono davvero volati, ed è stato un incontro molto piacevole.

Appena entrato nella sala cinema dell’Hotel Sofitel di Roma, Eric Lartigau ha salutato calorosamente i presenti. Aria trasandata ma chic, e personalità forte, percepibile al primo sguardo. Già all’inizio della roundtable, Latigau ha ribadito il suo interesse per il tema della famiglia, affermando di aver sempre voluto porre in luce le diversità e soprattutto le evoluzioni delle singole personalità dei membri che compongono un nucleo familiare. Questa voglia di scavare profondamente nell’animo dei suoi personaggi, denota come lui stesso conferma, una fortissima curiosità nei confronti del prossimo e della vita in generale.

NoteVerticali.it_La famiglia Belier_3Ribadisce di aver lavorato su una sceneggiatura già esistente e di aver dovuto quindi costruire pezzo per pezzo i suoi personaggi. Accenna inoltre alla difficoltà del linguaggio dei segni, ringraziando più volte il lavoro fatto da uno dei suoi collaboratori, Aleksej, un ragazzo realmente sordomuto che appare anche in una scena del film e che è stato tra l’altro colui che ha insegnato il linguaggio dei segni a tutti gli attori del cast. Proprio a tal proposito il regista ci rivela che Aleksej ha scelto un approccio ludico, leggero all’insegnamento di questo linguaggio così complicato, e che lui non lo conosce affatto.

A chi gli domanda quale sia stato il rapporto recitativo tra gli attori udenti e Luca Gelberg, che interpreta il figlio minore della famiglia Belier, e che è realmente sordo, Eric risponde prima di tutto con una precisazione: i sordomuti sono in realtà due, Luca e l’attore che interpreta Rossigneux, quel signore chiassoso che aiuta Rodolphe durante la sua campagna elettorale. Si sofferma poi su Luca descrivendolo come un ragazzo dalle mille risorse, amante dell’arte e della fotografia, al quale Eric ha fatto togliere l’apparecchio per riprenderlo completamente immerso nel suo mondo.

NoteVerticali.it_ERIC LARTIGAU_La famiglia Belier_3Una domanda che ha scatenato la curiosità di tutti i presenti riguarda le reazioni dei sordomuti alla vista del film. Eric ci accontenta rispondendoci come al solito esaustivamente e affermando che la maggior parte delle persone non udenti che hanno visto “La famiglia Bélier” lo hanno amato e ne sono rimasti incantati. A tal proposito ci racconta che, durante il periodo di promozione in Francia, lui e la troupe hanno visitato la Provenza, organizzando proiezioni in più di 80 città e in cinema attrezzati per i non udenti. Nonostante la valutazione positiva della maggior parte delle persone affette da questo handicap, le critiche non sono mancate da parte di chi ha valutato negativamente l’operato di Eric, reo a loro dire di non aver scelto attori sordomuti anche per il ruolo dei due genitori. Il regista però si giustifica rivelando che egli aveva sempre pensato a Karin Viard e François Damiens come ai naturali interpreti di Rodolphe e Gigi, e afferma che, secondo la sua idea di recitazione, un attore deve sapersi calare in qualsiasi parte gli sia assegnata.

L’ultima domanda… abbiamo il vanto di averla fatta personalmente. Ci interessava capire se Eric fosse davvero convinto di poter trattare un tema così difficile come il sordomutismo, con l’allegria e la spensieratezza, e se fosse possibile affrontare un handicap così invalidante, con la serenità con cui lo affrontano i membri della famiglia Bélier. Eric ci ha risposto con una naturalezza spiazzante dicendo che a suo avviso la diversità può trasformarsi in una forza, e che i sordi hanno un enorme coraggio perché affrontano ogni giorno il nostro mondo. Ovviamente – ha proseguito – la situazione è molto migliorata con l’avvento di Internet e delle nuove tecnologie telefoniche, grazie alle quali anche un sordomuto può rimanere in contatto con il mondo. A tal proposito cita il suo incontro con una donna di 75 anni, la quale a causa del suo sordomutismo, aveva scoperto solo cinque anni prima quanto l’AIDS fosse letale. Inoltre fa riferimento alla scena del film in cui Paula si trova con la madre nel deposito dei formaggi e al dialogo tra le due. Proprio in quella circostanza Gigi rivela a Paula il suo odio nei confronti del fatto che ella sia udente. E’ una scena brutale, terribile perché è una madre a provare sentimenti così devastanti. Ovviamente Eric è cosciente del fatto che ogni famiglia sia diversa, ma spesso la diversità non è semplice, perché proprio la sordità è uno di quegli handicap che ti taglia fuori dal mondo, ti isola e ti lascia spesso in una condizione di abbandono.

NoteVerticali.it_ERIC LARTIGAU_La famiglia Belier_2La roundtable termina con una stretta di mano e la firma di alcuni autografi (compreso il nostro!). Eric Lartigau anche in questo caso si dimostra molto disponibile e pronto a scherzare con i presenti. Questo regista quasi sconosciuto in Italia, è in realtà uno di quelli in grado di farti rimanere in testa le sue parole. Un uomo di larghe vedute, al quale non interessano le critiche ma che anzi è ben pronto a spiegare il perché delle sue scelte. Non capita spesso di trovare una persona che, pur facendo un lavoro così  spettacolare e dinamico, ti colpisca per la sua profonda umiltà e sensibilità.