Ferragosto, le risposte assenti di un paese che affonda

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

NoteVerticali.it_Rossano_alluvione_agosto2015L’estate italiana ha diverse facce. Per strada il clima vacanziero è d’obbligo, bar e ristoranti sono pieni come non mai, lidi e spiagge trasudano di leggerezza e di vacuità. Ti chiedi dove sia la crisi, e per un attimo pensi che Renzi possa aver davvero ragione. Accenti diversi, che hanno negli occhi il mare e in testa l’incubo del rientro settembrino, discutono di calcio e politica con la stessa passione e la medesima competenza di navigati opinionisti tv. Chissà, forse l’interista con il costume giallo o la signora che legge ‘Novella 2000’ potrebbe reggere le sorti della nostra economia meglio del ministro abituato a dare i numeri da Vespa. O forse il marinaio siciliano che, pur ignaro di Samuel Butler, ti dice che Ulisse è passato certamente dalla riserva dello Zingaro e ti offre ‘pane cunzato’, non sfigurerebbe affatto nel prossimo reality di Canale 5. Questione di gusti e di opportunità.
Il disegnatore Jay Simons ha immaginato come potrà essere l’Italia del 2100. Secondo la sua mappa, tra 85 anni non ci sarà più Roma. È la conseguenza di un paese che, da Nord a Sud, conosce ogni giorno l’onta del disastro ambientale e del dissesto idrogeologico. E siamo ancora ad agosto.
‘Nel fango affonda lo stivale dei maiali’, cantava Franco Battiato quando non era stato ancora nominato assessore e Riina era ancora latitante. La povera Italia, che ospita zu Totó nelle patrie galere da oltre vent’anni, continua ad affondare lo stesso, per una politica scellerata che non conosce il significato della parola ‘prevenzione’. Quando Rossano si trasforma nella Firenze del 4 novembre 1966 per appena qualche ora di pioggia, e un mare di fango e detriti cambia la vita a migliaia di persone senza colpa, chi governa, oltre a defilarsi dalle proprie responsabilità, gioca il jolly della calamità naturale, senza permettersi minimamente di usare la parola ‘scusate’ e vantandosi di telefonate ricevute e di promesse che dureranno come l’estate sul calendario.
A chi risponderanno gli amministratori sordi a tragedie già annunciate da tempo? O quelli che hanno costruito in modo continuo accaparrandosi i soldi degli appalti come noccioline e voltandosi dall’altra parte di fronte a occhi e volti che oggi pretendono una risposta? Parole che non arriveranno mai, ingrossando le fila di chi, sfruttando ‘pro domo sua’ la situazione, gonfierà il petto fino alla prossima campagna elettorale. Mancano risposte, in un territorio che consente scempi edilizi assurdi: andate per esempio a Zumpano, a due passi da Cosenza, dove un supermercato e un cinema sono stati ubicati ai piedi di una montagna, con le più elementari regole di sicurezza vendute come la fontana di Trevi al turista solàto.
Mancano risposte, a moniti di parole che risuonano vuote come quelle che già pronunció, nel novembre 2002, Giovanni Paolo II davanti a un Parlamento che applaudì in modo unanime alla sua richiesta di maggiore umanità per gli ospiti delle carceri italiane. Che a Ferragosto, come a Natale, ricevono le solite promesse di condizioni di vita migliori. Poche, troppo poche, sono le voci che si levano in difesa di diritti che dovrebbero essere innegabili. Rimandate di mese in mese fino alla prossima visita. Ai parlamentari sordi alle richieste degli italiani, a quelli che si fanno fotografare mentre spalano fango, ma anche a quelli che trovano continui pretesti per aizzare filippiche contro gli extracomunitari, consiglierei di leggere ‘Dentro‘ di Sandro Bonvissuto. Forse capirebbero quale sia il senso della parola ‘dignità’, che oggi vedo rappresentata in chi, senza distinzione di fede o razza, a Rossano in queste ore sta spalando davvero fango, e in pieno anonimato sta aiutando chi si trova in difficoltà. Oltre le nuvole, il cielo può essere ancora più blu.