Festa del Cinema di Roma: il bilancio dell’edizione 2015

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NoteVerticali.it_FestivalCinemaRoma_2015A meno di ventiquattro ore dalla chiusura ufficiale della Festa del cinema di Roma si tirano le somme di questa decima edizione. Saranno stati i pochi nomi sul red carpet, la nuova formula niente giurie e premi, o la non disponibilità della sala Santa Cecilia, la più grande dell’Auditorium, ma i dati parlano in negativo e la festa chiude in ribasso, con una minore partecipazione, -21% di biglietti venduti, rispetto agli anni passati.
Un’edizione fiacca per il grande pubblico, caratterizzata dall’assenza di grandi anteprime internazionali, ma che non scoraggia sul piano della qualità, come tiene a ribadire il direttore artistico Antonio Monda. Da questo punto di vista, la nuova impronta data al festival si è mostrata alquanto positiva sul piano dei contenuti con grandi titoli in tabellone. Dalla grande produzione americana “The Walk” di Robert Zemeckis, al piccolo film argentino “Eva no duerme” di Pablo Agüero, passando per l’indipendente “Room” di Lenny Abrahamson, la qualità si sente e si vede. In linea con i grandi festival internazionali, la Festa ha offerto contenuti più all’avanguardia, si pensi al format delle serie tv, equiparato a un prodotto filmico a tutti gli effetti, con la presentazione delle prime due puntate della seconda stagione di “Fargo”, o lo youtubers film “Game Therapy”, presentato nell’ambito della sezione parallela Alice nelle città. Senza contare le grandi produzioni nostrane, la commedia borghese di Sergio RubiniDobbiamo parlare”, il film di supereroi “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, il dramma romantico di Claudio CupelliniAlaska”, altrettanto variegate nei contenuti. Tutto ciò fa sperare in una crescita futura di quello che si è presentato sin dall’inizio come un percorso il cui slogan rimane la passione per il grande schermo coniugato con la città di Roma.
Note verticali.it_Paolo SorrentinoEd è stata proprio la città di Roma, raffigurata nel premio Oscar “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino (in versione estesa con 40 minuti di scene inedite), a richiamare in sala un gran numero di spettatori in uno degli ultimi eventi della festa. Sul red carpet questa volta, il cast al completo con Toni Servillo e Carlo Verdone, quest’ultimo protagonista anche di uno degli ultimi incontri in programmazione insieme a Paola Cortellesi. Presto riuniti sul grande schermo, gli attori hanno ripercorso la loro carriera e parlato in generale del ruolo della commedia nell’ambito dei Festival. Un genere che a detta del duo comico racchiude in sé temi complessi, mostrandoli in una chiave diversa, ma non per questo da sottovalutare.
Così come non è da sottovalutare il cinema per ragazzi di Alice nelle città, che vede quest’anno una premiazione tutta al femminile con “Four Kings” della tedesca Theresa Von Eltz, “The Wolfpack” di Crystal Moselle a cui viene assegnato il premio Taodue Camera d’Oro per la miglior opera prima. La giuria Taodue ha poi voluto premiare con una menzione speciale “Mustang” di Deniz Gamze Erguven per “la forza e la gioia con cui il film racconta, attraverso una regia forte e matura e un tono allo stesso tempo leggero e drammatico, l’animo di cinque giovani donne e il loro passaggio da un’adolescenza segregata a una vita adulta imposta, attraverso l’elaborazione della vità e della libertà”.
A conclusione definitiva della Festa, il premio del Pubblico Bnl è spettato a “Angy Indian Goddesses” di Pan Nalin, coraggioso ritratto contemporaneo della donna indiana.

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