Gli ultimi saranno ultimi: la nostra intervista al regista Massimiliano Bruno

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NoteVerticali.it_MassimilianoBruno_1A distanza di poco più di un anno, Massimiliano Bruno torna alla regia che segna un salto di qualità importante rispetto alla sua già valida filmografia. Non più solo una commedia, infatti, ma un film drammatico, “Gli ultimi saranno ultimi” (leggi qui la nostra recensione del film), che affronta il tema della precarietà occupazionale che attanaglia da più tempo il nostro paese. Il film è la storia di Luciana, una donna comune, interpretata da una grandissima Paola Cortellesi che, al nono mese di gravidanza, perde improvvisamente il lavoro. Non sveliamo altri retroscena, ma vi invitiamo ad andare al cinema per vedere questa pellicola, che vede nel cast anche Alessandro Gassman e Fabrizio Bentivoglio.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche impressione con Massimiliano Bruno, proprio alla vigilia del debutto in sala del film. Ecco cosa ci ha detto.   

‘Gli ultimi saranno gli ultimi’ è una storia che sembra tratta da un episodio di vita vissuta. Qual è il messaggio che vuoi dare con questo film?

Che non bisogna esasperare le persone e che le lavoratrici vanno rispettate. Gli uomini e le donne sono uguali nei diritti.

La protagonista, Luciana, è una donna semplice ma determinata, che al nono mese di gravidanza rimane improvvisamente senza lavoro e decide di farsi giustizia da sé. Possiamo definirla un’eroina dei nostri tempi?

E’ una anti-eroina perché sopporta troppo ed esplode per l’esasperazione. Bisogna apparecchiarci una società dove dire giornalmente tanti piccoli NO per non ritrovarsi poi ingolfati.

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Massimiliano Bruno con Paola Cortellesi, che definisce la sua ‘parte femminile’

Quando ho scritto il monologo teatrale era per una sola attrice. Paola in scena era da sola e faceva tutti i personaggi. Al cinema ho preso attori bravissimi per dare voce a quei personaggi, ecco quindi arrivare nel cast Gassman e Bentivoglio.

Da “Viva l’Italia” in poi, in cui descrivevi il malessere del nostro sistema politico, sembra essere cambiato poco o nulla. Porteresti al cinema Matteo Renzi a vedere il tuo film? Se lui ti chiedesse un consiglio cosa gli diresti?

“Viva l’Italia” era premonitore di quello che poi è successo. Andare al cinema fa bene a chiunque. Renzi non mi chiederebbe mai un consiglio.

Il titolo rilegge in modo provocatorio una frase del Vangelo. Come pensi si stia muovendo la Chiesa di Papa Francesco rispetto al problema della disoccupazione che è una delle piaghe della nostra società?

Penso che l’ufficio marketing del Vaticano stia lavorando bene. Il Papa dice molte cose che la gente vuole sentirsi dire. A me francamente rimane impresso solo quando ha detto che i bambini battezzati sono migliori di quello che non lo sono. Quello è il suo vero pensiero.

Con Paola Cortellesi, già protagonista di un tuo film, “Nessuno mi può giudicare”, sembra esserci un feeling particolare. Quanto è importante da regista poter contare su un attore che la pensa esattamente come te? Ti è mai capitato il contrario, ossia di dover gestire attori che avevano una visione diametralmente opposta alla tua? Se sì, come hai vissuto questo contrasto?

Paola è la mia parte femminile. Siamo sempre stati sulla stessa lunghezza d’onda e per me è stato l’incontro più importante della mia carriera artistica. Non ho mai avuto scontri sul set con altri attori. Non prendo attori che hanno una visione diversa dalla mia.

Lo scorso anno, nel corso dell’uscita di “Confusi e felici”, ci avevi detto che ti sarebbe piaciuto girare un film drammatico. Pensi di essere soddisfatto del film? Qual è il tuo prossimo desiderio da regista?

Penso di aver fatto la mia cosa migliore con “Gli Ultimi Saranno Ultimi“. Per ora desidero solo che questo film vada bene… poi staremo a vedere…

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Massimiliano Bruno, Fabrizio Bentivoglio, Paola Cortellesi e Alessandro Gassman