Oliver Sacks, addio all’uomo che ha raccontato la scienza con l’arte

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Oliver Sacks ha portato avanti la divulgazione scientifica in forma romanzesca

Il 30 agosto se n’è andato, in seguito a una malattia terminale, Oliver Sacks. Non è facile raccontare un personaggio così complesso e portatore di arricchimento come il celebre neurologo e autore di libri di successo. La sua vita è stata segnata dai tumulti, a partire dai bombardamenti degli aerei tedeschi nella Londra della seconda guerra mondiale, arrivando a turbamenti più intimi, agli scontri inevitabili con la sua famiglia, ebraica e ortodossa, alla sua omosessualità solo di recente confessata in pubblico – e all’amore trovato a ben 77 anni (lo scrittore Billy Hayes).

Oliver Sacks ha avuto il pregio di non limitare la propria vita a un singolo momento, scientifico o poetico, ma di fondere questi in un’unica e intensa personalità. Non è un caso che la sua carriera medica si sia concentrata perlopiù sul cervello umano, il più misterioso elemento della nostra fisiologia.

Quando nel 1966 Sacks entra in contatto con i pazienti del Beth Abraham Hospital, persone bloccate dall’immobilismo, rintraccia come causa della malattia un’infiammazione dell’encefalo; dalle sue ricerche e dai trattamenti su questi pazienti nascerà il suo testo più famoso, il saggio Risvegli (1973), da cui verrà tratto un altrettanto celebre film con Robert De Niro e Robin Williams; con quest’ultimo, fra l’altro, Sacks allaccerà anche una profonda amicizia.

La divulgazione scientifica in forma romanzesca continua con L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (1985), con cui l’autore tratta vari disturbi e deficit dell’encefalo, fra cui quello di un paziente incapace di distinguere gli oggetti e che dà il titolo all’opera; disturbo simile, fra l’altro, a quello che affliggeva lo stesso Sacks. La sua innovativa tendenza alla divulgazione scientifica gli sono costate non poche critiche, in particolare quella di strumentalizzare i malati. Ma solo una miopia feroce può vedere questo nel lavoro di un uomo che è riuscito nell’impresa di portare nello stesso momento, pur nei loro rispettivi piani, due attitudini umane caratteristiche come la curiosità scientifica e la creazione letteraria; un desiderio di far conoscere e di condividere la scienza che Sacks ha portato avanti per tutta la sua vita, anche come insegnante.

Robin Williams ha  interpretato Sacks nel film "Risvegli"
Robin Williams ha interpretato Sacks nel film “Risvegli”

In un’epoca in cui scienza e arte sembrano presentarsi esclusivamente nelle loro rispettive dimensioni, dividendo il mondo umano in razionale e irrazionale, pragmatico ed effimero, scientifico e poetico, l’insegnamento di Oliver Sacks è di fondamentale importanza, perché ci ricorda che una cosa non esclude l’altra, la conoscenza non esclude l’abbandono alle sensazioni, l’arte non esclude la scienza. Nel 2007 Oliver Sacks sembra voler ribadire questo amore per l’arte con il testo Musicofilia, fornendoci, da scienziato appassionato di musica, un saggio sul rapporto tra cervello e organi uditivi, incentrando il punto di vista specialmente sulle emozioni. Un personaggio che mancherà senz’altro alla necessità, insita nell’animo umano, di migliorare, ma che ha lasciato dietro di sé il proprio testamento, scientifico e artistico; un lascito senza tempo che merita di essere riscoperto.