#Venezia76, attesa per le opere di Andersson, Marhoul e Egoyan

NoteVerticali.it_About_Endlessness_Roy_Andersson

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.

Prosegue il festival del cinema a Venezia. Dopo il meritatissimo Leone d’oro alla carriera assegnato a Julie Andrews (l’indimenticabile Mary Poppins) tornano i film in concorso. Al lido è tempo di film indipendenti fatti di storie riflessive. Come About Endlessness di Roy Andersson. Il regista svedese, vincitore del festival nel 2014, conferma la sua vocazione di cineasta filosofico presentando questo nuovo lavoro. Una coppia vaga nella città di Colonia dilaniata dalla guerra, un padre vorrebbe recarsi, assieme alla sua bambina, a una festa di compleanno. Storie di vita raccontate con l’esistenzialismo di cui il regista sembra essere narratore sapiente. Il ballo di alcune ragazze si contrappone a un gruppo di soldati diretti a un campo di prigionia, questa rappresentazione di realtà accompagna il pubblico verso quella presa di coscienza che le verità hanno diverse facce da cui sembra impossibile scappare.

Il regista canadese Atom Egoyan
Il regista canadese Atom Egoyan

The painted bird, del regista ceco Valcav Marhoul, racconta la storia di un ragazzo ebreo durante la seconda guerra mondiale.La pellicola è recitata anche in esperanto, un vezzo del direttore per aumentare il coinvolgimento del pubblico. Il film potrebbe essere un outsider alla vittoria finale per i temi trattati e soprattutto per il cast di tutto rispetto composto da attori quali Udo Kier e Harvey Keitel.
Grande attesa anche per la nuova fatica del grande regista canadese Atom EgoyanGuest of Honor, che racconta la crisi d’identità di un ispettore incaricato di controllare il cibo in una scuola dove è in corso una denuncia a un insegnante da parte di gruppo di genitori . Il regista de “Il dolce domani” torna con una delle sue storie in grado di unire alla semplicità e al sentimento una complessa riflessione sulle dinamiche dei rapporti umani. Recitato da David Thewlis e Luke Wilson, il film è accreditato dalla stampa come uno dei lavori più interessanti di questa edizione del Festival. In attesa del verdetto della giuria è ottima notizia l’alternarsi di soggetti e sceneggiature in grado di intrattenere e di far riflettere spettatori e addetti ai lavori.