Venti di guerra tra Oriente e Occidente: dieci punti per orientarsi

NoteVerticali.it_Guerra_Siria

Non so se è un vizio solo italiano, ma ogni volta che c’è una questione – la cosa accade soprattutto nei temi calcistici – sono tutti esperti e quindi in diritto di dire la loro. E’ ciò che sta avvenendo, ora, all’indomani degli attacchi terroristici di Parigi. Sono tutti diventati navigati di geopolitica, di politiche dell’immigrazione, di terrorismo, di tecniche di guerra e guerriglia, di sociologia e di religione. Sui social, manco a dirlo, tutti, quasi tutti, a proporre soluzioni. Io non sono esperto di nulla, non ho soluzioni, ma sono abituato, da filosofo prestato al mondo della legge, alla complessità (eredità filosofica) e alla sistematicità (eredità legale) del pensiero. Partecipando a una discussione, anche questa social, ma tra pochi intimi, tra chi propugnava politiche di espulsione di tutti gli immigrati e attacchi di guerra ai paesi dove si sta radicando l’Isis e chi invece bollava questi pensieri come leghisti, parafascisti e guerrafondai, mi sono accorto di come la realtà, anche questa realtà, sia veramente molto complessa e come tutti possano avere ragione e, contemporaneamente, torto.

NoteVerticali.it_Guerra_GolfoRichiamando ciò che proviene dalla musica, in molti, forse tutti, stiamo prendendo posizioni come se esistessero solo due o tre tonalità o solo quattro o cinque note o solo il fortissimo o il pianissimo. Posizioni ben definite, incuranti di tanti altri aspetti. Io non ho posizioni. Ma, appunto, abituato alla complessità, vorrei qui solo esporre alcuni elementi, che non sono, di per sé, né pro o contro la guerra, ma elementi di fatto. L’ordine è inevitabilmente sparso perché, come insegna la complessità del pensiero, tutti questi punti si intrecciano fra loro a mo’ di reticolo, senza una gerarchia o una priorità e, forse, anche senza una conseguenzialità.

1) La guerra è già in atto, e sin dal 1991, con il conflitto del Golfo in Iraq e Kuwait. Nello stesso Iraq se ne è fatta un’altra basata su bugie, come quelle delle armi chimiche che sarebbero state in possesso di Saddam Hussein, cosa su cui molti dubitavano e che poi si è, infatti, rilevata infondata. Sono seguite persino le scuse dell’ex premier inglese Tony Blair, solo qualche settimana fa.

2) Questi attacchi terroristici sono da considerare atti di guerra? Se considerati con il pensiero del Novecento, no. Forse, però, dobbiamo noi mutare questo pensiero e allargare il concetto di guerra, e quindi si. Ma, come detto, la guerra è già in corso. L’occidente l’ha dichiarata e non sempre è stata guerra difensiva. Anzi, quasi mai.

3) L’Isis ha molte fonti di finanziamento. La vendita clandestina, e a volte anche alla luce del sole, del petrolio. Donazioni di grande valore da ricchi arabi. L’appoggio, tra i tanti paesi, dell’Arabia Saudita, degli Emirati, del Qatar e, indiretto, della Turchia, che combatte, come loro, i curdi. Tutti paesi con i quali l’Occidente è in affari a ai quali vende le armi.

4) Molte economie occidentali traggono linfa continua dall’industria delle armi. Non è una invenzione pacifista che le guerre, a volte, siano state inventate, o perlomeno forzate, proprio per foraggiare questa economia. Quanto mai attuale la domanda di Papa Francesco: chi ci guadagna?

NoteVerticali.it_Guerra_Siria5) Forse, la vera guerra andrebbe fatta anche a chi produce la guerra, a chi fabbrica armi. L’uomo è bravo a produrre egli stesso strumenti della sua morte, che siano armi o sigarette o droghe pesanti. Ma è troppo complesso (appunto) perseguire politiche mondiali di distruzione di ciò che ci distrugge. Intervenire solo alla fine, e con un rimedio che è molto simile alla malattia, finora non ha risolto i problemi.

6) L’Isis è l’ennesima “creatura” americana sfuggita di mano (lo ha ammesso Hilary Clinton): prima serviva per combattere l’Iran, come Osama Bin Laden serviva per combattere i russi ecc. ecc. ecc.. Inoltre, è da tenere presente che in questo momento è in corso una guerra civile tra musulmani sciiti, come i curdi e gran parte di Al Qaeda (quelli dell’11 settembre 2001 a New York, per intenderci), e musulmani sunniti, tra i quali c’è la maggioranza palestinese e quelli del l’Isis. Conviene all’occidente intromettersi? E ancora: tutti gli attentati sono stati compiuti come vendetta per le bombe sganciate in Siria e Iraq. Conviene continuare questa reazione a catena o, con intelligenza e saggezza, interromperla, magari lanciando noi un ultimatum? (Del tipo: ce ne andiamo da tutti i posti, ma al primo attentato ci torniamo, e tutti insieme, e senza remora alcuna).

7) Le guerre, sia quelle tradizionali che quelle contemporanee, non si possono vincere solo con i bombardamenti aerei.

8) Molti esperti annunciano che ci saranno attacchi terroristici anche in Italia. Ma prima ancora di loro sono stati minacciati dai vari siti arabi legati all’Isis. Quindi, se due più due fa quattro…

9) Chi, citando la ‘solita’ Oriana Fallaci, pensa sia una guerra di religione deve prendere atto che le fila sono mosse dalle finalità di profitto. Utilizzando lo strumento più veloce ed adatto per creare odio e fomento, ossia quello religioso.

10) Chi, citando il ‘solito’ Tiziano Terzani, pensa che rispondere con la violenza non possa che generare altra violenza, deve ricordarsi che Hitler fu fermato con la guerra. In tempo per salvare l’Occidente, ma non certo così presto per salvare milioni di persone comunque uccise dalla sua follia e dalla sua brama di potere e denaro.