Il gusto della memoria: intervista a Cecilia Pagliarani

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NoteVerticali.it_Cecilia-PagliaraniPer il quarto anno consecutivo, Roma ha celebrato i ricordi attraverso le immagini, nel Festival del cinema vintage “Il gusto della memoria”. Il tema di quest’anno è stato “La storia dal basso”, raccontata attraverso immagini comuni, per celebrare il passato attraverso un occhio diverso e non ufficiale. Abbiamo incontrato la codirettrice del Festival, la montatrice Cecilia Pagliarani, che ha coordinato la manifestazione patrocinata dall’UNESCO insieme all’artista Manuel Kleidman. 

Come è nato il progetto del festival?
Nel 2009 nasce l’archivio Nosarchives, con un primo fondo di quattromila pellicole. Arrivati a diecimila bobine di filmini amatoriali, ci siamo chiesti come renderli visibili dal pubblico normale, ai giovani registi e non solo, ai broadcaster che ci conoscevano grazie alla nostra presenza alla conferenza mondiale degli archivio FIAT IFTA. Cosi è nata nel 2012, l’idea di creare prima una rassegna, che dal 2013 si è trasformata in concorso vero e proprio.

Essendo fondatrice e organizzatrice del festival e avendo lavorato già con Gianni Amelio, ci può parlare della vostra collaborazione?
Il festival, come l’archivio, è stato fondato con la collaborazione del mio socio Manuel Kleidman senza il quale tutto ciò non potrebbe esistere. Gianni Amelio lo conosco da 20 anni. E’ sempre un onore ed una vera esperienza di vita lavorare con lui. Ridiamo, scherziamo, riflettiamo insieme. E’ bellissimo il nostro rapporto ed ora stiamo lavorando in co-regia, sottobraccio. E’ una grande soddisfazione per me.

Cecilia Pagliarani con Gianni Amelio
Cecilia Pagliarani con Gianni Amelio

Si è da poco conclusa la quarta edizione del festival. Che bilancio trae dalla manifestazione e perchè la scelta di un tema così particolare, “La storia dal basso”?
Il 2015 è l’anno dei grandi anniversari: il centenario dell’ingresso italiano nella Grande Guerra, i 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma anche i 50 anni dalla prima passeggiata spaziale e i 40 dalla nascita di Microsoft. Insieme all’Istituto Luce, partner del festival abbiamo lanciato questo laboratorio di creazione e di riflessione sulla Storia vista dell’occhio del privato. Quello di tutti noi.

Cosa si è proposta con questa iniziativa l’associazione “Come eravamo”?
L’associazione ha come finalità il recupero e la diffusione della memoria del cinema amatoriale e sta interessando un numero sempre crescente di partner istituzionali, come per esempio l’Unesco.

Quanti sono stati i partecipanti all’edizione 2015 del Festival?
Iscritti 30, per 15 film presentati.

Che progetti ha per il futuro?
Vorrei che il nostro festival diventi europeo, con partecipanti da tutte le scuole di cinema d’Europa. Mi piacerebbe anche creare degli appuntamenti targati “Il gusto della memoria“, un po’ in giro per il mondo, una scusa per andare a raccogliere i materiali amatoriali di famiglie in luoghi lontani.