Il sapore del successo: quattro chiacchiere con Sienna Miller, Bradley Cooper e Riccardo Scamarcio

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Abbiamo partecipato alla conferenza stampa a Roma per la presentazione del film diretto da John Wells.

Roma, ottobre. Non è da tutti i giorni poter avere a disposizione Bradley Cooper, Sienna Miller e Riccardo Scamarcio per scambiare con loro quattro chiacchiere. Bene, oggi la fortuna gira dalla mia parte, quindi mi godo la conferenza tenutasi all’Hotel De Russie a via Del Babuino. Fuori piove ma i nostri divi sono molto allegri e disponibili a domande e curiosità.

NoteVerticali.it_BradleyCooper_IlSaporeDelSuccesso_1Bradley, ti sei ispirato a qualche personaggio o programma di cucina?

Bradley Cooper: “Io sono cresciuto guardando programmi di cucina, ce n’erano due in particolare che seguivo e mi piacevano. Oltre alla formazione che ci hanno dato gli chef per preparare il film, io ho seguito diverse cose sulla cucina, tra cui ‘Boiling Point’, che è stato un documentario televisivo che ha fatto da apripista a tantissime altre perché ha seguito Gordon Ramsay mentre tentava di farsi assegnare la terza stella Michelin. E’ stato qualcosa di completamente innovativo perché è stata la prima volta che il pubblico ha avuto l’opportunità di dare un’occhiata dietro le quinte, di andare a vedere veramente cosa succedeva in cucina, si vedeva qual era l’intensità, il dramma ed è stato questo che ha fatto presa e lanciato poi tutte le serie e i programmi sulla cucina”.

Bradley, Sei competitivo anche nella vita o solo nella parte interpretata nel film?

Bradley Cooper: “Io sono molto competitivo con me stesso e quello che mi piace moltissimo del cinema è che in realtà tutti noi siamo insieme per raccontare una storia, perseguire quelle che sono le indicazioni del regista. La cosa meravigliosa è poter lavorare accanto ad attori della bravura di Sienna o di Riccardo, loro sono stati per me grande fonte di ispirazione. In un certo senso credo sia un po’ l’opposto di quello che succede nel mondo degli chef, dove magari gli chef rivaleggiano, ma lo dico anche nei panni di Adam Jones verso la fine del film, la presenza e l’aiuto degli altri mi rende migliore. A me piace condividere e collaborare con gli altri per creare un legame, ed è quello che abbiamo fatto in questo film dove in particolare eravamo sottoposti anche alla pressione del cucinare davvero. Io e Riccardo ad esempio non ci vedevamo da tanto tempo, ma appena è accaduto ci siamo messi a ballare proprio perché è il segno di quello che ci unisce e lo trovo molto importante”.

Riccardo, cosa avete cucinato e cosa vi siete insegnati reciprocamente?

Riccardo Scamarcio: “Abbiamo fatto una cena a casa di Bradley alla fine delle riprese in cui tutti insieme abbiamo cucinato per noi, questo un po’ per dire che anche per me è stato importante il ruolo della condivisione, soprattutto per me, essendomi trovato in cast con una lingua diversa. Mi sono trovato “really welcome” ed è nato tutto in un modo davvero spontaneo.

NoteVerticali.it_BradleyCooper_SiennaMiller_IlSaporeDelSuccesso_3Sienna, in questo film l’amore è andato di pari passo con la cucina. Nel precedente, “American Sniper”, l’amore era legato al tema della guerra. Come si sono evoluti i vostri personaggi?

Sienna Miller: “Si tratta sicuramente di progetti estremamente diversi, l’esperienza che abbiamo avuto nel fare American Sniper è stata molto profonda anche perché quella è una storia vera, molto carica, molto piena. È stato molto bello passare a quest’altra esperienza come l’ha fatto Bradley, con la poliedricità che lo contraddistingue, è sicuramente la schizofrenia che è alla base di ogni attore. In questo film è stato interessante vedere come questi due personaggi siano inizialmente molto chiusi, ma che lentamente si aprono l’uno verso l’altro.

Bradley, nella vita sei più un lottatore solitario o di squadra? 

Bradley Cooper: “Fare cinema è qualcosa che mi fa stare bene che è molto diversa ad esempio dal dipingere o dal giocare a golf. Come ha detto Riccardo ‘l’essere forti quanto l’anello più debole della catena’, l’interrelazione, tutti che dipendono da tutti. Noi abbiamo passato tre settimane insieme a cucinare nello stesso ambiente e tutti quelli che erano presenti a parte noi attori, erano tutti chef. Il regista è stato il primo ad unirci pretendendo che noi cucinassimo davvero e insieme. Se avessi fatto tutto da solo non saremo arrivati a nulla, non avrei cucinato neanche un piatto ed il piatto è stato il simbolo del prodotto ottenuto lavorando insieme.

Quanto è stata importante la figura di Gordon Ramsey come ispiratore del personaggio? 

Bradley Cooper: ”Marcus Wareing è stato lo chef che ha creato tutti i piatti che vedete nel film, la sua brigata è stata quella costantemente presente sul set ed è stato lui che io continuamente osservavo e a cui chiedevo di mostrarmi. Molti dei dettagli che vedete nel film sono cose che ho visto fare a lui, come ad esempio utilizzare la parte posteriore del cucchiaio per assaggiare il cibo prima che venisse servito o il dorso della mano per sentire la temperatura del pesce. Io ho avuto modo di collaborare molto da vicino con Gordon Ramsay, molti dei documentari o delle trasmissioni televisive che ho guardato per prepararmi sono incentrate su di lui e Marco Pierre White anche lui stellato Michelin.

Quali sono i coltelli che ogni attore si porta dietro, come uno chef in cucina?

Bradley Cooper: “In realtà i coltelli che noi ci portiamo dietro siamo proprio noi stessi, il nostro corpo e ola nostra voce, si tratta di una forma d’arte molto particolare, usiamo solo ed unicamente noi stessi.”

Vi piace cucinare?

Sienna Miller: “Io adoro cucinare, mia madre è una bravissima cuoca. I ricordi più belli che ho sono intorno ad una tavola a mangiare, come momento che unisce e amore nel dedicasi alla cucina. Si, è una cosa che amo da morire.

Riccardo Scamarcio: “Io adoro cucinare perché è aggregante, è una fantastica azione aggregante.

Bradley Cooper: “Anche a me piace tantissimo cucinare, ho imparato direttamente da mia nonna che costantemente mi metteva alla prova e mi giudicava anche, ma era un bel modo di crescere e di imparare. Ho lavorato anche professionalmente nell’ambito come cuoco addetto alle preparazioni, quindi in certo senso mi ha aperto gli occhi avendo imparato tanto e ha contribuito alla mia gioia per lavorare per gli altri e per me stesso.”

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