Céline e le sue donne, tra amore e denaro

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Adelphi pubblica “Lettere alla amiche” di Louis-Ferdinand Destouches: 257 pagine e un carteggio intercorso tra il 1932 e il 1935

NoteVerticali.it_Lettera_alle_amiche_Celine_cover“Buona, ammirevole Molly, vorrei se può ancora leggermi, da un posto che non conosco, che lei sapesse che non sono cambiato per lei, che l’amo ancora e sempre, a modo mio… Ho conservato tanta della sua bellezza in me, così viva, così calda che ne ho ancora per tutti e due e per almeno vent’anni ancora, il tempo di arrivare alla fine. Per lasciarla mi ci è voluta proprio della follia, della specie più brutta e fredda”.
(L.F.Céline – Viaggio al termine della notte)

Con queste parole Ferdinand, alter ego letterario di Céline, ricorda, nel suo più famoso viaggio, la storia con Molly, una prostituta americana che si prese cura di lui durante il suo soggiorno statunitense. L’abbandono ed il rifiuto della donna amata, dell’unica speranza in un futuro possibile, rappresenta l’eccezionalità di un soggetto umano  che dal momento zero della sua comparsa nel mondo letterario francesce alla solitudine della morte si è “rappresentato” come coacervo eterogeneo di contraddizioni. L’aneddoto di Molly è sempre sembrato un istante unico e magico nella letteratura di Céline; uno spiraglio da cui fosse possibile penetrare un po’ più nella soggettività chimerica di un autore complesso e contrastante; che dai successi della trilogia autobiografica alle posizioni apertamente antisemite e razziste dei pamphlet ha da sempre diviso e fatto discutere.

Ad oggi – tuttavia – sulla scrivania di chi studia l’anomalia céliniana sarà possibile rintracciare un nuovo capitolo della saga: le 257 pagine dell’inaspettato gioiello pubblicato da Adelphi: “Lettere alle amiche”, A distanza di più di 80 anni dalla loro redazione vengono pubblicate una serie di lettere che il dottor Destouches invia a sei donne, quasi tutte sue amanti, tra il ’32 e il ’35. Ascrivibili allo stile greve, sgrammaticato e tendenzialmente dialettale dell’autore, le lettere irrompono nella scena della sua letteratura acquistando un valore immenso, che si esprime nella sua particolare visione delll’amore, del denaro e della femminilità.

NoteVerticali.it_CelineIl tempo della corrispondenza delle “lettere” è quello che vede l’ascesa del dottore Destouches da medico in miseria ad autore affermato prima e perseguito poi. Le donne, fissazione di Céline, sembrano in questo caso essere le uniche portatrici di un istintività che lo attrae. Una istintività intesa come unico momento eccezionale della miseria della vita, unica “vita vera”, se la volessimo dire alla Pasolini. La Donna è, dunque, archetipo primordiale, e l’incontro con questa primordialità è il suo unico desiderio.

L’amore diventa così il protagonista indiscusso dell’opera, e lo è nella sua accezione anti-romantica e molteplice: non esiste una sola donna da amare ed è impossibile non amarne più di una. Tanto è vero che Céline si prenderà perfino cura delle sei donne, dispensando – a modo suo – addirittura consigli sull’amore e sulle inconvenienze della quotidianità: «Impari a far l’amore “da dietro”. É una cosa che aiuta tantissimo a far contenti gli uomini senza alcun rischio. Davanti è una rovina. Attenzione! Massima attenzione!».

Il Céline che traspare e ancora una volta l’individuo respinto dalla società borghese, ossessionato dal denaro e ostinato nelle bagarre del eros. Il miserabile con un unico desiderio sfrontato, violento e rivoluzionario: rassomigliare a se stesso.

Louis-Ferdinand Céline,  Lettere alle amiche, 257 pagine, 15 Euro, Adelphi, in libreria da febbraio 2016