Erri De Luca: il diritto di “parola contraria”

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NoteVerticali.it_Erri De Luca_La parola contrariaLa vicenda giudiziaria che coinvolge Erri De Luca appassiona da ormai diverso tempo coloro i quali dibattono di libertà di espressione sia in televisione che sui giornali, e prende avvio a partire da due interviste rilasciate dallo scrittore e autore del libro nel 2013, nel mese di settembre. L’accusa nei confronti di De Luca è di istigazione al sabotaggio della TAV in costruzione nella Val di Susa. Nell’udienza del 9 giugno 2014 viene stabilito il rinvio a giudizio per il giorno 28 gennaio 2015, ma – come si legge all’interno del libro – lo scrittore decide di non prendere parte a nessuna delle due udienze. Da qui, la scelta di raccontarsi e di parlare ai lettori di un diritto violato, quello di “parola contraria”.

La prima considerazione da fare su questo testo è che – per quanto sia stato in parte elaborato attraverso uno stile giornalistico e asciutto – non delude le aspettative nella sua concretezza contenutistica. Si tratta, indubbiamente, di un testo di grande intensità emotiva. Questo è dimostrato da passaggi nitidamente raccontati di una giovinezza di grande fermento interiore: la ricerca di un’identità, di un’idea di perseguire e di un progetto di cui far parte. Il George Orwell di “Omaggio alla Catalogna” è fonte primaria di ispirazione, tanto da indurre l’autore a ricordarlo come “il primo picchetto piantato di una mia tenda accampata fuori da ogni partito e parlamento”.
Seguono menzioni di diversi altri avvenimenti storico-politici, come le traversie affrontare da Pier Paolo Pasolini o il rovesciamento di Salvador Allende nel 1973 con un colpo di stato militare. Cita “Lotta Continua” e la sinistra rivoluzionaria nelle sue azioni più ardite, ma soprattutto Erri De Luca punta a rivendicare per lo scrittore intellettuale un ruolo che non sia di mera promozione delle proprie opere, ma di ispirazione, cogliendo una sottile somiglianza con il Goethe de “I dolori del giovane Werther”, citato dallo stesso autore, e alla cui pubblicazione seguirono diversi casi di suicidio.
In sintesi, De Luca richiama l’attenzione sul ruolo sociale di un intellettuale (come – perché non ricordarlo – fece una forte Virginia Woolf ne “Le tre ghinee”).

NoteVerticali.it_Erri De Luca_2015Questo testo si rivela tanto breve quanto denso di contenuti. De Luca entra nel vivo della sua complessa vicenda giudiziaria citando l’art. 21 della Costituzione Italiana sulla libertà di espressione (“l’accusa contro di me sabota il mio diritto costituzionale di parola contraria”) ma la difficoltà maggiore resta nello scardinare la ormai radicata idea che tra le parole di De Luca e quanto accaduto successivamente in Val di Susa vi siano delle connessioni.
Il testo si conclude con la prima intervista rilasciata da De Luca l’1 settembre 2013 nella sua versione integrale. E a noi lettori resta il compito non semplice di riflettere attentamente sul significato della parola libertà.

Erri De Luca, La Parola Contraria, Feltrinelli, 2015.