Esti, ultimo romanzo di Péter Esterházy che gli sopravvive

Esti è un titolo, anzi, è il titolo del romanzo pubblicato dallo scrittore ungherese Péter Esterházy.

Ed è il nome del protagonista cui ruota intorno tutto il romanzo stesso più dello stesso protagonista.

Addirittura, è il nome con cui l’autore veniva chiamato in gioventù. E con questo protagonista, Esterházy ha da spartire anche le nobili origini oltre che la passione per la scrittura.

Insomma: Esti è anche l’alter ego del suo creatore.

Ma non è possibile rinchiudere Esti in una sola definizione, che sia o meno speculare, così come non è possibile definire questo romanzo in una trama ben precisa.

La struttura non è delle più convenzionali e si presenta frammentaria suddivisa in pensieri lampo, in una sorta di motti e unita a citazioni, spesso letterarie, anche all’inizio di un capitolo. Ed il primo vero capitolo compare solo alla novantesima pagina circa per poi ritornare ad assottigliarsi, senza però più frammentarsi. Non c’è un vero centro nel flusso narrante, quasi onirico, se non in Esti che però è molto e ne è anche il contrario: è un uomo che è stato, o che sarà; è una donna così come è stato anche un cane. Esti è un personaggio letterario che assume gli aspetti che la fantasia del suo autore gli attribuisce, partendo dalla propria biografia per poi abbandonarsi alla pura creatività. Con arte, ma non a caso, arrivando perfino egli stesso a dialogare indirettamente con la sua creatura: Avevo oltrepassato metà della mia vita quando, in una ventosa giornata di primavera, mi venne in mente Kornél Esti, venne in mente a Kornél Esti (scrissi io in una ventosa giornata di primavera).

Esti appartiene a vari luoghi e a vari paesi, perché li ha visitati o meglio vissuti perché lui è Jedermann (Ognuno, dalla leggenda di Ognuno). Altrimenti detto Everyman od Ogniuomo del medioevale morality play. In una parola: ogni essere umano, l’uomo in sé.

Kornél Esti visse, dopo di che morì. A che cosa è da ascrivere questo, alla vita o alla morte? Si è chiesto Esterházy a un certo punto del romanzo. Sarebbe bello vivere ancora un pezzo.

E lo stesso autore è morto nel 2016 a sei anni dalla prima pubblicazione del libro. Esti, suo alter ego, gli sopravvive uscito postumo nel 2017 pubblicato dalla Feltrinelli Editore.