Francesco Piccolo ci insegna come sorridere nei “momenti di trascurabile infelicità”

NoteVerticali.it_Francesco Piccolo

“Quando arriva quel giorno dell’estate in cui si cominciano a fare le insalate di riso.”

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NoteVerticali.it_Francesco Piccolo_Momenti di trascurabile infelicitàSi prende tra le mani questo libro con la sensazione di aver già vissuto questo momento: potremmo forse definirlo un momento di trascurabile serenità, perché si rivela immediatamente rassicurante scoprire che si può sorridere anche di fronte all’infelicità.
Seguito ideale di “Momenti di trascurabile felicità”, che abbiamo qui recensito, ci troviamo ancora una volta di fronte all’ironia e alla freschezza comunicativa di Francesco Piccolo. Questo libro è ricco di brevi frammenti di vita di fronte ai quali non si può che sorridere, e anche riflettere: il linguaggio criptico della televisione (“quando non capisci di cosa parla una pubblicità, allora vuol dire che è una pubblicità di una macchina”); il rapporto con la famiglia e in particolar modo con i figli, così diversi tra loro e meritevoli di incondizionato amore, come rivelano i diversi aneddoti che hanno per protagonista “il giapponese”, secondo figlio di Piccolo e consorte; la rassegnazione di fronte ad alcune realtà della vita di relazione (“quella volta che lei mi ha detto: io posso immaginare di vivere senza di te, tu non puoi immaginare di vivere senza di me”).
Ancora una volta la formula di Piccolo si rivela vincente: la scelta di raccontare e di raccontarsi in frammenti di poche righe (solo in alcuni casi gli aneddoti sono più prolissi) rende la lettura rapida, mai noiosa e davvero frizzante.
NoteVerticali.it_Francesco PiccoloQuesto libro rivela il secondo volto della vita, e se con “Momenti di trascurabile felicità” ci si ritrovava a riflettere su quante volte nella vita diamo poca importanza ad istanti in realtà forieri di pura gioia, con “Momenti di trascurabile infelicità” si impara a comprendere la tristezza, a convivere con la realtà, ad apprezzare anche la difficoltà che si accompagna a quella grande impresa che è l’esistenza.
Consigliato sia per una lettura sotto l’ombrellone, sia per chiudere il percorso iniziato con il primo libro. Si avverte, giunti all’ultima pagina, un senso di compiutezza.

Francesco Piccolo, “Momenti di trascurabile felicità”, Einaudi, 2015.