Piccolo e i delicati e diffusi istanti di “trascurabile felicità”

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NoteVerticali.it_Francesco Piccolo_Momenti di trascurabile felicità“Poi la incontri ad un concerto. Andate a bere una birra prima che cominci. Lei ti dice che non parte più perché Roma come è ad agosto non è mai più. Tu non le dici che pensi esattamente la stessa cosa perché ti sembra stupido. Stai zitto. Però capisci che quest’anno farai le tue vacanze in città con lei.”

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Premio Strega nel 2014, sceneggiatore di film come Caos Calmo, Habemus Papam, Il Capitale Umano, in “Momenti di trascurabile felicità” Francesco Piccolo ci porta alla scoperta di istanti di vita apparentemente comuni e – appunto – trascurabili, nascosti ma preziosi. Per quale motivo, però, preziosi?

Prima di tutto, ciò che rende questo libro interessante è probabilmente la capacità di raccontare episodi di vita quotidiana secondo un punto di vista differente. Diamo uno sguardo al nostro presente: la confusione delle giornate che si susseguono tra un impegno e l’altro; ansie e preoccupazioni; quel tempo che scorre rapido, che non ci dà modo di apprezzare gli istanti che perdiamo senza neanche rendercene conto. Il pensiero va al saggio Seneca, a quando nella sua opera De brevitate vitae scriveva “non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto”. Dunque questi istanti si rivelano preziosi perché riescono a tenerci legati alla vita con accettazione (“tutte le cose che bisogna fare, mi piace rimandarle…”) con ironia (“come recuperare un martello frangivetro da una teca di vetro se non usando un martello frangivetro?”), con malinconica speranza (“chi è questo essere umano a cui sto concedendo il mio amore […]? È l’essere speciale che mi sembra di aver intuito, o è un mostro che mi sembra di temere?”). Tutto quello che rinviamo, il momento esatto in cui pensiamo a qualcosa, quell’attimo colto all’improvviso, quella frase non detta ma pensata così intensamente da aver quasi rischiato di pronunciarla: è vita anche questa.
In secondo luogo, la scelta di narrare attraverso aneddoti dettagliati e slegati gli uni dagli altri può esser considerato un elemento di forza di questo romanzo: si offre al lettore la possibilità di fermarsi e pensare, di assaporare ogni momento di trascurabile felicità con un sorriso o con amarezza, di rivedersi in alcuni comportamenti, fra tutti lo stare chiusi nel bagno di qualcuno per curiosare tra i prodotti che lì vi si possono trovare. Si respira e si riprende la lettura, che può essere esaurita in una giornata o due.
Si tratta di un libro fresco, sicuramente adatto alla stagione estiva, e che lascia dietro di sé una scia di leggerezza.
Edito da Einaudi nel 2010, Momenti di trascurabile felicità è in conclusione un romanzo che mantiene la sua promessa: parlare di felicità a chi ha scelto di scoprirla anche dove meno pensava di trovarla.

Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità, Einaudi, 2010.