La chimica della bellezza: Piersandro Pallavicini ci racconta la scienza intrisa di umanità e humour

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Lavora con le immagini e le parole, si nutre di musica e di sapere, condivide le sue passioni ed il loro valore.

Abbiamo incontrato a Milano l’autore del nuovo romanzo edito da Feltrinelli ambientato sulle sponde del Lago Maggiore noteverticali.it_piersandro_pallavicini_la_chimica_della_bellezza_feltrinelli_5 Questa settimana abbiamo partecipato alla presentazione de “La chimica della bellezza“, il nuovo romanzo di Piersandro Pallavicini edito da Feltrinelli, in libreria dal 15 settembre. Nonostante il caldo afoso che questo settembre ancora ci regala, giusto per farci ricordare che l’estate non è ancora conclusa, e la fiumara di turisti e non, che affollano Milano, ci rechiamo, verso il centro. L’appuntamento è alle ore 18, presso la casa editrice. Ad accoglierci troviamo l’autore, che da lì a breve ci spiega come è nata l’idea di questo libro.

Ho preso spunto da un esperienza vissuta quando ero già ricercatore all’università di Pavia. Era il 1990, e organizzammo il 1° convegno italiano di chimica supramolecolare al quale partecipò anche J.M Lehn, fondatore e ideatore della chimica supramolecolare, Premio Nobel nel 1987…”. Pallavicini continua spiegandoci come da quell’incontro ha compreso quale sia la figura perfetta di uno scienziato, colui che non fa distinzione tra il professore ed il ricercatore, che stima ed ha un rispetto uguale per tutti.

Una caratteristica che ritroviamo anche nell’autore che con semplicità e cortesia, pazientemente risponde alle domande dei presenti. Il tempo vola veloce, è un piacere ascoltarlo. Attraverso i suoi discorsi riesce amabilmente a demolire la figura dello scienziato cupo, folle, solitario, sempre chiuso nel proprio laboratorio, descrivendolo invece come una persona assolutamente normale, con i propri valori, le proprie passioni, dove gli affetti hanno un’importanza fondamentale. Proprio come Massimo Galbiati, docente di chimica di una tranquilla università di provincia, e protagonista-narratore del romanzo.

noteverticali.it_piersandro_pallavicini_la_chimica_della_bellezza_feltrinelli_3In una sera di ottobre, Galbiati viene convocato telefonicamente da un ex collega, l’ultracentenario Virginio de Raitner, stimato e venerato Professore, da trent’anni in pensione ma che conserva uno studio in Dipartimento che tutti chiamano il laboratorio chiuso. De Raitner gli chiede, anzi quasi, gli ordina, di accompagnarlo ad un convegno. Il viaggio comincia a  bordo della Jaguar coupè di proprietà del Professore: a tener compagnia ai viaggiatori ci penserà Pirloux, un bassotto fonofobico e mordace.

Inizia così il racconto, ambientato sulle sponde del lago Maggiore. Sulla scia delle commedie noir fine anni ’50, tra misteri e rancori, ilarità ed umorismo, il protagonista ci accompagnerà nel mondo articolato della chimica, dei suoi reali protagonisti e delle rivelazione che hanno cambiato il nostro quotidiano. Affascinante e motivatamente speranzosa, la narrazione aiuterà il lettore ad abbattere i pregiudizi che si potrebbero avere nei confronti di questa disciplina.

Sono le 18.40, l’appuntamento si può dire concluso, giusto il tempo di un drink-book. Sorseggiamo un buon cocktail di color azzurro come la copertina del libro, appositamente creato per l’occasione. Ci dilunghiamo in chiacchiere informali, giusto il tempo di una dedica sul libro.

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Piersandro Pallavicini, La chimica della bellezza, Feltrinelli Narratori, 270 pagine, in libreria dal 15 Settembre 2016.