Magari domani resto: l’inno di speranza di Lorenzo Marone

Portrait of Lorenzo Marone, juillet 2016 Photographie ©Leonardo Cendamo/Leemage

Lavora con le immagini e le parole, si nutre di musica e di sapere, condivide le sue passioni ed il loro valore.

Oggi v’invito a leggere il nuovo libro di Lorenzo Marone, “Magari domani resto“: è un inno di speranza in chiave partenopea. Abbiamo incontrato l’autore nella sede milanese della casa editrice Feltrinelli.

Se lo senti parlare, Marone ti può raccontare di qualsiasi cosa, ma quando parla della sua città, dei personaggi che la compongono è difficile non sentirti parte di quella dimensione, un mondo nel mondo.

“Io viaggio spesso per lavoro e per piacere, ma tutte le volte che torno a Napoli, lì e solo lì mi sento a casa: ho visitato posti magnifici, città meravigliose e luoghi incantevoli, ma Napoli per me rimane la mia città, e questo lo comprendo ancor meglio, quando sono lontano…quasi naturalmente uno è portato a raccontarla… Avevo voglia di parlare di una Napoli popolare, servirmi della città perché In quelle zone a livello descrittivo puoi fare quello che vuoi”.

E’ difficile seguire il discorso perché, ad ogni sua affermazione, ti ritrovi a pensare quanto sia vero quello che dice anche quando ti spiega chi è Luce, come sia nato questo personaggio, la protagonista del romanzo, quanto gli appartenga nonostante sia lui un uomo a scrivere di lei e per lei.

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“Quando inizio a scrivere una storia io parto sempre da un’idea molto vaga per un certo numero di pagine… Mi ritrovo a girare senza punti di riferimento, poi all’improvviso scatta la scintilla che mi fa entrare nel vivo della storia… Luce è un po’ la mia proiezione, quello che vorrei essere… vivere con leggerezza ed ironia ti permette di attutire in qualche modo le botte della vita vivendola appieno anche quando hai un tuo rigore morale, ma nonostante tutto t’impegni perché vuoi  migliorare la tua situazione… Certo, è molto poco meridionale ma in fondo, anche se quel Magari domani resto” ricorda il “mo’ vediamo” tipicamente napoletano”.

Luce è una Femmena del sud, una giovane avocatessa dal carattere forte che lotta come un leone in gabbia per affermarsi in una società maschilista. Impresa molto difficile per quelle donne che vivono nei quartieri spagnoli di Napoli, dove la vita è già “dura” di per sè. Ma nonostante tutto affronta il suo quotidiano sospirando alla luna, con il sorriso di chi sa che può farcela, e ce la farà.

“Mia madre si è premunita di insegnarmi il Padre Nostro, l’Ave Maria, il Credo e l’Eterno Riposo, ma non mi ha insegnato come ricambiare un gesto di affetto, come non fuggire con lo sguardo davanti a una persona che ti mostra il suo dolore, in che modo aiutare chi ti tende la mano. Per il resto ci ha pensato papà, anzi la sua assenza, che mi ha spinta a costruirmi questo strano personaggio schietto, forte, che non ha bisogno di nessuno e crede di non conoscere il dolore. Il tocco finale al mio caratteraccio l’ha dato, infine, Napoli, la mia città, anzi i Quartieri Spagnoli, il posto dove sono nata e cresciuta, che mi hanno costretta a diventare anche sospettosa, curiosa e moralmente incorruttibile-.

Ma un giorno si ritroverà a seguire la causa per l’affidamento del figlio di un camorrista che tenterà di dimostrare l’inadeguatezza della madre. E così entreranno nella sua vita Carmen, una madre, senza forma né modi, col suo essere spartano e semplice cercherà di riuscire a dare un futuro migliore al proprio figlio, e poi Kevin, un bambino educato, rispettoso e profondamente sensibile, che con il suo essere indurrà Luce a riconsiderare le sue scelte di vita.

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E’ difficile a questo punto evitare di sentirsi coinvolti. Lorenzo Marone, con la sua capacità narrativa ti rende spettatore protagonista, come nei film di Luciano De Crescenzo, dove non ti limiti solo a vederlo, ma ti ritrovi involontariamente a viverlo .

Una iniezione di fiducia, scritta dolcemente tra le righe, perché – come dice Luce – “Ci proviamo tutti a spiccare il volo…basta solo un pò di cazzimma“.

 

 

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Lorenzo Marone, MAGARI DOMANI RESTO, 320 pag., Feltrinelli, 2017