Ogni ricordo un fiore: esordio letterario per Luigi Lo Cascio

NoteVerticali.it_Luigi_Lo_Cascio

Siciliana DOC, laureata in Comunicazione, non riesce a staccarsi da Roma nonostante tutte le contraddizioni e i problemi. Ama l'arte in tutte le forme espressive e adora leggere. E' alla ricerca di un po' di equilibrio

“Sono un tipico esempio di come agisca in maniera diffusa lo spirito incerto e schizoide dei tempi, per cui, mentre sto appena vivendo un’esperienza, mi sento accerchiato da tutte le cose che in quello stesso istante sto perdendo. E migro. Trasmigro.” (“Ogni ricordo un fiore”, Luigi Lo Cascio)

Ogni ricordo un fiore è un romanzo che, inizialmente, non ha la pretesa di essere un romanzo vero e proprio, invero nasce piuttosto da una suggestione, o meglio, da un insieme di suggestioni, idee, impressioni, incontri, ricordi, episodi di vita che Luigi Lo Cascio, piano piano cuce insieme, nel corso di un anno, e che solo successivamente danno vita al racconto che delinea la storia del protagonista: Paride Bruno.  “Nasce prima la scrittura e poi l’idea del libro. Ad un certo punto arriva qualcosa; per quel che mi riguarda non c’è un’idea (specifica) che io poi svolgo sotto forma di racconto. Arriva prima la scrittura: è un incontro, è una frase che ho sentito,è una storia che mi hanno raccontato, un improvviso ricordo che io scrivo e intorno al quale si crea una nebulosa di appunti e solo quando questa nebulosa inizia ad acquisire per me una forma accettabile da mostrare, allora a quel punto inizia a presumersi l’idea di libro.” Lo Cascio.

Il romanzo racchiude in sé 230 incipit, 230 romanzi potenziali, rimasti tuttavia incompiuti perché Paride Bruno non è mai riuscito a portarli a termine. Questo perché Paride soffre di una strana patologia: la sindrome dell’incompiutezza cronica, una sorta di deficit dell’attenzione, per cui, in qualsiasi impresa egli si cimenti, sia destinato a  fallire, a lasciarla in sospeso, incompiuta, in quanto incapace di concentrarsi completamente su di essa. Ciò rappresenta un grosso problema per Paride specialmente perché il suo desiderio è quello di diventare scrittore. Nel corso di un viaggio in treno da Palermo a Roma, di ritorno dal funerale del padre di un suo caro amico,  egli avrà modo di affrontare la sua patologia e cercare di superarla una volta per tutte. Ed è un viaggio lento, quello dell’Intercity, un viaggio che dilata il tempo, fatto di lunghe soste e di paesaggi che si succedono e cambiano e di viaggiatori che vanno e vengono.  Un viaggio che gli offrirà dunque milioni di spunti, di “cominciamenti” per le sue storie, e che gli darà modo di capire se è in grado di completare almeno uno di tali racconti in potenza, o se  sarà costretto a ” asciare all’incompiuto” la sua opera.

“Ho lungamente provato a cominciare”

Ogni ricordo un fiore, nei tentativi del suo protagonista, attraversa una varietà di storie e di generi diversi, in quello che può essere ritenuto un ulteriore esercizio di stile da parte di Lo Cascio che si affaccia, per la prima volta, all’arte dello scrivere. Ed è da quei frammenti vita, da quelle suggestioni, da quegli inizi che non volgono mai a termine, da quella delicata incompiutezza che s’intravede, piano piano, il profilo del protagonista e in cui si riflette, come in un gioco di specchi, l’immagine stessa del suo autore. Luigi Lo Cascio, infatti, spiega che nel romanzo c’è comunque “Qualcosa di me. Per un anno il tutto è stato legato a me, alla mia vita reale. Sempre uno scrittore fornisce autoritratti, perché se ha scelto di parlare di qualcosa in un libro, vuol dire che è un qualcosa che gli sta più a cuore (…) Uno non si presenta agli altri, in una forma calma e meditata come quella della scrittura, se non ci credesse veramente.” 

Ritroviamo dunque tutto l’universo letterario e il background culturale di riferimento di Lo Cascio, tra le pagine del romanzo, così come le sue personali affezioni ed esperienze di vita; ne è un esempio l’affettuoso ricordo e sentito omaggio ad Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, assassinato nel 2010; dalle parole di Paride quando l’intercity attraversa un tratto di strada lungo la costa nel Cilento.

“Che parte incongrua dell’Italia il Cilento, a metà strada tra Napoli e Cosenza, eppure dei boss sanguinari o dei padrini ha più carisma un pescatore, un sindaco che fa rivoluzione, che riesce a evitare infiltrazioni e impianta in queste coste il paradiso. Intorno il volto di Angelo Vassallo si avverte ancora.”

Ogni Ricordo Un Fiore, Luigi Lo Cascio, Feltrinelli editore, pp.336, 2018

Acquista su Amazon.it