Sara Rattaro: raccontare in punta di piedi le relazioni affettive

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Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...

Abbiamo intervistato la giovane scrittrice genovese, in libreria con il suo ultimo romanzo “Niente è come te”.

 


NoteVerticali.it_Sara Rattaro_Niente è come te

In un mondo sopraffatto dal rumore, raccontare in punta di piedi le relazioni affettive, fragili eppure preziose nella loro unicità sostanziale, significa in fondo saper dar loro il giusto registro. Sara Rattaro, scrittrice genovese tra le più apprezzate degli ultimi anni, sia in Italia che all’estero, sembra avere una predisposizione particolare per storie che, pur a voce bassa, arrivano dritte fino al cuore di chi legge.

Storie come “Niente è come te”, romanzo pubblicato da Garzanti, in cui la Rattaro ci racconta l’esperienza di Francesco e Margherita, un padre e una figlia adolescente divisi dal tempo e dalla distanza – lui in Italia, lei in Danimarca – che dopo dieci anni di lontananza possono finalmente ritrovarsi. Un incontro che celebra il ritrovarsi dopo tanto tempo, e che affida ai due protagonisti di questa storia una nuova esistenza, nel percorso, tutto da vivere, dell’affettività.

 

Nei suoi romanzi, da “Non volare via” a “Un uso qualunque di te”, fino a “Niente è come te”, il centro di tutto sembrano essere le relazioni affettive, che, pur nella loro imperfezione, sono scopo e ragione di vita per uomini e donne. È così?

Si è proprio così. Racconto quello che vedo intorno a me. Cerco concretezza e sentimenti profondi in cui ognuno si possa immedesimare.

NoteVerticali.it_Sara Rattaro_La sua è una letteratura ispirata alla realtà o è frutto in gran parte della sua fantasia?
Entrambe. “Un uso qualunque di te” è stato puro frutto della mia fantasia. “Non volare via” ha visto fondersi nella mia immaginazione due storie vere arrivate a me in tempi diversi e lontani tra loro. “Niente è come te” è una storia vera romanzata.

In “Non volare via” Matteo, il bambino protagonista, è vittima di un handicap che lo ha reso sordo dalla nascita. Ciò sviluppa in lui una sensibilità maggiore, che quasi spaventa gli altri protagonisti adulti, a partire dal padre. È d’accordo con questa interpretazione?
Sì, perché, come ripeto sempre nelle presentazioni, per essere straordinari non è necessario essere perfetti. Matteo ha una strada in salita e questo spaventa tutti quelli che ha intorno. Ma la strada è in salita per tutti, solo per motivi diversi, e Matteo la sua ha intenzione di percorrerla.

Oggi gli adolescenti (Alice in “Non volare via”, ma anche Margherita in “Niente è come te”) diventano grandi troppo in fretta. È la società che li vuole così?
A metà. Molti bruciano l’adolescenza, molti non ne escono più. L’equilibrio è un lusso che la nostra società sta perdendo senza lottare.

Nei suoi romanzi l’ambientazione familiare consente di affrontare tematiche legate ai conflitti interni ai nuclei familiari, che spesso sfociano in una incomunicabilità irrisolta, metafora quasi della nostra società figlia della comunicazione ma avara di comunicare se non superficialmente. Che rapporto ha con le nuove tecnologie?
Discreto. Le utilizzo ma cerco di non farmi utilizzare. Per il mio lavoro sono fondamentali. Mi permettono di sapere cosa pensano i miei lettori in tempi brevissimi, di rimanere in contatto con loro cosa per me importantissima. Ma mi piace proteggere la mia vita privata.

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È molto legata alla sua città, Genova? È fonte di ispirazione per i suoi romanzi? Se dovesse scegliere di trasferirsi, dove preferirebbe vivere?
Ho imparato ad amare la mia città e ora la vivo con serenità, ma resta una città in cui sarebbe necessario fare molti cambiamenti. Se avessi dei figli credo che appoggerei l’idea di farli andare via, se fosse possibile.

 

In “Un uso qualunque di te” descrive un tradimento di coppia. Se le capitasse nella vita reale, come reagirebbe di fronte a un tradimento? E se fosse lei a tradire?
Sono profondamente convinta che perdonare sia una delle cose più difficili da fare. Forse è vero che appartiene solo a Dio. Tornare insieme e passarci sopra non é perdono.

 

Ha mai pensato all’idea che le storie narrate nei suoi libri possano diventare film o acquistare nuova vita sulle tavole di un palcoscenico?

Ci penso spessissimo, tutte le volte che un mio lettore mi dice di aver “visto” il mio libro. Io scrivo per immagini e credo che la trasposizione in video sarebbe molto naturale.

NoteVerticali.it si occupa anche di musica e di cinema, oltre che di letteratura. Ci indichi una canzone e un film che rappresentano qualcosa di speciale per lei in questo momento?
“La differenza tra me e te” di Tiziano Ferro. Non c’è un motivo ma mi dà la carica e non mi stanco di ascoltarla.

Come si vede tra trent’anni?
A scrivere. Spero. E forse all’aeroporto ad aspettare un figlio che torna a Genova per le vacanze.

Di cosa parlerà il suo prossimo libro?
Sto lavorando su un’altra storia vera che racconta di una donna scampata a un femminicidio. Fortissima.

NIENTE E’ COME TE – Sara Rattaro
Editore Garzanti
219 pagine