The Program. Una nuova serie distopica firmata Susanne Young

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Palermitana di origini asiatiche. Amore per il cinema, le istantanee e le storie. Scrive per dar voce alle sue passioni e vivere la vita è la sua aspirazione più grande. “Carpe diem” il suo motto.

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Sloane e James, due ragazzi. Sloane e James due amici. Sloane e James, due entità distinte che però trovano nella loro unione, la forza di contrastare anche il più invadente dei processi mentali indotti: la rimozione dei ricordi.
Ci troviamo in un futuro non meglio identificato, come accade spesso nei romanzi distopici, in una società piegata da una nuova terribile “epidemia”. I giovani ragazzi infatti vengono infettati da questa nuova mortale “infezione della mente” che li spinge al suicidio. Per fronteggiare questo pericolo e diminuire i decessi, “qualcuno” pensa di istituire un Programma, che aiuti i ragazzi in procinto di suicidarsi ad eliminare dalla propria mente tutti i ricordi infetti e poter quindi essere reitrodotti nella società, di nuovo sani e soprattutto felici.
I protagonisti di questo romanzo sono due giovani innamorati. Sloane, è una ragazza dalla bella presenza, emotiva e particolarmente legata al fratello Brady (morto suicida) e alla sua amica Lacey, (una sopravvisuta reduce del Programma). Mentre James, è un affascinante giovane uomo, che si innamora della sorella minore del suo migliore amico, per l’appunto Sloane.
I due giovani inizialmente legati dall’amicizia e dal profondo affetto che provano nei confronti di Brady, finiscono con l’innamorarsi, di un amore puro, che più che in altre situazioni scava nel profondo delle loro anime per poi arrivare a superare quelli che appaiano essere gli ostacoli più impervi tra tutti.
Ma è quando il Programma, con i suoi istruttori, decide di prenderli, che la vera storia ha inizio.
Questo sistema, nato per sconfiggere la malattia del suicidio, ha lo scopo di cancellare ed eliminare tutto ciò che nella mente dei ragazzi provoca un dolore tale da pensare di cessare la propria esistenza meditando di suicidarsi. Emozioni, dolore, pianti, sorrisi isterici, diventano i segnali. Ed essere segnalati, pone davanti a loro un solo “tragico” destino: dimenticare.
James è l’unico faro di speranza nella vita di Sloane, dopo la morte del fratello. Quando James viene preso dal Programma, la giovane ragazza dovrà mettere da parte la paura e iniziare a lottare per difendere i propri ricordi e la propria identità.

The Program è il primo romanzo pubblicato in italiano dell’autrice americana Suzanne Young ed il primo di una serie.
Il libro si presenta con una prosa semplice e scorrevole. La Young usa la prima persona e il tempo presente, che potrebbe essere uno stile di scrittura che riporta alla mente quello diaristico, ma che in questo romanzo funziona. La storia raccontata direttamente dalla voce di Sloane, risulta molto pentrante e questo espediente è indicato per trasmettere le sensazioni della protagonista e sviluppare nel lettore un legame con essa. Sloane infatti ci racconta tutte le sue emozioni, ci racconta come si sente e le paure vengono direttamente trasmesse dalle sue parole.
La struttura è abbastanza schematica, il romanzo è infatti diviso in tre parti,con uno sviluppo nella parte centrale e finale che lascia il lettore senza fiato, in attesa di scoprire cosa succederà.
I protagonisti si muovono in uno spazio sociale che li soffoca, costretti a chiudersi in se stessi, impossibilitati a mostrare i loro stati d’animo. Un mondo distopico, che non affronta il dolore, che invece viene considerato come il male da eliminare definitivamente. Infatti al centro della storia non ci raccontate solo le vicende di vite spezzate, o di amori incondizionati, ma ci si pone di fronte ad uno dei grandi dilemmi della storia dell’umanità: l’importanza di essere.
Noi siamo, ma in quanto esseri viventi razionali, di cosa siamo composti? Siamo solo una massa organica organizzata composta da un corpo ed una mente? O siamo solo meri contenitori, ma con sviluppati centri operativi costituiti da ricordi che costituiscono i veri mattoni della nostra vita? E quanto è importante per noi avere il controllo dei nostri vissuti? Li metteremmo mai nelle mani di sconosciuti? Questi e molti altri quesiti vengono sollevati dalla lettura di questo romanzo.
Inoltre tutti possiamo immedesimarci con i protagonisti. Ragazzi, ma sopratuttutto persone, che nella vita hanno dovuto affrontare delle vicende spiacevoli, la morte, la separazione, il fallimento, l’incompresione. Chi di noi può sentirsi esentato da queste situazioni? Nessuno! E chi di noi sarebbe disposto a perdere tutti i ricordi, se pur dolorosi, che ci hanno permesso di essere quello che siamo, per dar spazio ad un essere emotivamente ed esperienzialmente vuoto?
Slone e James si troveranno a dover affrontare insieme questi disagi psico-fisici.
La lotta, come per tutti i distopici, riguarda la libertà. Ed in questo caso la libertà riguarda la possibilità di scegliere. La via del Programma è la via più facile. Dimenticare. Ma è davvero quello che vorremmo?
Un libro che è consigliato a tutti, non solo al target di young adult, ma anche agli “adult adult”.
Vi stupirà per come tratta temi difficili come il suicidio, il disagio, l’emarginazioni e l’integrazione.
Un buon inizio per il primo capitolo di una serie, per la quale siamo curiosi di leggere il sequel.

Suzanne Young, The Program, De Agostini Editore, pag. 400, 2015.